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Il leone d’oro alla Germania di Imhof

Assegnati i Leoni della 57. Biennale di Venezia, come abbiamo riportato nel precedente servizio. La Germania vince alla grande perchè mette assieme varie discipline ed è un lavoro complesso molto vicino all’arte gestuale. Altri artisti del Kosovo, del Cairo e del Brasile sono stati premiati. Per l’Italia, nessun riconoscimento, sebbene il ministero si sia speso parecchio per la riuscita. Due mondi diversi: la Germania ha puntato sui giovani che saputo trasformarsi in pezzi di arte, l’Italia che ha cercato nella tecnologia di trasformare un lavoro artigianale in artistico, grzie alle muffe. Ma allora anche il gorgonzola è un’opera d’arte!
Il progetto radicale della Imhof che ha scommesso sulla relazione tra corpo e spazio, mediata da sentimenti d’inquietudine e alienazione, dando vita a “un’installazione potente e inquietante che pone domande urgenti sul nostro tempo”. Così la giuria ha motivato la sua preferenza, puntando l’attenzione sul valore di un “scelta rigorosa di oggetti, corpi, immagini e suoni”, capace di generare “uno stato di ansia consapevole”.
Premiati rigore e radicalità anche nel caso del veterano Erhard Walther, con le sue strutture cromatiche accese, pensate per ridefinire, scandire e articolare lo spazio, attivando relazioni dinamiche tra persone, ambienti e geometrie: un lavoro “che mette insieme forme, colore, tessuti, scultura, performance e che stimola e attiva lo spettatore in un modo coinvolgente”.

Pirro Cuniberti. “Sognatore di segni” all’Art Warehouse Zattere, Venezia

In concomitanza con la 57. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e a un anno dalla scomparsa, la mostra ideata e promossa dalla Galleria d’Arte Maggiore G.A.M. per gli spazi di Art Warehouse Zattere vuole rendere omaggio a Pirro Cuniberti, una delle grandi figure dell’arte italiana, imponente ma discreta, capace di far proprie le suggestioni di respiro europeo per proporre un lavoro che si muove con orginalità nel mondo della pittura, o meglio del disegno. La mostra, a cura di Francesco Poli, intende infatti seguire la scelta operata dall’artista di abbandonare la tela per dedicarsi esclusivamente alla realizzazione di lavori su carta, prediligendo la piccola dimensione. In mostra una selezione di lavori realizzati su fogli del medesimo formato, il classico A4, che si trasformano così nelle tessere di un mosaico con cui ricomporre il pensiero e il linguaggio visivo inconfondibile dell’artista. Il catalogo edito da Silvana Editoriale è arricchito da un contributo critico di Flaminio Gualdoni.
E’ sulla superficie del foglio che Cuniberti sviluppa con leggerezza ed equilibri armonici il suo alfabeto immaginario costituito dagli elementi base del linguaggio pittorico (il segno, la linea, il punto, ma anche lettere e numeri) con cui dar vita a paesaggi, nature morte e figure libere. Forme sospese a confine con il mondo dell’immaginazione e della memoria, storie che si snodano senza la costrizione di dover rispondere ad un ordine logico ma piuttosto apparizioni allusive, colte velocemente nel loro manifestarsi e fissate quindi per sempre sulla carta da tracce di grafite e ombre di colori. Ciò che emerge chiaramente dai lavori in mostra è l’ispirazione all’arte di Paul Klee, che Cuniberti potè ammirare proprio alla Biennale di Venezia nel 1948. “Quando ho visto Van Gogh sono quasi svenuto, ma poi ho visto i quadri di Paul Klee e i miei piedi non toccavano terra”. A partire dall’opera del grande maestro, Cuniberti ne traforma i tratti più geometrici in un linguaggio più fluido e in un universo aperto all’improvvisazione in cui rintracciare anche una sempre acuta ironia. Opere dai “segni duri, segni morbidi sfumati, segni che racchiudono forme nitide, segni che alludono, segni sgranati, segni da brivido…” come amava definirli l’artista stesso.
L’idea della mostra è quindi quello di creare un tracciato che si gioca tutto all’interno di un “paese dei segni” lirico, ironico e magico, in cui l’artista si muove con passo leggero portando alla nostra attenzione di volta in volta un paesaggio dai toni fiabeschi, un mondo privato ed intimo, un percorso segreto che però diventa reale grazie alla sua pittura “esatta e allusiva” come la definì Francesco Arcangeli. Un ricerca inesauribile portata avanti da un artista “paziente come un archeologo, preciso come uno scienziato, oscuro e fantastico come un alchimista”.
Pier Achille Cuniberti, detto Pirro, nasce a Padulle di Sala Bolognese il 10 settembre 1923. Dal 1945 al 1948 è allievo all’Accademia di Belle Arti di Giorgio Morandi e Giovanni Romagnoli. Diplomatosi nel 1948, in quello stesso anno visita per la prima volta la Biennale di Venezia, esperienza fondamentale per la sua carriera artistica. Nel 1949 segue il corso di Virgilio Guidi e realizza molti disegni, pastelli, tempere su carta, piccole tele a olio, ma di questa fase iniziale distruggerà tutto. Nel 1952 inizia ad utilizzare la penna a sfera con la quale realizza disegni, sulla carta da macchina, che approdano all’astrazione. Tra mostre personali e collettive, il suo lavoro viene esposto in importanti sedi istituzionali, come la Galleria d’Arte Moderna, Palazzo dei Diamanti, a Ferrara, il Musée d´Art Moderne de la Ville de Paris e il Centre George Pompidou a Parigi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Si spegne a Bologna il 5 marzo 2016.

Pirro Cuniberti. Sognatore di segni
Art Warehouse Zattere, Fondamenta Zattere Ai Saloni 47, 30123, Venezia

Venezia, Palazzo Trevisan degli Ulivi: “Alberto Giacometti: individualità e modernità”, evento pre-57.Biennale

Art Museums of Switzerland e Svizzera Turismo presentano
“Alberto Giacometti: individualità e modernità”
Conferenza e ricevimento in occasione dell’inaugurazione della
57. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
Martedì 9 maggio 2017, ore 18 – 20
VENEZIA, Campo Sant’Agnese, Dorsoduro 810
Introduce Lionel Bovier, direttore Musée d’art moderne et contemporain (MAMCO), Ginevra; Interviene: Philipp Kaiser, curatore dell’esposizione “Women of Venice” presso il Padiglione svizzero alla Biennale di Venezia 2017
“Alberto Giacometti: individualità e modernità”, una conversazione tra Philippe Büttner, curatore della collezione, Kunsthaus Zürich, direttore Alberto Giacometti-Stiftung Ulf Küster, curatore, Fondation Beyeler, Riehen-Basilea Casimiro Di Crescenzo, storico dell’arte modera Alessandra Mammì, storico dell’arte e giornalista.

Art Museums of Switzerland, il network dei più importanti musei svizzeri d’arte, design e fotografia del XX e XXI secolo, e Svizzera Turismo hanno il piacere di presentare martedì 9 maggio 2017, in occasione della 57. Esposizione Internazionale d’Arte, “Alberto Giacometti: individualità e modernità”, un appuntamento dedicato al grande artista Alberto Giacometti.
L’incontro, introdotto da Lionel Bovier, direttore del MAMCO di Ginevra, offre una conversazione sulle diverse modalità espressive dell’artista e sulla loro influenza nei confronti della scultura del dopoguerra. Proprio alla città di Venezia è legata una delle opere più emblematiche di Giacometti, le “Femmes de Venise” (1956), che, insieme alle grandi sculture per la Chase Manhattan Plaza (1960), riflette la grande tensione dialettica dell’artista tra la capacità di cogliere l’individualità da un lato, e dall’altro la creazione di un’immagine sovraindividuale dell’uomo. Le “Femmes de Venise” sono oggi l’ispirazione anche del progetto a cura di Philipp Kaiser per il Padiglione svizzero della 57. Esposizione Internazionale d’Arte.
La mostra “Women of Venice”, a cui partecipano la coppia di artisti Teresa Hubbard / Alexander Birchler e l’artista Carol Bove, intende infatti interrogarsi sui motivi che indussero Alberto Giacometti durante tutta la sua carriera a non esporre le proprie opere al Padiglione della Svizzera.
All’intervento di Philipp Kaiser segue una conversazione con alcuni dei principali esperti dell’opera di Giacometti: Philippe Büttner, curatore della collezione del Kunsthaus Zürich e direttore della Fondazione Alberto Giacometti, Ulf Küster, curatore della Fondazione Beyeler, Riehen-Basilea, lo storico dell’arte Casimiro Di Crescenzo, moderati da Alessandra Mammì, storico dell’arte e giornalista.

Il confronto si concentra su come, fin dalla giovinezza, l’opera scultorea di Alberto Giacometti abbia dedicato attenzione al modello o “alla natura”. Relegata in secondo piano durante il periodo surrealista (1930-34), tale modalità espressiva ritornerà con prepotenza nel 1935, diventando uno dei principali motivi della sua esclusione dal gruppo dei surrealisti.
Fino alla sua morte, l’artista sarà alla costante ricerca di soluzioni tese a rappresentare la presenza individuale dei suoi modelli. Tuttavia, in parallelo si evidenzia anche un metodo del tutto diverso: la rappresentazione scultorea senza la presenza diretta di un modello, che Giacometti chiama “travailler de mémoire”, lavoro di memoria, metodo che avrà un importante ruolo soprattutto a partire dalla Seconda guerra mondiale.

Conegliano, città d’arte belliniana e del Prosecco Unesco.

bellini_invito_digitale_confstampaPromossa dal Comune di Conegliano e da Civita Tre Venezie, la mostra prosegue le esplorazioni sulle trasformazioni dei linguaggi della pittura veneziana e veneta negli anni magici tra Quattro e Cinquecento.
Dopo Un Cinquecento Inquieto nel 2014, seguito dal Carpaccio, Vittore e Benedetto nel 2015 e, nel 2016 da I Vivarini, l’indagine approda alla figura imprescindibile di Giovanni Bellini, scelta tanto più opportuna nel quinto centenario della morte del maestro.
Chi sono, quindi, i giovani artisti e collaboratori del grande Giambellino? Come si formarono, quale posto avevano nella produzione dell’atelier, della bottega, come si diceva allora? Che cosa trassero e che cosa a loro volta tramandarono dalla frequentazione e dalla stessa collaborazione con un artista-intellettuale tanto sublime per pensiero e per invenzione, per tecnica e non meno che per precisione formale?
La mostra prende le mosse proprio da queste domande e trova nella raffinata collezione dell’antica e prestigiosa Accademia dei Concordi di Rovigo lo spunto per tracciare una sorta di mappa (ipotetica e virtuale, ma supportata da una eletta serie di dipinti) del milieu belliniano o, almeno, di una parte significativa e originale di tale universo d’uomini e di capolavori.
Dai due celebri capolavori di Bellini in mostra – la Madonna col Bambin Gesù di esemplare semplicità e perfezione e il Cristo portacroce, così permeato di quel soffuso tonalismo magico e dorato che lo colloca tra le opere-manifesto della stagione matura intensa e filosofica della sua parabola artistica – il percorso espositivo propone importanti confronti, contaminazioni, suggestioni con opere di altri artisti, da Palma il Vecchio a Dosso Dossi fino a Tiziano e Tintoretto, o, addirittura, a maestri tedeschi e fiamminghi (come Mabuse e Mostaert) per sottolineare la centralità di Giovanni Bellini rispetto a uno scenario non solo veneziano e Veneto (come ben aveva capito nei suoi passaggi veneziani Albrecht Dürer).
In tale trama narrativa ed espositiva si vengono a collocare nomi e personalità molto diverse, tutte accumunate da una più o meno intensa frequentazione di Giovanni Bellini e del suo atelier: Marco Bello, Andrea Previtali, i Santacroce, Luca Antonio Busati, Pasqualino Veneto, Jacopo da Valenza, Nicolò Rondinelli…Questa mostra è quindi un’occasione per interrogarsi sull’eredità belliniana, ricostruendo con originalità una rete di rapporti e connessioni, mettendo in luce il raffronto possibile tra storie e opere, protagonisti e comprimari su palcoscenici diversi e alternativi e tuttavia legati da analogie e contiguità logiche e strutturali.

 

Moretti (Pd): “Soldi per i Pfas: il governo dimostra che la salute dei cittadini rappresenta una priorità. La Regione si muova immediatamente”

Alessandra Moretti
Alessandra Moretti

 “Gli ottanta milioni stanziati dal Governo per i Pfas rappresentano un contributo fondamentale, ma da solo non basta. Adesso tocca alla Regione Veneto fare la propria parte, e in fretta, perché la salute dei cittadini deve rappresentare una priorità”. Alessandra Moretti, capogruppo in Consiglio regionale del Partito Democratico commenta così la decisione di Palazzo Chigi di destinare ottanta milioni per risanare i territori contaminati da sostanze perfluoroalchiliche in Veneto. “Risorse che potranno essere investite sia per gli interventi strutturali, come depurazione e manutenzione degli acquedotti, sia per la risoluzione dei problemi ambientali. La programmazione 2014-2020 del Governo relativa ai Fondi sviluppo e coesione destinati all’ambiente, prevede 826 milioni da impiegare per interventi prioritari di bonifica dei siti di interesse nazionale e delle discariche, quindi ben il 10% del totale riguarda il delicato tema dei Pfas” si legge in una nota diffusa dalla capogruppo del Pd in Consiglio regionale. “Anziché polemizzare sempre con il Governo senza assumersi le proprie responsabilità, Zaia si muova immediatamente – prosegue la Moretti –  questo problema poteva essere risolto prima se non avessimo dovuto aspettare lo studio sull’inquinamento delle acque da parte del Cnr, richiesto proprio dal ministero dell’Ambiente, non certo dalla Regione. Adesso i soldi ci sono, non perda tempo, come accaduto con i danni del maltempo nel Trevigiano di due anni fa per l’esondazione del torrente Lierza, nessun indennizzo perché la richiesta è arrivata al di fuori dei termini, dopo ben sei mesi dalla tragedia”.

Zaia e Maroni implorano l’election day per l’autonomia

REFERENDUM AUTONOMIA LETTERA ZAIA E MARONI
Prot. n. 279506/74.00.00.00.00 Venezia, 19.07.2016

Oggetto: Referendum consultivi sull’autonomia delle Regioni Veneto e Lombardia. Richiesta di fissazione
dell’election day.

Preg.mo Signor
Dott. Matteo Renzi
Presidente del Consiglio dei Ministri
PEC: presidente@pec.governo.it
Preg.mo Signor
On. Angelino Alfano
Ministro dell’Interno
PEC: segreteria.ministro@pec.interno.it
e, p.c. Ill.mo Signor
Prof. Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica
PEC: protocollo.centrale@pec.quirinale.it
Preg.mo Signor
On. Enrico Costa
Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie
PEC: affariregionali@pec.governo.it
LORO SEDI

Pregiatissimi,
con precedenti note, Regione Lombardia e Regione del Veneto hanno, rispettivamente, avanzato
richiesta di fissazione di un’unica data per lo svolgimento dei referendum consultivi regionali sull’autonomia e
del referendum confermativo di cui all’articolo 138 della Costituzione per l’approvazione della recente
Riforma costituzionale, secondo il principio dell’election day.
La necessità di formalizzare dette richieste è discesa da imprescindibili esigenze di risparmio e di
contenimento della spesa pubblica, che non possono non essere condivise e partecipate da tutti i livelli
istituzionali, oltre che di garantire gli adempimenti previsti dalle disposizioni normative vigenti.
Considerato che il principio di legalità impone il rispetto delle norme attualmente vigenti stabilite
tanto dal Legislatore statale quanto dal Legislatore regionale, riteniamo di dover prendere atto della mancata
disponibilità di Codeste Istituzioni a consentire lo svolgimento abbinato della consultazione referendaria
nazionale e delle consultazioni referendarie regionali in un unico election day, come precedentemente
richiesto, qualora non giunga alcun riscontro in tal senso alla Regione del Veneto e alla Regione Lombardia
entro i primi giorni del mese prossimo.

Con i migliori saluti.
Luca Zaia

Roberto Maroni

La Bourse de Commerce, nuovo “museo” della Collezione Pianult

Bourse_commerce_ParisFinalmente Parigi avrà un sito permanente destinato alla presentazione della Collezione Pinault, in diretta sintonia con Palazzo Grassi e Punta della Dogana. Lo ha annunciato François Pinault in una nota diramata dall’ufficio stampa di Paola Manfredi. Il nuovo museo, che dovrebbe aprire a fine 2018, contribuirà alla rivitalizzazione del quartiere di Les Halles e ad arricchire l’offerta culturale della città di Parigi. Nel quadro di un’azione di razionalizzazione e modernizzazione del proprio patrimonio immobiliare la Camera del Commercio e dell’Industria di Parigi – Ile-de-France ha confermato, infatti, al Comune di Parigi l’intenzione di cedere allo stesso Comune l’edificio della Borsa di Commercio un notevole edificio che data XVIII e XIX secolo, molte parti del quale sono classificate Monumento Storico.
Anne Hidalgo ha così invitato François Pinault – che ha accettato – a creare il sito permanente parigino di presentazione della sua prestigiosa collezione. Questo accordo prenderà la forma di una concessione della durata di 50 anni, soggetta a canone, e prevede importanti lavori di restauro a carico del concessionario.
La progettazione e l’intero finanziamento delle attività del nuovo museo saranno entrambe supportate da François Pinault. Al termine della concessione, il diritto di utilizzo tornerà al Comune di Parigi. La concessione sarà sottoposta al Consiglio Comunale quando il Comune avrà acquisito la proprietà del palazzo.
François Pinault affiderà la gestione della ristrutturazione a un’équipe composta da Tadao Ando (Tadao Ando Architect and Associates – TAAA), Pierre-Antoine Gatier, architetto specializzato nella conservazione dei beni architettonici, l’agenzia NeM – Lucie Niney e Thibault Marca e la SETEC Costruzioni.
Questo nuovo museo, che dovrebbe aprire alla fine del 2018 e il cui nome sarà annunciato in seguito, dedicherà la propria programmazione alla creazione contemporanea, allo stesso modo del polo veneziano – Palazzo Grassi, Punta della Dogana e Teatrino – diretto da Martin Bethenod.
François Pinault ha voluto coinvolgere in questo importante progetto i suoi figli, in particolare François-Henri Pinault, CEO di Kering e Presidente di Artémis. François Pinault ha infatti l’ambizione che questo progetto possa proseguire nel tempo, anche oltre quello della sua stessa disponibilità. Presiederà il consiglio di amministrazione della futura istituzione e conferirà la presidenza del consiglio di orientamento a Jean-Jacques Aillagon.

Anagoor ambasciatrice della cultura castellana. L’Arcadia di Castelminio di Resana

CIMG0003Anche Castelfranco Veneto ha la sua compagnia teatrale stabile ma a Castelminio di Resana in un ex capannone adibito ad allevamento di conigli, da qui il soprannome La conigliera. Simone Derai e Paola Dallan, ai quali si aggiunsero successivamente Marco Menegoni, Moreno Callegari, Mauro Martinuz, Giulio Favotto e molti altri hanno messo in piedi un laboratorio teatrale, iniziato al Liceo Giorgione, quasi per “gioco” dalla prof. Patrizia Vercesi, che si è trasformato nel tempo in un gruppo professionista con un proprio repertorio. Nel 2009 “Tempesta” (spettacolo ispirato all’omonima opera di Giorgione, conservata alle Gallerie dell’Accademia) si guadagna una segnalazione speciale al Premio Scenario ed è finalista al Premio Off promosso dal Teatro stabile del Veneto. Nel 2011 lo spettacolo “Fortuny” è invitato alla Biennale di Venezia. Contemporaneamente Anagoor inizia una tournée internazionale che la conduce in Inghilterra, Danimarca, Portogallo, e Francia.

Nel 2012 debuttano a MiTo il film-concerto Et manchi pietà sulla vita della pittrice Artemisia Gentileschi, e lo spettacolo L.I. Lingua Imperii insignito del premio “Jurislav Korenić“ a Simone Derai come miglior giovane regista per lo spettacolo al GRAND-PRIX del 53mo Festival MESS di Sarajevo.
Nel 2014 al Festival delle Colline Torinesi debutta “Virgilio brucia” presentato anche al Romaeuropa Festival. Poi l’anno scorso di nuovo alla Biennale Teatro di Venezia con “LI. Imperii”. Nel 2016 “Virgilio brucia” è ospitato nella stagione del Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa. Nel 2017 sono previsti altri spettacoli a Roma, Napoli e Milano. Fra qualche giorno saranno in Germania al Festival Theaterlandschaft Mittelmeer Theater an der Ruhr, Mülheim an der Ruhr.
CIMG0001Il cammino è lungo, ricco di tappe importanti che rappresentano un punto di riferimento per la Città di Giorgione che tanto si vanta di essere una piccola patria di letterati, musicisti, matematici e artisti. “Voi siete i nostri ambasciatori di Castelfranco nel mondo e ve ne siamo grati” – così hanno presentato alla stampa riunita nella sala del Consiglio comunale, l’assessore Mariagrazia Lizza e il vicesindaco Gianfranco Giovine, consegnando una targa ricordo, elogiandone i meriti e la grande passione per i risultati raggiunti.
Ad un certo punto però il calore affettivo del “figlio” alla sua città-agora si è trasformato in una parodia in cui ognuno ha cercato di giocare il ruolo scomodo dei limiti imposti dalla contingenza politico-economica. La compagnia teatrale d’avanguardia rimane per ora esule, lontana dai rumori e dai contagi urbani. Anagoor è una di quelle esperienze cultuali del Nordest che sopravvivono fino alla loro morte naturale oppure producono e incubano nuovi talenti? Non siamo in grado di poter dare una risposta sicura, tuttavia ci piacerebbe che il settore “teatro”, cioè spettacolo dal vivo in ambienti costruiti per questo, potesse favorire di una struttura pubblica sicura, tangibile. Come lo si fa per lo sport (ad esempio il calcio o il nuoto) così dovrebbe essere anche per il teatro, compresa la musica. “Eppure noi abbiamo un Conservatorio che è pari ad una facoltà universitaria e un liceo musicale che non tutte le città venete possono vantare” – rimarca Jeanne, italo-canadese da dieci anni residente in città.
Manca un auditorium, manca uno spazio scenico dove le compagnie potrebbero crescere ed essere tutte ambasciatrici della Castellana. Nel Veneto il teatro ha una lunghissima storia, tantissimi teatri secolari, grandi attori, famosi registi e scenografi, una Biennale Teatro vetrina del Mondo, ma quello che manca a Castelfranco, capoluogo di un hinterland da centomila abitanti, è una nuova struttura moderna e attrezzata che la collocherebbe in una rete internazionale. Il Comune punta il dito sulla mancanza di fondi per il taglio alla spesa corrente, lancia una sfida “sotto il cavalcavia della stazione che compie cento anni ricaviamo un teatro con i finanziamenti messi a disposizione dal Governo per la Grande Guerra”. Uno specchietto per le allodole per farsi rieleggere?
CIMG0005Stranamente il Comune di Castelfranco ha un patrimonio immobiliare vastissimo, accumulato nel tempo per lasciti, permute, ricavi per concessioni, molte aree degradate (foro boario) e diversi immobili storici di pregio trascurati (borgo Treviso). A volte si rifila nel bilancio una spesa per il restauro di un immobile per poi chiuderlo (palazzetto Preti) oppure si costruiscono volumi e si lasciano vuoti (Piazza della Serenissima). “Dov’è il problema?” – si chiede Daniele. Chi amministra un Comune così grosso pensa di usare la testa come un ragioniere ma poi cede alla lobby di turno e chiude un occhio. Ci si inventa una mostra e si pendono decine di migliaia di quattrini, ma si negano tante altre iniziative che darebbero visibilità alla Città. Il Maestro Brunello ha messo in piedi Antiruggine in un mezzo capannon dentro la città. Non è forse questo un esempio che l’amministrazione comunale dovrebbe copiare? Oppure trasformando l’ex panificio Fraccaro in un piccolo teatro in cambio di qualcos’altro, mediante un crowfunding (microfinanziamento). Bisogna essere tedeschi?

BANNER LIsmall (1)Anagoor 
La compagnia Anagoor nasce nel 2000 a Castelfranco Veneto, su iniziativa di Simone Derai e Paola Dallan, ai quali si aggiungeranno successivamente Marco Menegoni, Moreno Callegari, Mauro Martinuz, Giulio Favotto e molti altri, facendo dell’esperienza un progetto di collettività. Nel 2008 la compagnia è finalista al Premio Extra con Jeug*. Nel 2009 con Tempesta riceve una Segnalazione Speciale al Premio Scenario ed è finalista al Premio Off promosso dal Teatro Stabile del Veneto. Nel 2010 entra a far parte del progetto Fies Factory di Centrale Fies e del network internazionale Apap. Nel 2011 lo spettacolo Fortuny è invitato alla Biennale di Venezia diretta da Alex Rigola. Contemporaneamente Anagoor avvia una tournée internazionale che la conduce in Inghilterra, Danimarca, Portogallo e Francia. Nel 2012 debuttano a MiTo il film-concerto Et manchi pietà sulla vita della pittrice Artemisia Gentileschi, e lo spettacolo L.I. Lingua Imperii insignito del premio “Jurislav Korenić“ a Simone Derai come miglior giovane regista per lo spettacolo al GRAND-PRIX del 53mo Festival MESS di Sarajevo. Nel 2013 Anagoor riceve il Premio HYSTRIO – Castel dei Mondi e debutta con la prima regia di un’opera: Il Palazzo di Atlante di Luigi Rossi (1642), libretto di Giulio Rospigliosi, alla 63° edizione della Sagra Musicale Malatestiana di Rimini. Nel 2014 al Festival delle Colline Torinesi debutta Virgilio Brucia presentato anche al Romaeuropa Festival. Nel 2015 il Napoli Teatro Festival Italia presenta un focus interamente dedicato ad Anagoor ospitando L.I. Lingua Imperii e Virgilio Brucia. Lingua Imperii è presentato alla Biennale Teatro di Venezia ed è tra gli spettacoli vincitori del Music Theatre NOW 2015 – Worldwide Competition for new Opera and Music Theatre. Debutta Santa Impresa, produzione del Teatro Stabile di Torino | Teatro Nazionale, progetto di Laura Curino e Anagoor con la regia di Simone Derai. Nel 2016 Virgilio Brucia è ospitato nella stagione del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.

ConigliettoLe tappe di Anagoor
Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Romaeuropa Festival – Roma, Prospettiva – Teatro Stabile di Torino, Festival Internazionale Castel dei Mondi – Andria, Short Theatre – Roma, Vie Scena Contemporanea Festival – Modena, La Biennale Teatro – Venezia, Altri Percorsi – Teatro Stabile di Bolzano, Contemporanea Festival – Prato, Ipercorpo – Forlì, Palermo Teatro Festival, Festival delle Colline Torinesi – Torino, Operaestate Festival, Centrale Fies Drodesera, Napoli Teatro Festival Italia – Napoli, Teatro Elfo Puccini – Milano, Teatro della Tosse – Genova, Festival MiTo, ONT Teatro al Parco – Parma, La Soffitta – Bologna, Zoom Festival – Scandicci, Temps d’images Paris, London International Mime Festival, Vordingborg Waves Festival, Escrita na paisagem Festival – Portogallo, London Italian Cultural Institute, Primavera dei Teatri – Cosenza, Teatro Leonardo – Milano, Teatro Fondamenta Nuove – Venezia, Angelo Mai – Roma, Festival Volterrateatro, Festival STARTUP – Taranto, Teatro Astra – Vicenza, Teatro Verdi – Padova, Paesaggio con uomini, Trento Film Festival, C4 Caldogno, Museo Fortuny – Venezia, Teatro Rossini – Pesaro, Palermo Teatro Festival – Palermo, Sardegna Teatro – Cagliari.

TOUR DATES 2016
24 Aprile 2016
Festival Theaterlandschaft Mittelmeer
Theater an der Ruhr, Mülheim an der Ruhr, Germania
Anagoor
L.I. | LINGUA IMPERII
16 Aprile 2016
AMAT – APP Ascoli Piceno Present
Ridotto del teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno
Anagoor
RIVELAZIONE | sette meditazione attorno a Giorgione
9 Aprile 2016
Centorizzonti 2016
Teatro Duse, Asolo (TV)
Anagoor
VIRGILIO BRUCIA
6 Aprile 2016
AMAT 2015/16
Chiesa dell’Annunziata, Pesaro
Anagoor
MAGNIFICAT
12 Marzo 2016
Chiesetta di S. Antonio, Badoere (TV)
Anagoor
MAGNIFICAT
5 Marzo 2016
Teatro del pane, Treviso
Anagoor
MAGNIFICAT
3 Marzo 2016
Stagione 2015/16
Auditorium Melotti, Rovereto (TN)
Anagoor
L.I. | LINGUA IMPERII
2 Febbraio 2016
Stagione 2015/16
Teatro Comunale, Casalmaggiore (CR)
Anagoor
VIRGILIO BRUCIA
26-31 Gennaio 2016
Piccolo Teatro Milano Stagione 2015-16
Teatro Studio Melato, Milano
Anagoor
VIRGILIO BRUCIA
15 Gennaio 2016
CTB – Brescia Contemporanea
Teatro Santa Chiara, Brescia
Anagoor
RIVELAZIONE | sette meditazione attorno a Giorgione