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La mostra a volo di drone. Villa Manin e l’Avanguardia Russa

Un modo nuovo per comunicare con l’occhio vigile del professore che lavora a fianco dei suoi ragazzi piloti-cineoperatori per un giorno d’avanguardia a villa Manin di Passariano del Friuli. Potrebbe essere questo il dispaccio per gli addetti ai lavori.
Dopo il risultato straordinario di ascolti per le video-interviste alla signora Aliki Costakis e al soprintendente prof. Piero Colussi durante la vernice stampa “Avanguardia russa. Da Malevic a Rodcenko” della Collezione George Costakis, proponiamo ora una serie di fermo-immagini del momento culturale. Parlare di “Avanguardia russa a Villa Manin” significa porre l’accento sulla capacità e passione che un un signore, senza tante risorse, è riuscito a collezionare opere e frammenti di un periodo fondamentale per la storia dell’arte contemporanea europea ma che poteva facilmente “annientarsi” o sparire nel nulla. Ieri come oggi dei giovani tentano di provare nuove strade, con una differenza: “la follia non per distruggere ma per migliorare”.
Il drone c’è ma non si vede, anzi viene svelato solo alla fine, quale oggettino con eliche che sorvola a distanza ravvicinata e teleguidato da un adolescente che ha una dimestichezza epidermica con lo smartphone.
Il sorriso innato di Antonella Lacchin, dell’ufficio stampa Villaggio Globale, chiude con serenità e fiducia le sequenze scelte dalla regia. Anzi sembra cogliere dalla sua espressione solare un auspicio che questo progetto iniziato con la Bellona-Minerva di Paolo Caliari detto il Veronese del 1550 traslocata in una palestra liceale va sostenuto e ampliato. Inquietante lo sguardo femminile di una giornalista ma non meno intrigante dei tanti sguardi che i fotoreporter volante e fisso da varie postazioni siano riusciti a cogliere. Lo spirito è quello della curiosità. Il luogo maestoso e i cielo azzurro.
Il progetto si avvale della collaborazione di Angelo Miatello e Rosanna Bortolon, promoter dell’iniziativa che va sotto il titolo di “Journalism Drone per la Scuola“. Mentre per la parte didattica-formativa sono intervenuti i professori Daniele Pauletto e Nazzareno Bolzon dell’Ipsia di Castelfranco Veneto con i loro stagisti. L’idea appunto sarebbe quella di coniugare liceali di diverse scuole.

Castelfranco: Palestra affollata per la Bellona-Minerva in cattedra

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E’ in azione un minuscolo drone con la fotocamera digitale progettato dagli studenti dell’IPSIA di Castelfranco Veneto davanti alla Minerva del Veronese. Foto di Daniele Maccagnan
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Palestra affollata per ascoltare la lezione del prof. Carlassara sulla storia e sul contenuto della preziosa reliquia della Serenissima, foto di Daniele Maccagnan

(di Jeanne Belhumeur) In centinaia ieri mattina per apprezzare da vicino la “Minerva tra Geometria ed Aritmetica” di Paolino spezapreda, conosciuto come Paolo Caliari detto il Veronese, al Liceo Giorgione (nella foto uno studente dell’IPSIA che telecomanda un drone). Prima del trasferimento dell’opera dal Museo Casa Giorgione a Palazzo Balbi, sede del Governo regionale a Venezia, a conclusione della mostra dedicata al pittore a Castelfranco (Veronese nelle Terre di Giorgione), l’opera è stata esposta per una mezza giornata a scuola.
Qui erano invitate delegazioni di studenti che hanno potuto osservarla e sentire alcune dissertazioni per conoscerla e comprenderne il significato.
La Bellona-Minerva (dal suo primo titolo coniato a Londra nel 1826) ieri mattina presto è stata adeguatamente imballata e trasferita a scuola, dov’è stata esposta in palestra ed accolta dal corpo docente, studenti, polizia locale e rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco Luciano Dussin, il prefetto Maria Augusta Marrosu, la senatrice Patrizia Bisinella, l’assessore Franco Pivotti, il vicepresidente della provincia ing. Bonesso ed il senatore prof. Franco Conte.
Nel corso del convegno-dibattito “Un’opera in classe – La Bellona-Minerva entra al Liceo”, ci sono stati interventi, tra gli altri, dello studioso Angelo Miatello, del professore Renato Carlassara e del vice preside Vittorio Caracuta, mentre sabato sera, nella conferenza di presentazione dell’evento, c’era stato l’intervento di Marino Zorzato, vicepresidente della Regione Veneto.
Alla chiusura dei lavori sono stati letti due importanti appelli, uno rivolto al tanto sperato liceo che aspetta da anni una nuova struttura (letto da T. Rizzi), ed un altro rivolto invece al Musicale, un’eccellenza che molti paesi ci invidiano, come ribadito dal Maestro Andreatta.
Il presidente Rosanna Bortolon, attivissima come sempre, ha quindi chiuso l’evento invitando tutti ad un brindisi con fette di focacce e salatini di Fraccaro e Prosecco Manera. Il beveraggio analcolico era offerto dal Liceo. Verso le 15,00/15,30 la preziosa reliquia della Serenissima è stata nuovamente imballata, rimessa nell’apposita cassa azzurra ed è partita per Venezia, seguendo un itinerario abbastanza consueto: camion e barca. “Dopodomani la rivedremo appesa sul muro di Palazzo Balbi a testimoniare la retorica dei politici e le firme dei protocolli…Sotto l’egida della Bellona i nostri politici avranno il compito di comportarsi bene, altrimenti ….la massima divinità dell’Intelligenza, delle Arti, dei Confini, Coltivatrice dell’Olivo e super protetta da Giove li condannerà… ” – ha ridacchiato un distinto signore veneziano che preferisce rimanere nell’anonimato.