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Metricamente Corto 7, premi a:”Bismillah” di Alessandro Grande, “Debout Kinshasa!” di Sebastien Maitre, “Cazatalentos” di José Herrera, Rosario Capozzolo (“Peggie”), Pablo Munoz (“9 Pasos”), Linda Mresy (“Bismillah”). Attestato di riconoscimento ai due video castellani: Ipsia Galilei e Histoire di Nino Porcelli e una menzione a Marco Mion per “Valle Agredo”

La direzione artistica del Metricamente Corto 7 International Film Festival di Trebaseleghe ringrazia tutti i collaboratori, gli sponsor, la regione Veneto, la provincia di Padova e il Comune di Trebaseleghe, per la sensibilità  e disponibilità  dimostrate nella preparazione e gestione di questo importante evento, giunto a questa settima edizione seguendo un trend più che positivo per numero di candidati partecipanti, qualità  dei cortometraggi, presenza di pubblico.

Un sentito ringraziamento particolare al presidente di giuria Domenico Guidetti e a tutti i componenti della stessa per avere con competenza selezionato e poi premiato i cortometraggi tra i quali spicca l’italiano “Bismillah” di Alessandro Grande, e la coproduzione Francia Costa d’Avorio “Debout Kinshasa!” di Sebastien Maitre, presente alla premiazione, che ha vinto il premio come miglior film straniero e si è aggiudicato anche la preferenza del pubblico. “Cazatalentos”, di José Herrera, si attesta vincitore nella categoria animazione.
Il premio della regia è stato assegnato all’italiano “Peggie” di Rosario Capozzolo. Come attore si è aggiudicato il premio il piccolo Pablo Munoz, in “9 Pasos”, e come attrice la piccola Linda Mresy, in “Bismillah”, che si aggiudica anch’esso due riconoscimenti.

Foto credit: Franco Pizzolato

Il voto della giuria è andato a “La giornata” di Pippo Mezzapesa, e una menzione speciale va a “Schermi”, di Rossella Scialla, che ritira personalmente il premio.
“Il regalo di Alice”, di Gabriele Marino conquista una menzione speciale per il tema trattato.
Ci ha fatto molto piacere ricevere e proiettare i videomessaggi di saluto degli artisti che non hanno potuto presentarsi alla premiazione per impegni pregressi, ma che hanno voluto comunque testimoniare il loro apprezzamento all’organizzazione.

Quest’anno la direzione e lo staff hanno deciso di formalizzare dei riconoscimenti aggiuntivi a due corti fuori concorso nella sezione scuola: si tratta di “Sulle tracce dei Giauli”, dell’Istituto comprensivo G.Ponti di Trebaseleghe, e di “L’uguagliana di essere diversi”, IPSIA Galilei di Castelfranco Veneto.
Sempre a Castelfranco arriva anche una menzione speciale per un trailer di Nino Porcelli, “Dietro le quinte con gli Alpini”.

Infine, la serie “Valle Agredo”, di Marco Mion, ottiene una menzione per la realizzazione di cortometraggi promozionali delle bellezze del territorio nel nord padovano.
Come non dimenticare infine l’attestato di “ringraziamento speciale” assegnato al comune di Trebaseleghe, nella persona del sindaco Lorenzo Zanon, dell’assessore Antonella Zoggia, e di tutte i ruoli istituzionali coinvolti in questo progetto.

https://www.metricamentecorto.it/cms/

(Vedi in questa rivista precedenti articoli e video: “Metricamente Corto 7”)

Dietro le quinte con gli Alpini. Anteprima video di Nino Porcelli pro Histoire

5.09.2018, Hotel Excelsior Spazio della Regione del Veneto, 75.Mostra del Cinema (A. Miatello).

“É la prima volta che associazioni di volontari si fanno conoscere con un breve documentario che metta assieme storia e realtà, anzi “storia e volontariato” allo Spazio della Regione del Veneto”. Il titolo stesso per Venezia Cinema è una novità “biografica”. Passerà inosservato per il pubblico festivaliero, abituato ormai alla comunicazione (costosissima) di massa. Un esempio? Il film A Star is Born (che abbiamo scelto per Droni by Art) ha un bundjet di 30 milioni di US$, presentato in anteprima per l’Europa con cinque distinte proiezioni 31 agosto – 1 settembre nelle sale del Lido (circa seimila spettatori), feste gran gala, conferenze stampa, interviste, book fotografici e chi più ne sa lo scriva… Come possiamo farci notare dalla carta stampata e da RaiTre o dalla locale Telechiara?

Impossibile. Forse hai la fortuna d’incrociare Curzio o l’addetta Cinema del gruppo La Repubblica o del Gazzettino. Non hanno tempo. Il mestiere è sempre di più condotto dai blogger che rappresentano al Lido quasi l’80 per cento degli accreditati. E’ sufficiente salire al terzo piano del Casinò per rendersi conto dove e come va la comunicazione. E poi ci sono tutti gli altri che fissano la loro dimora negli stand ben attrezzati di cineprese, registrazioni audiotv e internet.
Lo Spazio regionale veneto è bellissimo per chi conosce le dinamiche. Ci sono degli habitué che si prenotano non uno ma addirittura cinque o sei appuntamenti, persino due ore complete, oppure viene sistemato alla fine della mezza giornata con “note musicali” e probabile aperitivo tanto reclamizzato in via indiretta dallo sponsor “Consorzio ProseccoDoc” ecc. A noi nulla! Quale accoglienza impersonale.
Poi ci sono i professionisti che tengono saldamente il loro aggancio alla Film Commission e quelli che non si sa perchè con il Veneto c’entrano poco. A questo converrebbe chiedere al presidente Zaia che stacca l’assegno ogni anno alla Biennale di Venezia come mai non ci si aggiorna “tecnologicamente”. Noi piccoli veneti o venetisti o autonomisti abbiamo bisogno di visibilità perché ci crediamo radicati qui nella Marca. La Mostra del Cinerma è una Fiera internazionale non una pedana o una poltrocina. Il popolo si aspetta di più e di meglio. 

Concerto sinfonico a Cima Grappa_Autorità sul palco

L’Associazione storico-culturale HISTOIRE è stata invitata a presentare in anteprima il trailer Dietro le quinte con gli Alpini di Castelfranco del film maker Nino Porcelli. L’evento ha avuto il patrocinio regionale del presidente Luca Zaia e della Città di Castelfranco V.to, con la collaborazione comunicativa di AIDA-FPA2000.
La trama del video di circa sette minuti ripercorre le fasi salienti che precedono la manifestazione musicale a Cima Grappa, all’Ossario dei caduti della Grande Guerra. E’ una cornice non di un quadro appeso al muro, come qualcuno confonde, ma una task force di volontari e professionisti che devono predisporre di piani, permessi, bonifiche (se necessario) sia per l’arrivo che per l’evacuazione del pubblico. Siamo ad alta quota in una Montagna che conserva indelebilmente le disastrose battaglie di trincea per difendere una Patria che stentava di crescere. Il documentario è firmato dal film maker Nino Porcelli, per noi un grande assemblatore di ricordi, rinvii storici, testimonianze e naturalmente, com’era il progetto iniziale, del fatto accaduto (CRONACA).
Su quest’ultimo aspetto spero che sia chiaro che un cronista presente ad uno spettacolo pubblico deve avere la franca collaborazione degli organizzatori. Farà un po’ effetto citare l’articolo 21 della Costituzione Italiana che, nella pratica giornalistica, vuol dire appunto raccontare cosa è successo.

Dietro le quinte con gli Alpini di Castelfranco Veneto
 è un “trailer in cui sono focalizzati immagini e momenti per la realizzazione del concerto sinfonico all’Ossario di Cima Grappa, svoltosi il 30 giugno scorso per la ricorrenza del Centenario della Grande Guerra (Battaglia del Solstizio, 20 giugno 1918). Evento al quale hanno partecipato, l’orchestra sinfonica diretta dal maestro Diego Basso di Art Voice Academy con un repertorio di musiche dell’epoca, le autorità di diversi Comuni (Loria, Crespano, Castelfranco, Conegliano), della Provincia di Treviso e i rappresentanti di pubbliche istituzioni sia civili che militari.
“Il video di Nino Porcelli intreccia immagini, musiche d’epoca con un reportage dello spettacolo e di chi l’ha organizzato” – ci spiega il presidente Derio Turcato.
“Novità assolutamente inedite sia per l’argomento affrontato (volontariato) sia per alcune scoperte sensazionali come quella delle TRE DONNE SOLDATO nel cimitero austro-ungarico.”
E chi l’avrebbe mai detto o scritto? Una guerra condotta tragicamente dall’uomo maschio, sebbene la donna dovesse occuparsi di ben tante altre cose fondamentali e strategiche: industria degli armamenti, dell’alimentazione, del piacere e del soccorso socio-sanitario (La roce Rossa).

Dietro le quinte con gli Alpini
 – ci spiega Derio Turcato – significa non solo capire come si vuole raggiungere lo scopo della manifestazione pubblica ma per avere un’idea come si evolve questa pratica che vede alcuni volontari coinvolti anche dal punto di vista di “cultori” dei fatti storici accaduti sul Massiccio del Grappa e delle montagne vicine.”
In altre parole stimolare una frequentazione dei luoghi, “sostenibile e responsabile”, con una conoscenza dei fatti accaduti ad alta quota, immaginando le terribili condizioni climatiche degli inverni tra il ’16 e il ’18. La stessa natura dell’alta montagna, che da una parte offriva ripari naturali, dall’altra metteva quotidianamente a dura prova la resistenza dei soldati, i quali dovettero lottare contro il nemico ma soprattutto contro gli elementi; seracchi, tormente di neve, valanghe, inedia e assideramenti causati dalle temperature a volte di 40° sotto zero, causavano più vittime che il nemico. I combattimenti in montagna rappresentarono allora, una novità pressoché assoluta ed inedita.
Nessun evento pubblico – continua il presidente di Histoire – può ambire ad avere un tasso di rischio uguale a zero. Pertanto le misure di mitigazione che si propongono servono per ridurlo fino ad un livello residuo che viene considerato “accettabile”, ferma restando come si sa, un’alea che resta imponderabile. Ai volontari della protezione civile degli Alpini viene assegnato il compito di mettere in pratica e di attuare le misure di sicurezza previste nei piani predisposti, con la sorveglianza: ai varchi di ingresso e sui presenti durante la manifestazione, in maniera discreta ma professionale.

A corollario dell’evento allo Spazio della Regione del Veneto dell’Hotel Excelsior ha fatto onore la partecipazione dei politici castellani, il vicesindaco Gianfranco Giovine, l’assessore alla cultura Franco Pivotti, il consigliere Alessandro Faleschini e di un folto pubblico giunto da Castelfranco Veneto. La foto di chiusura allo Spazio della Regione Veneto sono immortalati i due gruppi realizzatori dei video: Studenti Ipsia Galilei e Histoire con il Gruppo Alpini di Castelfranco Veneto.

Nicola Poni intervistato da Curzio Pettenò di Rai 3 Veneto. Le Trame di Giorgione in Rete per la prima volta

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-25ac8eda-2dee-4a6d-bb56-3d0aef06fede.html

I giovani di Castelfranco realizzano dei videoclip per promuovere la Mostra di Giorgione che si aprirà alla fine del prossimo mese. L’intervista a cura di Curzio Pettenò per Rai 3, edizione delle ore 14,00 di sabato 9 settembre all’Hotel Excelsior.
A Nicola Poni l’onere di farsi intervistare, le sta accanto la docente Fabiana Zanchetta dell’IPSIA Galilei Audiovisivo.

Nelle foto di Claudio Malvestio: Curzio Pettenò, Fabiana Zanchetta, Vendrame Enrico, Nicola Poni (l’intervistato), Juliette M., Viviana Mimo, Ermanno Ramazzina, Antonello Rota, Joanna Benvegna, Sebastiano Gallina, Demi Tellatin, Emanuele Antonello.

Dal 27 ottobre al 4 marzo dell’anno prossimo, per circa 130 giorni, si svolgerà la mostra nel Museo Casa Giorgione e in altre sedi della città murata – Sacrestia del Duomo, cappella Costanzo, studiolo di vicolo dei Vetri, Casa Costanzo, Villa Barbarella, Torre Civica e Teatro Accademico – da renderla unica nel suo genere per tre motivi che possiamo qui sintetizzare: 1. Una mostra corale che è stata “sposata” da una città intera; 2. un confronto diretto tra opere d’arte di ritrattistica con tessuti e abiti d’epoca provenienti da prestigiose collezioni private e pubbliche; 3. Un racconto che sveli la moda del costume del tempo.
Il fil rouge della seconda mostra di Giorgione sarà, come ha puntualizzato Danila Dal Pos, lo svelamento di intenzioni, significati, simboli e motivazioni più politiche che artistiche dei personaggi effigiati. Ad esempio, ci par di capire che saranno spiegati i retroscena della Pala: il valore storico di un quadro devozionale che contiene precisi messaggi che il suo committente, il nobile siciliano Costanzo, “uomo di stirpe reale”, come viene definito dai biografi degli ordini cavallereschi, vuole lanciare.
Il motivo dell’unicità di questa mostra è, come ha detto la curatrice, “la coralità di tante forze messe in campo”, segno che il Giorgione è sempre il faro di questa città dalle rosse mura consunte dalle intemperie e rosicchiate dall’uomo. Infatti a stupire l’entusiasmo della curatrice per questa manifestazione del XXI secolo sono “la collaborazione di tante categorie sociali, a partire dalla schiera di volontari che faranno da custodi, dal sostegno dell’Ascom, cioè quello concreto del mondo artigianale, che si è messo a disposizione per l’arredamento e dove abbiamo trovato anche eccellenze già di casa nei grandi musei come il Grande Louvre, ad esempio nel settore dell’illuminotecnica. Un modo splendido per essere sponsor. E soprattutto devo ringraziare gli studenti”.
Una pagina di Fpa2000 “Character skills”….
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Sgarbi meteora o Sgarbi cometa? Il Teatro Accademico gremito lo applaude e ne condivide gli attacchi

A voi di giudicare: 1977/78 (prima grande mostra su Giorgione), 2002 (la Pala di Giorgione cade a pezzi), 2010 (seconda grande mostra di Giorgione, la Pala ritorna a casa), 2017 (Droni by Art filma Sgarbi in Teatro). C’è un legame affettivo con Castelfranco, non matrimoniale, ma di orgasmo intelletuale sì.
Palazzetto Preti deturpato dalla mano di un architetto ignobile. Un richiamo all’arte o un atto di vilipendio?
L’Ipsia Galilei si posiziona in alto e sa dirigere un appuntamento in un evento, con tutti gli ingredienti di attualità e cronaca: meriti e riconoscimenti a Daniele Pauletto, Nazzareno Bolzon, Fabiana Zanchetta, Antonio Ciccarese…e agli studenti bravissimi.
Lo abbiamo sentito in veste di critico d’arte, fustigatore, tutto al contrario di tutto. Un politico che supera D’Annunzio, almeno per l’aspetto comunicativo che quest’ultimo per diventare noto sorvolò Vienna! Si conquistò il popolo con i volantini. Pensate, volando. Partì da San Pelagio vicino Padova alle ore 5:30 del 9 agosto 1918. Divenne mito. Bastavano i titoloni dei giornali.
Vittorio Sgarbi non solo sorvola ma entra nei dettagli, sta con la gente, in giro per l’Italia. D’Annunzio se ne stava tra i palchi del teatro e le feste dell’alta società “bellicistica”. Per lui la guerra s’era da fare a tutti i costi. Per Sgarbi, no. Mai.
La storia dell’arte entra nelle case, i minori sono maggiori o pari ad essi, solo che non sono conosciuti: Sacchi, Franceschini, Cairo, Zalone, Cagnacci, Genovesino chi li conosce per i loro capolavori?
E’ riuscito a destreggiarsi bene stamattina di fronte ad una platea varia, nonostante non gli appartenga ancora la fiilosofia dell’uso dei droni nel giornalismo e nel racconto artistico. Il drone può essere una guida oppure far parte della creatività. Andare oltre ed abituare l’occhio a vedere più in là, nei particolari come ha dimostrato Sgarbi nei suoi libri di storia dell’arte. Vittorio ha un occhio “meccanico”, entra nell’opera, la sviscera e la trasforma in una cosa bella, curiosa, nuova. L’occhio di Vittorio non è meccanico è del suo “cuore”. Il drone non ha un cuore ma chi lo pilota sì.
“Un passo alla volta. Ora sono le immagini, le riprese teleguidate (da un unmanned vehicle aircraft). Domani ci sarà anche il racconto che si unirà alle riprese volanti”.
I nostri videoclip hanno interviste, foto e riprese aeree. Quello che abbiamo visto in Teatro Accademico è un’estetica “dronografica”. Il dronegiornalismo non è selfie ma scrutare, indagare, spiegare.
Sabato 18 marzo 2018: Vittorio Sgarbi è testimone di Droni by Art. Da qui partiamo con la Nave di Teseo. Nessuno fino ad ora l’aveva pensato: la Bellona caricata nella nave dei fratelli Sgarbi e portata in giro per l’Italia. 

Foto di Daniele Pauletto
Sgarbi in Teatro Accademico

Sgarbi al punto stampa
Sgarbi al capezzale della Pala di Giorgione (29 gennaio 2002)
Sgarbi rivede le orrende manipolazioni dell’arch. Scattolin su un palazzetto di fine ‘700: non è cambiato nulla!
Sgarbi dedica un ricordo al Liceo Giorgione nel libro nero della Biblioteca, iniziato dalla sorella Elisabetta Sgarbi il 5 dicembre 2015