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“RINASCERO’, RINASCERAI” CON ROBY FACCHINETTI, DIRIGE IL MAESTRO DIEGO BASSO

Marcon Gerolimetto Pivotti Giovine Il progetto musicale “Tra terra e cielo”, pensato dal Maestro Diego Basso, porta la “Grande Orchestra”, in luoghi inediti e suggestivi, in palcoscenici a cielo aperto, dove la musica si inserisce, tra la terra e il cielo, in perfetta armonia con l’ambiente, come nei recenti concerti che si sono svolti alle “Sorgenti del fiume Sile”, sulle “Rive del fiume Po”, nel “Bosco degli Artisti a quota 2000 metri a Falcade”, nell’emozionante cornice del “Sacrario di Cima Grappa” e tra i vigneti.
Nella fase 2 dell’emergenza Covid-19 per la Città di Castelfranco Veneto è stato ideato un concerto che si inserisce in quei luoghi, prima rumorosi e poi improvvisamente e forzatamente silenziosi, esattamente un attimo prima del graduale ritorno alla normalità. Il silenzio e il vuoto delle e nelle città, oltre a colpirci interiormente ha contribuito a ridare pienezza all’identità artistica dei luoghi e abbiamo potuto apprezzarne al meglio la bellezza.
Quel silenzio è stato di un impatto emotivo unico e inaspettato che ancora ci portiamo dentro. Un silenzio che ci ha raccontato anche molta sofferenza ma non dimentichiamo che dal silenzio, nascono la vita e la musica e come canta Roby Facchinetti nel brano che da il titolo al concerto “Rinascerò, Rinascerai”, nel silenzio si respira un’aria nuova.
Questo concerto quindi, realizzato senza pubblico, è come in una opera l’overture” di quello che è il ritorno di concerti live con il pubblico. Emozioni che resteranno per sempre. Concerto live, dedicato a chi ha sofferto e alla vita che riprende. Una ricchezza straordinaria che si presta ad essere raccontata e ripresa attraverso il fascino dell’immagine, la suggestione della musica.

Live “Rinascerò, Rinascerai” è stato trasmesso online domenica 14 giugno alle ore 19.00 in streaming nei canali facebook Art Voice Academy e youtube di Art Voice Academy https://bit.ly/2BVJ5eK

Il concerto è un evento promosso dal Comune di Castelfranco Veneto in collaborazione con Art Voice Academy con il patrocinio della Regione del Veneto e Provincia di Treviso. Produzione AVA Sound Live Music

Dietro le quinte con gli Alpini. Anteprima video di Nino Porcelli pro Histoire

5.09.2018, Hotel Excelsior Spazio della Regione del Veneto, 75.Mostra del Cinema (A. Miatello).

“É la prima volta che associazioni di volontari si fanno conoscere con un breve documentario che metta assieme storia e realtà, anzi “storia e volontariato” allo Spazio della Regione del Veneto”. Il titolo stesso per Venezia Cinema è una novità “biografica”. Passerà inosservato per il pubblico festivaliero, abituato ormai alla comunicazione (costosissima) di massa. Un esempio? Il film A Star is Born (che abbiamo scelto per Droni by Art) ha un bundjet di 30 milioni di US$, presentato in anteprima per l’Europa con cinque distinte proiezioni 31 agosto – 1 settembre nelle sale del Lido (circa seimila spettatori), feste gran gala, conferenze stampa, interviste, book fotografici e chi più ne sa lo scriva… Come possiamo farci notare dalla carta stampata e da RaiTre o dalla locale Telechiara?

Impossibile. Forse hai la fortuna d’incrociare Curzio o l’addetta Cinema del gruppo La Repubblica o del Gazzettino. Non hanno tempo. Il mestiere è sempre di più condotto dai blogger che rappresentano al Lido quasi l’80 per cento degli accreditati. E’ sufficiente salire al terzo piano del Casinò per rendersi conto dove e come va la comunicazione. E poi ci sono tutti gli altri che fissano la loro dimora negli stand ben attrezzati di cineprese, registrazioni audiotv e internet.
Lo Spazio regionale veneto è bellissimo per chi conosce le dinamiche. Ci sono degli habitué che si prenotano non uno ma addirittura cinque o sei appuntamenti, persino due ore complete, oppure viene sistemato alla fine della mezza giornata con “note musicali” e probabile aperitivo tanto reclamizzato in via indiretta dallo sponsor “Consorzio ProseccoDoc” ecc. A noi nulla! Quale accoglienza impersonale.
Poi ci sono i professionisti che tengono saldamente il loro aggancio alla Film Commission e quelli che non si sa perchè con il Veneto c’entrano poco. A questo converrebbe chiedere al presidente Zaia che stacca l’assegno ogni anno alla Biennale di Venezia come mai non ci si aggiorna “tecnologicamente”. Noi piccoli veneti o venetisti o autonomisti abbiamo bisogno di visibilità perché ci crediamo radicati qui nella Marca. La Mostra del Cinerma è una Fiera internazionale non una pedana o una poltrocina. Il popolo si aspetta di più e di meglio. 

Concerto sinfonico a Cima Grappa_Autorità sul palco

L’Associazione storico-culturale HISTOIRE è stata invitata a presentare in anteprima il trailer Dietro le quinte con gli Alpini di Castelfranco del film maker Nino Porcelli. L’evento ha avuto il patrocinio regionale del presidente Luca Zaia e della Città di Castelfranco V.to, con la collaborazione comunicativa di AIDA-FPA2000.
La trama del video di circa sette minuti ripercorre le fasi salienti che precedono la manifestazione musicale a Cima Grappa, all’Ossario dei caduti della Grande Guerra. E’ una cornice non di un quadro appeso al muro, come qualcuno confonde, ma una task force di volontari e professionisti che devono predisporre di piani, permessi, bonifiche (se necessario) sia per l’arrivo che per l’evacuazione del pubblico. Siamo ad alta quota in una Montagna che conserva indelebilmente le disastrose battaglie di trincea per difendere una Patria che stentava di crescere. Il documentario è firmato dal film maker Nino Porcelli, per noi un grande assemblatore di ricordi, rinvii storici, testimonianze e naturalmente, com’era il progetto iniziale, del fatto accaduto (CRONACA).
Su quest’ultimo aspetto spero che sia chiaro che un cronista presente ad uno spettacolo pubblico deve avere la franca collaborazione degli organizzatori. Farà un po’ effetto citare l’articolo 21 della Costituzione Italiana che, nella pratica giornalistica, vuol dire appunto raccontare cosa è successo.

Dietro le quinte con gli Alpini di Castelfranco Veneto
 è un “trailer in cui sono focalizzati immagini e momenti per la realizzazione del concerto sinfonico all’Ossario di Cima Grappa, svoltosi il 30 giugno scorso per la ricorrenza del Centenario della Grande Guerra (Battaglia del Solstizio, 20 giugno 1918). Evento al quale hanno partecipato, l’orchestra sinfonica diretta dal maestro Diego Basso di Art Voice Academy con un repertorio di musiche dell’epoca, le autorità di diversi Comuni (Loria, Crespano, Castelfranco, Conegliano), della Provincia di Treviso e i rappresentanti di pubbliche istituzioni sia civili che militari.
“Il video di Nino Porcelli intreccia immagini, musiche d’epoca con un reportage dello spettacolo e di chi l’ha organizzato” – ci spiega il presidente Derio Turcato.
“Novità assolutamente inedite sia per l’argomento affrontato (volontariato) sia per alcune scoperte sensazionali come quella delle TRE DONNE SOLDATO nel cimitero austro-ungarico.”
E chi l’avrebbe mai detto o scritto? Una guerra condotta tragicamente dall’uomo maschio, sebbene la donna dovesse occuparsi di ben tante altre cose fondamentali e strategiche: industria degli armamenti, dell’alimentazione, del piacere e del soccorso socio-sanitario (La roce Rossa).

Dietro le quinte con gli Alpini
 – ci spiega Derio Turcato – significa non solo capire come si vuole raggiungere lo scopo della manifestazione pubblica ma per avere un’idea come si evolve questa pratica che vede alcuni volontari coinvolti anche dal punto di vista di “cultori” dei fatti storici accaduti sul Massiccio del Grappa e delle montagne vicine.”
In altre parole stimolare una frequentazione dei luoghi, “sostenibile e responsabile”, con una conoscenza dei fatti accaduti ad alta quota, immaginando le terribili condizioni climatiche degli inverni tra il ’16 e il ’18. La stessa natura dell’alta montagna, che da una parte offriva ripari naturali, dall’altra metteva quotidianamente a dura prova la resistenza dei soldati, i quali dovettero lottare contro il nemico ma soprattutto contro gli elementi; seracchi, tormente di neve, valanghe, inedia e assideramenti causati dalle temperature a volte di 40° sotto zero, causavano più vittime che il nemico. I combattimenti in montagna rappresentarono allora, una novità pressoché assoluta ed inedita.
Nessun evento pubblico – continua il presidente di Histoire – può ambire ad avere un tasso di rischio uguale a zero. Pertanto le misure di mitigazione che si propongono servono per ridurlo fino ad un livello residuo che viene considerato “accettabile”, ferma restando come si sa, un’alea che resta imponderabile. Ai volontari della protezione civile degli Alpini viene assegnato il compito di mettere in pratica e di attuare le misure di sicurezza previste nei piani predisposti, con la sorveglianza: ai varchi di ingresso e sui presenti durante la manifestazione, in maniera discreta ma professionale.

A corollario dell’evento allo Spazio della Regione del Veneto dell’Hotel Excelsior ha fatto onore la partecipazione dei politici castellani, il vicesindaco Gianfranco Giovine, l’assessore alla cultura Franco Pivotti, il consigliere Alessandro Faleschini e di un folto pubblico giunto da Castelfranco Veneto. La foto di chiusura allo Spazio della Regione Veneto sono immortalati i due gruppi realizzatori dei video: Studenti Ipsia Galilei e Histoire con il Gruppo Alpini di Castelfranco Veneto.

Le trame di Giorgione: la Scuola in primo piano. Top secret per il “Terzo” Giorgione

Le trame di Giorgione. Atto numero due: vanno in scena 215 ragazzi delle superiori come guide e promotori turistici, nell’ambito del programma Scuola Alternanza Lavoro della Legge 107 del 13 luglio 2015 da due anni in vigore, detta della “Buona Scuola”, voluta dal primo Governo Renzi caduto dopo il 4 dicembre e risorto al Lingotto come segretario del Pd. La mostra aprirà i battenti il 27 ottobre fino al 4 marzo dell’anno dopo.

Castelfranco Veneto sarebbe la prima città non capoluogo d’Italia a distinguersi nell’applicare questa nuova sfida che dovrebbe nel tempo consolidarsi in altri settori: cioè il coinvolgimento dei liceali in progetti praticabili e “spendibili” nel territorio di appartenenza. Castelfranco conta ben diecimila iscritti nelle scuole di tutti i tipi (l’Università di Padova ha da poco aperto un centro studi e ricerca su piante monumentali). Un paese nel paese. “E’ un salto di qualità – precisa l’assessore prof. Franco Pivotti – il coinvolgimento attivo delle scuole castellane. Con questa esperienza saranno loro gli attori principali in una dimensione regionale e nazionale con il sostegno dell’USR, di cui è a capo la d.ssa Daniela Beltrame, che promuoverà un legame culturale tra una scuola e un’opera in mostra. Capofila saranno il Liceo Artistico con l’Istituto d’Arte Piero Selvatico di Padova, che si presteranno per una sfilata di moda nella Città del Santo (progettazione del design della moda, ndr.). Scuola e Cultura alla ricerca dello spazio fisico e poter esprimere le proprie potenzialità.”
Un’occasione che è stata studiata apposta per sviluppare un’idea di Danila Dal Pos e Giorgio Pia, noti architetto e ingegnere, che vedrà un itinerario espositivo sull’arte del tessuto e del costume attraverso la storia del ritratto che si inaugurerà venerdì 27 ottobre, cinque giorni dopo che i Veneti si saranno espressi per l’Autonomia del Veneto (domenica 22 ottobre).
Capolavori scelti saranno esposti nel Museo Casa Giorgione, nel Duomo e in altri specifici luoghi del centro storico assieme a costumi d’epoca e a tessuti originali, conservati in prestigiosi musei (di Brescia, Roma, Milano, Bassano del Grappa, Mocenigo, Fortuny e tanti altri). Un unicum suddiviso per temi ed epoche allo scopo di insegnare, spiegare, confrontare l’iconografia di opere dei grandi maestri veneti tra il Quattrocento e il Settecento, attorno al tema del ritratto ed in particolare dei tessuti con i quali i personaggi rappresentati (alcuni conosciutissimi) scelsero di farsi immortalare. Il ritratto era il loro status symbol, il vestito la loro anima. A volte un frutto in mano o un libercolo in primo piano potevano essere una risposta all’emblematico Giorgione. L’abbiamo visto nella mostra di Pietro Bembo (Monte di Pietà) a Padova o in quella dedicata all’Orlando Furioso a Ferrara (Palazzo dei Diamanti).
Accanto a questi “ritratti singoli o di gruppi” di artisti quali Giovanni Bonconsiglio, Pier Maria Pennacchi, Vincenzo Catena, Francesco Bissolo, Giovanni Cariani, Tiziano Vecellio, Lorenzo Lotto, Andrea Previstali, Bartolomeo Veneto, Bernanrdo Licinio, Domenico Capriolo, Jacopo Bassano, Giorgio Da Castelfranco e Paolo Veronese, la curatrice Danila Dal Pos affiancherà costumi e frammenti di tessuti di altissima qualità, grazie a prestiti della Luigi Bevilacqua e della Fondazione Rubelli di Venezia. Ma ci saranno anche i telai e gli arnesi “storici” oltre ad una collezione che ricorda il coinvolgimento diretto di Carlo Scarpa nella Tessoria Asolana e di altre sorprendenti rivelazioni che solo pochi conoscono: gli arazzi della Bonfanti di Mussolente, il tartan della Paoletti di Follina, le sete della Serica 1870 sempre di Follina e i tessuti della “fabbrica lenta” di Bonottto di Vicenza. Poi ci saranno le sontuose vesti dismesse dalle grandi dame che venivano trasformate dalle mani di suore cucitrici esperte in piviali, pianete ed altri indumenti per i sacerdoti. Un intreccio tra sacro e profano, in quanto il vestiario liturgico dei preti è sempre stato per vocazione al “femminile”. Una tradizione che ha le sue radici nelle antiche civiltà. Lo stile però rimarrà invariato dal Settecento fino al Novecento in cui nascono e proliferano fuori d’Italia nuove scuole, specialmente laddove prendeva forma un artigianato artistico che nell’era dell’opera d’arte totale cominciava a svilupparsi (Jugendstil, Liberty, Tiffany, Art Nouveau). Che erroneamente il cardinale Giuseppe Sarto considerava “la fede cattolica avversa al progresso, nemica dell’arte e delle scienze” ma rilanciò assieme alla contessa Adriana Zon-Marcello l’arte secolare del merletto buranese che stava ormai per scomparire.
Come dicevamo, sono gli studenti i nuovi protagonisti di questa mostra sulla storia del costume e del tessuto che ha già trovato il patrocinio di istituzioni quali il Presidente della Repubblica, il Mibac, l’USR, la Regione Veneto, la Provincia di Treviso, il Comune di Castelfranco Veneto, i quindici musei prestatori…..e il sostegno finanziario di Rotary Club Castelfranco-Asolo e dei vari soggetti economici e produttivi della Castellana. Un turismo non solo di fine settimana ma programmato e diluito nell’arco di ben quattro mesi con laboratori didattici, eventi e manifestazioni rivolte al coinvolgimento della società.
Top secret per il “terzo” Giorgione, un ritratto ambitissimo che dovrebbe arrivare da Roma. Caccia al tesoro dunque per gli esperti della notizia.
L’idea di coinvolgere la scuola superiore, approfittando dell’Alternanza Scuola Lavoro, non è certamente nuova, anche se qualcuno crede di essere il primo in Italia. Ci si aspetta dunque “sì volontariato (puro) ma professionalità garantita da formatori che conoscono il mestiere” (Dal Pos). “Per gli studenti sarà un’occasione di sentirsi consapevoli e di saper lavorare in squadra” (Marchetti). “Un importante nuovo progetto partecipato che vedrà il mondo giovanile unirsi” (sindaco Marcon).
Se per Castelfranco sarebbe la prima volta, per il FAI invece è da tempo che mette in campo giovani liceali e universitari come accompagnatori e “custodi” di siti architettonici prestigiosi (le ville venete), aggiungendovi eventi culturali (spettacoli, appuntamenti eno-gastronomici).
Due le categorie di giovani che si confronteranno: un centinaio come “guide” o “accompagnatori” di turisti che verranno a visitare la mostra dislocata in varie sedi (da Casa Giorgione a Casa Barbarella, Casa Costanzo, Torre Civica, Teatro Accademico, Studiolo in vicolo dei Vetri); ed un altro centinaio che si metterà in gioco con la produzione del miglior videoclip o di altri prodotti digitali sulla mostra. Per questa seconda categoria sono in palio tre premi in denaro (€2000, €1500, €1000). Ci sono indirizzi nei vari istituti castellani che hanno nei loro programmi scolastici “il digitale”, inteso come produzione e realizzazione di video. L’Istituto Maffioli collaborerà nell’arte culinaria, il Galilei e il Rosselli nei video, il Martini e il Liceo Giorgione nella promozione turistica…
Ebbene, per la prima volta nella storia di Castelfranco Veneto avremo finalmente una dimostrazione che la Scuola non è un corpo a se stante ma vivo “con l’oro nelle mani”, come si direbbe in francese (J. Belhumeur). Abbiamo l’oro nelle mani!
Non trame di Giorgione, ma l’oro di Giorgione da Castelfranco a Venezia per ricordarci che siamo lagunari anche noi e non terragni.

Castelfranco Veneto: Liceo Musicale Giorgione. Nuove aule con laboratori

dal-sass-e-bandiera-del-leonOre 12,15 minuti, sotto un nuovo Sole dopo la nevicata di venerdì notte, Franco Pivotti, Stefano Marcon, Franco De Vincenzis e Gianfranco Giovine al rush finale, in gergo: taglio del nastro tricolore, per nuove aule della Sarto che completano l’offerta formativa didattica del Liceo Musicale e Coreutico Giorgione. Il cortile gremito di ragazzi, qualche genitore e molti insegnanti è stato finalmente teatro dell’inaugurazione ufficiale in pompa magna. Mancava il prete che ormai per motivi geo-politici del ventunesimo secolo non si fa più vedere, onde evitare mal di pancia a chi professa altre credenze. Il mondo è cambiato. Discorsi e dichiarazioni, cimg0013distinguo e suggerimenti sono stati comunque registrati dai vari cronisti accorsi fin quassù, a 46mt. sul livello del mare. Ottimo il servizio di cronaca di Elia Cavarzan che ha sviluppato su un’intera pagina di La Tribuna, per la precisione la 25esima, i fatti salienti dell’evento con le foto dell’onnipresente Daniele Macca. Quattro foto che immortalano l’ufficialità del traguardo raggiunto dopo anni di traslochi, battaglie in incontri, carte bollate scritte, lettere protocollate, mail, iniziati con il precedente dirigente scolastico Giuseppe Ceccon, l’ex sindaco Luciano Dussin e Leonardo Muraro, ex presidente della provincia ed esponente di punta di Razza Piave (flop). Gli spazi inaugurati consistono in due salette da concerto e altre due classi funzionali alla realizzazione dei laboratori musicali classici e del nuovissimo laboratorio di musica elettronica che sarà sistemato in questi nuovi ambienti. Mancavano. I dieci anni trascorsi senza questi spazi le famiglie han dovuto accontentarsi oppure a tutti andava bene così? “Il problema principale in Italia è la “componente” genitoriale che non è presa in considerazione. I quattro rappresentanti nel consiglio d’istituto sono spesso superficiali o hanno la tendenza di agire per pro domo loro” – ci precisa un genitore ex rappresentante – “con la brutta abitudine di starsene quatti, quatti seduti attorno ad un tavolo e staccati dal resto della comunità”. Dalle carte bollate alla raccolta firme, dalle conferenze stampa alle barricate, il Liceo Musicale ha raccolto un album zeppo di testimonianze. Però dal 14 gennaio, dedicato a san Felice, ci si assegna al virtuosismo di Giovanni Andrea Zanon che “si è esibito davanti al pubblico, confermando l’eccellenza musicale che sta crescendo all’ombra delle mura” – conclude Elia Cavarzan. Cioè che cosa significa? Significa che siamo nelle sue mani anzi nelle mani di questi giovani che possono dimostrare al mondo intero che il Liceo Musicale è una scuola professionale, non teorica come per gli altri indirizzi. Pane e Musica. Attenzione dunque che si rischia di aggravare una situazione già di per sé ibrida. Il dibattito è aperto. Castelfranco deve lavorare per attrezzarsi di strutture idonee, creando un polo attorno al liceo musicale e alla nuova sede del conservatorio Steffani (in via Riccati). “Fare di Castelfranco un centro riconosciuto per la formazione dei musicisti trevigiani e non solo…”, “l’amministrazione sta realizzando per ricevere altri finanziamenti al fine di dare vita a una nuova sede per il conservatorio, l’unico di tutta la provincia e capace di attirare in città studenti da tutto il mondo” – (Stefano Marcon)

zanon-dal-sassChiediamo al prof. Marco Dal Sass che ha una lunga esperienza, anzi oltre a Castelfranco va e viene da Trento, quali sono le cose che non vanno, cioè le criticità? Siamo in uno standard decente al Musicale del Giorgione? Quali sarebbero le cose a suo avviso da migliorare?
Riguardo ai locali, vedendo ad esempio il Liceo Musicale di Trento (annesso al Conservatorio, dove insegno), sarebbe necessaria una mensa, aule studio dove i ragazzi potessero sfruttare i tempi morti di attesa delle lezioni pomeridiane. Aule insonorizzate, fattore indispensabile per poter svolgere in maniera serena e pulita le lezioni.
Connessione internet significativa per poter ad esempio potersi collegare a You tube e far ascoltare e vedere e commentare esecuzioni di brani di interesse dell’allievo.
Avere una vera sala dove poter effettuare saggi e concerti con almeno 60/80 posti a sedere.

L’avvenire del Musicale per Castelfranco “città d’arte e di musica” aprirebbe molte strade ed un’immagine che potrebbe catalizzare molte più risorse. Come dobbiamo muoverci?
Fermo restando che l’ immagine e la presenza dell’ Istituto si costruisce in molti anni di buon lavoro, si deve investire sulla comunicazione.

cimg0029Anche una connessione con le realtà produttive del territorio che spesso hanno una loro sala riunioni /conferenze interna. Lì si potrebbero portare e far conoscere i nostri “prodotti” musicali e come contropartita ottenere sponsorizzazioni anche in forma di borse di studio per ragazzi meritevoli per impegno e talento.
Sicuramente bisogna creare e sviluppare una fattiva collaborazione con il Conservatorio in modo tale che il Liceo diventi la naturale filiera per il Conservatorio stesso.
Però qui il discorso è complesso perché il Liceo, in quanto “musicale”, dovrebbe essere altamente formativo e caratterizzante dal punto di vista musicale. Intendo dire che le materie musicali dovrebbero avere assolutamente maggior peso rispetto alle materie tradizionali che viceversa dovrebbero essere modulare in maniera tale da poter lasciare più tempo e respiro agli studenti (gran parte di essi provengono da comuni distanti oltre i 25 km da Castelfranco con notevole dispendio di tempo). Infatti, facendo un discorso più generale, ritengo che il Liceo Musicale sia il segmento scolastico immediatamente precedente al Conservatorio e debba avere un obbligo formativo dal punto di vista musicale di tutto rispetto. Succede invece che i docenti delle materie tradizionali (troppe e con troppe ore) considerino la dicitura Liceo Musicale in maniera tale da privilegiare l’aspetto liceale, “prima di tutto è un Liceo”, questo è il loro motto.
Da qui si possono fare alcune considerazioni. La prima che mi viene in mente è che per fare una carriera musicale/concertistica significativa (che possa quindi divenire una vera professione) un ragazzo deve arrivare a 18 anni con un bagaglio tecnico e di repertorio significativo. Intendo dire che se vogliamo essere competitivi in questo settore con gli standard europei (paesi del nord ma anche con Slovenia, Ungheria, Croazia etc) e mondiali, si deve cambiare registro. A 18 anni un musicista deve essere formato e deve essere già in grado di poter partecipare a Concorsi nazionali ed internazionali, poter confrontarsi con i coetanei, almeno europei. In Italia chi emerge lo fa quasi sempre grazie a libera iniziativa, disponibilità finanziarie della famiglia etc ma non grazie alle agenzie scolastiche nazionali.

miatello-zanon-dalsassQuindi, un ragazzo non deve essere messo nelle condizioni di poter studiare seriamente (almeno in termini di ore di studio) quando finisce il liceo. A 18 anni dovrebbe già aver raggiunto quasi il traguardo. La carriera musicale sarebbe compromessa se questo non avvenisse. Lo studio dello strumento non è come lo studio delle altre materie, deve iniziare presto, con docenti qualificati, deve avere un grande supporto delle istituzioni. Deve quindi essere alimentato costantemente con i giusti stimoli e con adeguata passione.
Insisto su questo aspetto perché tutto ciò ha anche una ricaduta di immagine del Liceo ( non solo del nostro) infatti “Accade che molti dei ragazzi che ci tengono molto allo strumento e alla loro formazione musicale, non vedono l’ora di uscire dal Liceo per poter finalmente avere tempo di studiare lo strumento. Escono esasperati e dichiarano che non potranno fare una buona pubblicità al liceo musicale a chi chiedesse loro informazioni. Credo che il passaparola sia la migliore pubblicità specie quella fatta da chi ha provato in prima persona una scuola come un qualsiasi prodotto.

2-zanon-lizza-de-vinvenzisIl Musicale ha esattamente dieci anni forse al ventesimo di questo secolo avremo anche il conservatorio dentro l’ex Giorgione di borgo Treviso (che ci impiegò la bellezza di settant’anni per essere costruito – come scuola elementare e media – dall’Unità d’Italia per arrivare ai primi del Novecento. Come unire le forze per arrivare al traguardo di un Liceo Musicale Coreutico forse all’ex Maria Assunta?
Ribadisco quanto detto sopra, ad ogni modo, credo che al traguardo si arrivi con una comunione d’ intenti e strutturando il curriculum verticale in maniera collegiale tra i vari segmenti formativi.

De Vincenzis: sabato grande festa per nuove aule del Liceo Musicale Giorgione

franco-pivotti-e-franco-de-vincenzisEDILIZIA SCOLASTICA: NUOVE AULE PER IL LICEO MUSICALE GIORGIONE MESSE A DISPOSIZIONE DAL COMUNE PER SOPPERIRE LA SITUAZIONE CRITICA DELLA PROVINCIA

Sabato 14 gennaio alle ore 12,00 taglio del nastro per nuove aule della Sarto che completano l’offerta formativa didattica del Liceo Musicale e Coreutico Giorgione. Saranno presenti il presidente della provincia Stefano Marcon, nonché sindaco, l’assessore comunale Istruzione ed Edilizia scolastica prof. Franco Pivotti, l’assessore alla cultura e identità veneta Mariagrazia Lizza, il consigliere provinciale delegato per Edilizia scolastica Domenico Presti e il Dirigente Scolastico prof. Franco De Vincenzis.
“Dopo diversi incontri e aver trovato le soluzioni migliori, finalmente con l’anno nuovo possiamo garantire degli spazi idonei per la formazione didattica del cimg0004musicale che da tempo richiedevamo” – così in prima battuta il prof. De Vinvenzis esprime il suo caloroso ringraziamento per l’impegno profuso dall’amministrazione comunale nel sopperire alle criticità finanziarie della Provincia di Treviso, alla quale competerebbe per norma costituzionale di risolvere i problemi infrastrutturali delle scuole superiori.
Infatti, con qualche mese di ritardo, com’era stato programmato nel giugno scorso in sede sia di Consiglio d’Istituto, sia nelle altre istanze istituzionali (Comune e Provincia), ora il Liceo Musicale Giorgione disporrà di nuove aule di insegnamento individuale e di gruppo, ma soprattutto anche di un nuovo “laboratorio di musica elettronica”.
Dal canto suo, l’assessore prof. Franco Pivotti che ha curato le parti salienti dal punto di vista amministrativo e politico è consapevole dell’importanza culturale, economica e socio-politica nello sviluppo di un sempre migliore polo culturale-scolastico di Castelfranco, città d’arte e di musica. I nuovi locali si aggiungono ad altri già occupati da cinque classi del Musicale e da due del biennio del Classico. Sono stati ricavati da un’ala della Scuola Media Sarto (ex casa del custode) con entrata indipendente in via Verdi, 6.
cimg0019Una soluzione ottimale che risponde con urgenza in positivo una situazione infrastrutturale carente che gli studenti e i genitori da tempo reclamano a viva voce con manifestazioni e articoli sulla stampa. Il caso dei container in via Serato per nove classi liceali ormai ha fatto il giro della Penisola. I container hanno tredici anni, un po’ troppi per il loro uso scolastico.
Il comparto scuola di Castelfranco è il secondo polo scolastico della Provincia, dopo Treviso città. Circa diecimila iscritti dalle primarie alle superiori (5mila circa) con quasi tutti gli indirizzi professionali, tecnici, liceali ed anche corsi universitari.
L’offerta formativa del Liceo Musicale Giorgione si aggiunge a quella del Conservatorio Steffani che dipende dal Miur e di altre realtà musicali e coreutiche presenti nel territorio, arricchendo la città di Giorgione, città d’arte e di musica.
cimg0007“Il Comune sta facendo la sua parte, pur sapendo dei suoi limiti amministrativi e di bilancio, ma noi vogliamo andare verso questa direzione, cioè di tracciare un solco profondo per il polo scolastico della Castellana e non solo. Abbiamo tutto l’interesse di attrarre sempre di più l’attenzione delle famiglie che scelgono le nostre scuole perchè contribuiscono ad uno sviluppo socio-economico del territorio” (prof. Pivotti).
Il Dirigente Scolastico prof. De Vincenzis annuncia il programma per sabato: taglio del nastro e allocuzioni delle autorità invitate, accoglienza con note musicali da parte degli studenti liceali musicisti, un aperitivo analcolico preparato dai “colleghi” studenti dell’Alberghiero Maffioli e la ciliegina sulla torta: l’alfiere della Repubblica, il 18enne Giovanni Andrea Zanon, darà il benvenuto agli ospiti con il suo inseparabile violino.
Grande festa dunque per il 14 gennaio dalle ore 12 alle ore 14 in via Verdi, che, guarda caso è il giorno di San Felice, un augurio affinchè l’anno sia proficuo per lo sblocco del finanziamento promesso da sette anni per la costruzione del nuovo plesso liceale, di cui l’amministrazione comunale si è già impegnata nel 2014 con l’approvazione del progetto e delle varianti urbanistiche.
Se son rose fioriranno.

Castelfranco Veneto: Franco Pivotti annuncia “La guerra dei Veneti e degli Italiani. Il 1914-1918 e la Domenica del Corriere”, 36 pannelli in spazi aperti del centro storico

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Rosanna Bortolon, presidente del Cdi Liceo Giorgione conversa con il Franco Pivotti

Merita un’intervista l’assessore prof. Franco Pivotti alla vigilia delle elezioni comunali, perchè ci anticipa a breve e a medio termine la sua particolare attenzione al mondo Scuola. Inoltre abbiamo una data precisa per la prossima mostra itinerante sulle copertine della Domenica del Corriere, illustrate da Achille Beltrame (1914-1918) sulla Grande Guerra: dal 24 giugno al 12 luglio 36 pannelli impermeabilizzati (150×220 cm) saranno dislocati in cinque spazi pubblici del centro storico. La mostra è stata programmata dall’Assessorato alla Cultura della Regione (Marino Zorzato).
Ci dica, assessore Pivotti, che ne pensa del pianeta Scuola?
“E’ fondamentale per Castelfranco il comparto Scuola che raggruppa settemila studenti delle superiori, con più della metà che provengono da fuori città” e da qui bisogna ripartire se si vuole creare “un’identità culturale per i nostri giovani. Il Polo scolastico va rafforzato sia nelle strutture sia nei servizi” – prosegue l’assessore.
Con quali criteri, gli chiediamo, se l’ufficio scolastico del Comune per ora si occupa solo dei servizi primari della scuola di primo grado?
“Una sinergia dev’essere ricercata, soprattutto nel migliorare l’ospitalità verso tanti giovani che scelgono di venire a Castelfranco per la loro formazione scolastica, offrendo loro l’opportunità di svolgere tirocini ed esperienze curriculari presso imprese del territorio. Il Comune deve preoccuparsi di migliorare i servizi esistenti, evitando di creare attriti laddove si sa che sono insufficienti.”
Lei intende parlare del convitto Maffioli che avete deciso di chiudere già dall’anno scorso?
Il caso del Maffioli è stato gestito non positivamente dall’allora assessore all’edilizia scolastica della Provincia. Fu deciso che l’immobile sarebbe stato trasformato in aule e progressivamente eliminato l’uso “residenziale”, questo per colmare un’emergenza assoluta di aule per l’Agrario.
Purtroppo, secondo noi, la provincia si è comportata malissimo perchè non ha tutelato gli studenti che si erano iscritti al Maffioli con la scelta di poter usufruire di questo servizio “residenziale”, anzi si è imposta per “far quadrare i conti” perché a suo dire “il convitto è uno spreco con esubero di personale”.
Cosa intende assessore Pivotti per “la Cultura inizia dalla Scuola”
Sembra sottinteso che la scuola faccia cultura, invece ci si accorge che per cultura spesso viene confusa con un dovere e non come una priorità di crescita individuale e collettiva. Per me, un assessorato alla Cultura dovrebbe essere legato all’Istruzione, con tutto quello che comporta (strutture scolastiche, benessere, servizi) e naturalmente al Turismo. Gli stessi studenti che scelgono Castelfranco per il loro percorso formativo sono dei “turisti” in senso ampio. L’indotto viene percepito solo da alcuni esercenti che ne sono riconoscenti con qualche sponsorizzazione o “sconto libri del 10%”. Manca una sinergia che favorisca questo senso comune di vedere la Scuola come una grande famiglia di circa ventimila persone che in un modo o nell’altro si sentono legate alla città murata di Giorgione. Ventimila persone che vanno e vengono per circa nove mesi, poi si dimezzano d’estate e ricompaiono con i primi di settembre.
Pensiamo ai tanti bar, enoteche, piccoli ristoranti e pizzerie che sono dislocati attorno al centro e quello che succede tra venerdì e domenica sera. Un pubblico giovane che si affeziona al luogo.
Poi ci sono le palestre scolastiche serali, i concerti tenuti dagli studenti del Liceo musicale, del Conservatorio, le eccellenze che ricevono riconoscimenti e premi persino nazionali. Non dimentichiamo il corpo docente e quello amministrativo. Insomma un popolo variegato che si muove attorno alla Scuola.
E per il Liceo Giorgione come la mettiamo?
Il Liceo Musicale avrà nuove aule alla Sarto, sicuramente il nuovo Liceo tanto sognato si costruirà fra un anno, e a breve la mostra sulle illustrazioni di Achille Beltrame, finanziata dalla Regione Veneto si farà in cinque postazioni pubbliche, con la collaborazione del Liceo Giorgione, grazie al coordinamento di Rosanna Bortolon, Angelo Miatello e al preside dr. Giuseppe Ceccon.
Ci può spiegare meglio?
Mi riferisco alla mostra itinerante “La Guerrra dei Veneti e degli Italiani”, 36 pannelli di grande formato impermeabilizzati che riproducono le copertine della Domenica del Corriere tra il 1914 e il 1918, con testi in italiano e inglese. I pannelli con i relativi supporti saranno collocati in cinque spazi pubblici del centro storico (dentro i giardini, nelle piazzette…).
E’ il nostro assessorato diretto dal dr. Carlo Simioni che se ne occuperà. Assieme al Liceo Giorgione si darà vita ad una serie di iniziative ed eventi culturali. Il Liceo ad esempio, oltre a curare la comunicazione con conferenze stampa, incaricherà alcuni studenti di essere delle guide durante il week-end che affiancheranno l’artista Giacomo Rossetto o Andrea Pennacchi (racconti delle illustrazioni).

Copia di CIMG8608Perchè quest’evento è eccezionale?
Le illustrazioni di Achille Beltrame (Arzignano 1871 – Milano 1945) sono un esempio di grande giornalismo italiano d’inizio secolo Ventesimo, se pensiamo che all’epoca non esistevano mezzi di comunicazione in tempo reale, se non il telegrafo e la spedizione di foto con un certo ritardo i filmati erano rari). Achille Beltrame disegnava attenendosi alla propria capacità intuitiva (un grande artista), magari prendendo spunto anche da altre fonti, non certo come oggi siamo abituati che qualsiasi può registrare e postare in Internet un videoclip, un’immagine dal fronte o dal più lontano luogo della terra.
E’ una mostra che dovrebbe far riflettere per i contenuti, i messaggi politico-nazionalistici, per l’uso della comunicazione illustrata a colori che, per l’italiano medio, quello che poteva comperarsi la Domenica del Corriere o la leggeva al Bar o dal Barbiere agli anizi del ‘900, potrebbe essere paragonata alla televisione di oggi.
Ci saranno degli eventi collaterali?
Spero proprio di sì che ci siano tante opportunità non solo per il periodo di esposizione, anche per l’autunno con incontri, dibattiti, proiezioni, progetti scolastici, attività ludiche. Uno fra tutti, ad esempio, sarà un invito speciale rivolto al curatore di questa mostra finanziata dalla Regione Veneto, il prof. Francesco Chiamulera. I pannelli sono di proprietà della Fondazione Corriere della Sera, RCS Milano. Ci onoriamo di avere questa mostra.