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“RINASCERO’, RINASCERAI” CON ROBY FACCHINETTI, DIRIGE IL MAESTRO DIEGO BASSO

Marcon Gerolimetto Pivotti Giovine Il progetto musicale “Tra terra e cielo”, pensato dal Maestro Diego Basso, porta la “Grande Orchestra”, in luoghi inediti e suggestivi, in palcoscenici a cielo aperto, dove la musica si inserisce, tra la terra e il cielo, in perfetta armonia con l’ambiente, come nei recenti concerti che si sono svolti alle “Sorgenti del fiume Sile”, sulle “Rive del fiume Po”, nel “Bosco degli Artisti a quota 2000 metri a Falcade”, nell’emozionante cornice del “Sacrario di Cima Grappa” e tra i vigneti.
Nella fase 2 dell’emergenza Covid-19 per la Città di Castelfranco Veneto è stato ideato un concerto che si inserisce in quei luoghi, prima rumorosi e poi improvvisamente e forzatamente silenziosi, esattamente un attimo prima del graduale ritorno alla normalità. Il silenzio e il vuoto delle e nelle città, oltre a colpirci interiormente ha contribuito a ridare pienezza all’identità artistica dei luoghi e abbiamo potuto apprezzarne al meglio la bellezza.
Quel silenzio è stato di un impatto emotivo unico e inaspettato che ancora ci portiamo dentro. Un silenzio che ci ha raccontato anche molta sofferenza ma non dimentichiamo che dal silenzio, nascono la vita e la musica e come canta Roby Facchinetti nel brano che da il titolo al concerto “Rinascerò, Rinascerai”, nel silenzio si respira un’aria nuova.
Questo concerto quindi, realizzato senza pubblico, è come in una opera l’overture” di quello che è il ritorno di concerti live con il pubblico. Emozioni che resteranno per sempre. Concerto live, dedicato a chi ha sofferto e alla vita che riprende. Una ricchezza straordinaria che si presta ad essere raccontata e ripresa attraverso il fascino dell’immagine, la suggestione della musica.

Live “Rinascerò, Rinascerai” è stato trasmesso online domenica 14 giugno alle ore 19.00 in streaming nei canali facebook Art Voice Academy e youtube di Art Voice Academy https://bit.ly/2BVJ5eK

Il concerto è un evento promosso dal Comune di Castelfranco Veneto in collaborazione con Art Voice Academy con il patrocinio della Regione del Veneto e Provincia di Treviso. Produzione AVA Sound Live Music

Dietro le quinte con gli Alpini. Anteprima video di Nino Porcelli pro Histoire

5.09.2018, Hotel Excelsior Spazio della Regione del Veneto, 75.Mostra del Cinema (A. Miatello).

“É la prima volta che associazioni di volontari si fanno conoscere con un breve documentario che metta assieme storia e realtà, anzi “storia e volontariato” allo Spazio della Regione del Veneto”. Il titolo stesso per Venezia Cinema è una novità “biografica”. Passerà inosservato per il pubblico festivaliero, abituato ormai alla comunicazione (costosissima) di massa. Un esempio? Il film A Star is Born (che abbiamo scelto per Droni by Art) ha un bundjet di 30 milioni di US$, presentato in anteprima per l’Europa con cinque distinte proiezioni 31 agosto – 1 settembre nelle sale del Lido (circa seimila spettatori), feste gran gala, conferenze stampa, interviste, book fotografici e chi più ne sa lo scriva… Come possiamo farci notare dalla carta stampata e da RaiTre o dalla locale Telechiara?

Impossibile. Forse hai la fortuna d’incrociare Curzio o l’addetta Cinema del gruppo La Repubblica o del Gazzettino. Non hanno tempo. Il mestiere è sempre di più condotto dai blogger che rappresentano al Lido quasi l’80 per cento degli accreditati. E’ sufficiente salire al terzo piano del Casinò per rendersi conto dove e come va la comunicazione. E poi ci sono tutti gli altri che fissano la loro dimora negli stand ben attrezzati di cineprese, registrazioni audiotv e internet.
Lo Spazio regionale veneto è bellissimo per chi conosce le dinamiche. Ci sono degli habitué che si prenotano non uno ma addirittura cinque o sei appuntamenti, persino due ore complete, oppure viene sistemato alla fine della mezza giornata con “note musicali” e probabile aperitivo tanto reclamizzato in via indiretta dallo sponsor “Consorzio ProseccoDoc” ecc. A noi nulla! Quale accoglienza impersonale.
Poi ci sono i professionisti che tengono saldamente il loro aggancio alla Film Commission e quelli che non si sa perchè con il Veneto c’entrano poco. A questo converrebbe chiedere al presidente Zaia che stacca l’assegno ogni anno alla Biennale di Venezia come mai non ci si aggiorna “tecnologicamente”. Noi piccoli veneti o venetisti o autonomisti abbiamo bisogno di visibilità perché ci crediamo radicati qui nella Marca. La Mostra del Cinerma è una Fiera internazionale non una pedana o una poltrocina. Il popolo si aspetta di più e di meglio. 

Concerto sinfonico a Cima Grappa_Autorità sul palco

L’Associazione storico-culturale HISTOIRE è stata invitata a presentare in anteprima il trailer Dietro le quinte con gli Alpini di Castelfranco del film maker Nino Porcelli. L’evento ha avuto il patrocinio regionale del presidente Luca Zaia e della Città di Castelfranco V.to, con la collaborazione comunicativa di AIDA-FPA2000.
La trama del video di circa sette minuti ripercorre le fasi salienti che precedono la manifestazione musicale a Cima Grappa, all’Ossario dei caduti della Grande Guerra. E’ una cornice non di un quadro appeso al muro, come qualcuno confonde, ma una task force di volontari e professionisti che devono predisporre di piani, permessi, bonifiche (se necessario) sia per l’arrivo che per l’evacuazione del pubblico. Siamo ad alta quota in una Montagna che conserva indelebilmente le disastrose battaglie di trincea per difendere una Patria che stentava di crescere. Il documentario è firmato dal film maker Nino Porcelli, per noi un grande assemblatore di ricordi, rinvii storici, testimonianze e naturalmente, com’era il progetto iniziale, del fatto accaduto (CRONACA).
Su quest’ultimo aspetto spero che sia chiaro che un cronista presente ad uno spettacolo pubblico deve avere la franca collaborazione degli organizzatori. Farà un po’ effetto citare l’articolo 21 della Costituzione Italiana che, nella pratica giornalistica, vuol dire appunto raccontare cosa è successo.

Dietro le quinte con gli Alpini di Castelfranco Veneto
 è un “trailer in cui sono focalizzati immagini e momenti per la realizzazione del concerto sinfonico all’Ossario di Cima Grappa, svoltosi il 30 giugno scorso per la ricorrenza del Centenario della Grande Guerra (Battaglia del Solstizio, 20 giugno 1918). Evento al quale hanno partecipato, l’orchestra sinfonica diretta dal maestro Diego Basso di Art Voice Academy con un repertorio di musiche dell’epoca, le autorità di diversi Comuni (Loria, Crespano, Castelfranco, Conegliano), della Provincia di Treviso e i rappresentanti di pubbliche istituzioni sia civili che militari.
“Il video di Nino Porcelli intreccia immagini, musiche d’epoca con un reportage dello spettacolo e di chi l’ha organizzato” – ci spiega il presidente Derio Turcato.
“Novità assolutamente inedite sia per l’argomento affrontato (volontariato) sia per alcune scoperte sensazionali come quella delle TRE DONNE SOLDATO nel cimitero austro-ungarico.”
E chi l’avrebbe mai detto o scritto? Una guerra condotta tragicamente dall’uomo maschio, sebbene la donna dovesse occuparsi di ben tante altre cose fondamentali e strategiche: industria degli armamenti, dell’alimentazione, del piacere e del soccorso socio-sanitario (La roce Rossa).

Dietro le quinte con gli Alpini
 – ci spiega Derio Turcato – significa non solo capire come si vuole raggiungere lo scopo della manifestazione pubblica ma per avere un’idea come si evolve questa pratica che vede alcuni volontari coinvolti anche dal punto di vista di “cultori” dei fatti storici accaduti sul Massiccio del Grappa e delle montagne vicine.”
In altre parole stimolare una frequentazione dei luoghi, “sostenibile e responsabile”, con una conoscenza dei fatti accaduti ad alta quota, immaginando le terribili condizioni climatiche degli inverni tra il ’16 e il ’18. La stessa natura dell’alta montagna, che da una parte offriva ripari naturali, dall’altra metteva quotidianamente a dura prova la resistenza dei soldati, i quali dovettero lottare contro il nemico ma soprattutto contro gli elementi; seracchi, tormente di neve, valanghe, inedia e assideramenti causati dalle temperature a volte di 40° sotto zero, causavano più vittime che il nemico. I combattimenti in montagna rappresentarono allora, una novità pressoché assoluta ed inedita.
Nessun evento pubblico – continua il presidente di Histoire – può ambire ad avere un tasso di rischio uguale a zero. Pertanto le misure di mitigazione che si propongono servono per ridurlo fino ad un livello residuo che viene considerato “accettabile”, ferma restando come si sa, un’alea che resta imponderabile. Ai volontari della protezione civile degli Alpini viene assegnato il compito di mettere in pratica e di attuare le misure di sicurezza previste nei piani predisposti, con la sorveglianza: ai varchi di ingresso e sui presenti durante la manifestazione, in maniera discreta ma professionale.

A corollario dell’evento allo Spazio della Regione del Veneto dell’Hotel Excelsior ha fatto onore la partecipazione dei politici castellani, il vicesindaco Gianfranco Giovine, l’assessore alla cultura Franco Pivotti, il consigliere Alessandro Faleschini e di un folto pubblico giunto da Castelfranco Veneto. La foto di chiusura allo Spazio della Regione Veneto sono immortalati i due gruppi realizzatori dei video: Studenti Ipsia Galilei e Histoire con il Gruppo Alpini di Castelfranco Veneto.

Castelfranco Veneto: Liceo Musicale Giorgione. Nuove aule con laboratori

dal-sass-e-bandiera-del-leonOre 12,15 minuti, sotto un nuovo Sole dopo la nevicata di venerdì notte, Franco Pivotti, Stefano Marcon, Franco De Vincenzis e Gianfranco Giovine al rush finale, in gergo: taglio del nastro tricolore, per nuove aule della Sarto che completano l’offerta formativa didattica del Liceo Musicale e Coreutico Giorgione. Il cortile gremito di ragazzi, qualche genitore e molti insegnanti è stato finalmente teatro dell’inaugurazione ufficiale in pompa magna. Mancava il prete che ormai per motivi geo-politici del ventunesimo secolo non si fa più vedere, onde evitare mal di pancia a chi professa altre credenze. Il mondo è cambiato. Discorsi e dichiarazioni, cimg0013distinguo e suggerimenti sono stati comunque registrati dai vari cronisti accorsi fin quassù, a 46mt. sul livello del mare. Ottimo il servizio di cronaca di Elia Cavarzan che ha sviluppato su un’intera pagina di La Tribuna, per la precisione la 25esima, i fatti salienti dell’evento con le foto dell’onnipresente Daniele Macca. Quattro foto che immortalano l’ufficialità del traguardo raggiunto dopo anni di traslochi, battaglie in incontri, carte bollate scritte, lettere protocollate, mail, iniziati con il precedente dirigente scolastico Giuseppe Ceccon, l’ex sindaco Luciano Dussin e Leonardo Muraro, ex presidente della provincia ed esponente di punta di Razza Piave (flop). Gli spazi inaugurati consistono in due salette da concerto e altre due classi funzionali alla realizzazione dei laboratori musicali classici e del nuovissimo laboratorio di musica elettronica che sarà sistemato in questi nuovi ambienti. Mancavano. I dieci anni trascorsi senza questi spazi le famiglie han dovuto accontentarsi oppure a tutti andava bene così? “Il problema principale in Italia è la “componente” genitoriale che non è presa in considerazione. I quattro rappresentanti nel consiglio d’istituto sono spesso superficiali o hanno la tendenza di agire per pro domo loro” – ci precisa un genitore ex rappresentante – “con la brutta abitudine di starsene quatti, quatti seduti attorno ad un tavolo e staccati dal resto della comunità”. Dalle carte bollate alla raccolta firme, dalle conferenze stampa alle barricate, il Liceo Musicale ha raccolto un album zeppo di testimonianze. Però dal 14 gennaio, dedicato a san Felice, ci si assegna al virtuosismo di Giovanni Andrea Zanon che “si è esibito davanti al pubblico, confermando l’eccellenza musicale che sta crescendo all’ombra delle mura” – conclude Elia Cavarzan. Cioè che cosa significa? Significa che siamo nelle sue mani anzi nelle mani di questi giovani che possono dimostrare al mondo intero che il Liceo Musicale è una scuola professionale, non teorica come per gli altri indirizzi. Pane e Musica. Attenzione dunque che si rischia di aggravare una situazione già di per sé ibrida. Il dibattito è aperto. Castelfranco deve lavorare per attrezzarsi di strutture idonee, creando un polo attorno al liceo musicale e alla nuova sede del conservatorio Steffani (in via Riccati). “Fare di Castelfranco un centro riconosciuto per la formazione dei musicisti trevigiani e non solo…”, “l’amministrazione sta realizzando per ricevere altri finanziamenti al fine di dare vita a una nuova sede per il conservatorio, l’unico di tutta la provincia e capace di attirare in città studenti da tutto il mondo” – (Stefano Marcon)

zanon-dal-sassChiediamo al prof. Marco Dal Sass che ha una lunga esperienza, anzi oltre a Castelfranco va e viene da Trento, quali sono le cose che non vanno, cioè le criticità? Siamo in uno standard decente al Musicale del Giorgione? Quali sarebbero le cose a suo avviso da migliorare?
Riguardo ai locali, vedendo ad esempio il Liceo Musicale di Trento (annesso al Conservatorio, dove insegno), sarebbe necessaria una mensa, aule studio dove i ragazzi potessero sfruttare i tempi morti di attesa delle lezioni pomeridiane. Aule insonorizzate, fattore indispensabile per poter svolgere in maniera serena e pulita le lezioni.
Connessione internet significativa per poter ad esempio potersi collegare a You tube e far ascoltare e vedere e commentare esecuzioni di brani di interesse dell’allievo.
Avere una vera sala dove poter effettuare saggi e concerti con almeno 60/80 posti a sedere.

L’avvenire del Musicale per Castelfranco “città d’arte e di musica” aprirebbe molte strade ed un’immagine che potrebbe catalizzare molte più risorse. Come dobbiamo muoverci?
Fermo restando che l’ immagine e la presenza dell’ Istituto si costruisce in molti anni di buon lavoro, si deve investire sulla comunicazione.

cimg0029Anche una connessione con le realtà produttive del territorio che spesso hanno una loro sala riunioni /conferenze interna. Lì si potrebbero portare e far conoscere i nostri “prodotti” musicali e come contropartita ottenere sponsorizzazioni anche in forma di borse di studio per ragazzi meritevoli per impegno e talento.
Sicuramente bisogna creare e sviluppare una fattiva collaborazione con il Conservatorio in modo tale che il Liceo diventi la naturale filiera per il Conservatorio stesso.
Però qui il discorso è complesso perché il Liceo, in quanto “musicale”, dovrebbe essere altamente formativo e caratterizzante dal punto di vista musicale. Intendo dire che le materie musicali dovrebbero avere assolutamente maggior peso rispetto alle materie tradizionali che viceversa dovrebbero essere modulare in maniera tale da poter lasciare più tempo e respiro agli studenti (gran parte di essi provengono da comuni distanti oltre i 25 km da Castelfranco con notevole dispendio di tempo). Infatti, facendo un discorso più generale, ritengo che il Liceo Musicale sia il segmento scolastico immediatamente precedente al Conservatorio e debba avere un obbligo formativo dal punto di vista musicale di tutto rispetto. Succede invece che i docenti delle materie tradizionali (troppe e con troppe ore) considerino la dicitura Liceo Musicale in maniera tale da privilegiare l’aspetto liceale, “prima di tutto è un Liceo”, questo è il loro motto.
Da qui si possono fare alcune considerazioni. La prima che mi viene in mente è che per fare una carriera musicale/concertistica significativa (che possa quindi divenire una vera professione) un ragazzo deve arrivare a 18 anni con un bagaglio tecnico e di repertorio significativo. Intendo dire che se vogliamo essere competitivi in questo settore con gli standard europei (paesi del nord ma anche con Slovenia, Ungheria, Croazia etc) e mondiali, si deve cambiare registro. A 18 anni un musicista deve essere formato e deve essere già in grado di poter partecipare a Concorsi nazionali ed internazionali, poter confrontarsi con i coetanei, almeno europei. In Italia chi emerge lo fa quasi sempre grazie a libera iniziativa, disponibilità finanziarie della famiglia etc ma non grazie alle agenzie scolastiche nazionali.

miatello-zanon-dalsassQuindi, un ragazzo non deve essere messo nelle condizioni di poter studiare seriamente (almeno in termini di ore di studio) quando finisce il liceo. A 18 anni dovrebbe già aver raggiunto quasi il traguardo. La carriera musicale sarebbe compromessa se questo non avvenisse. Lo studio dello strumento non è come lo studio delle altre materie, deve iniziare presto, con docenti qualificati, deve avere un grande supporto delle istituzioni. Deve quindi essere alimentato costantemente con i giusti stimoli e con adeguata passione.
Insisto su questo aspetto perché tutto ciò ha anche una ricaduta di immagine del Liceo ( non solo del nostro) infatti “Accade che molti dei ragazzi che ci tengono molto allo strumento e alla loro formazione musicale, non vedono l’ora di uscire dal Liceo per poter finalmente avere tempo di studiare lo strumento. Escono esasperati e dichiarano che non potranno fare una buona pubblicità al liceo musicale a chi chiedesse loro informazioni. Credo che il passaparola sia la migliore pubblicità specie quella fatta da chi ha provato in prima persona una scuola come un qualsiasi prodotto.

2-zanon-lizza-de-vinvenzisIl Musicale ha esattamente dieci anni forse al ventesimo di questo secolo avremo anche il conservatorio dentro l’ex Giorgione di borgo Treviso (che ci impiegò la bellezza di settant’anni per essere costruito – come scuola elementare e media – dall’Unità d’Italia per arrivare ai primi del Novecento. Come unire le forze per arrivare al traguardo di un Liceo Musicale Coreutico forse all’ex Maria Assunta?
Ribadisco quanto detto sopra, ad ogni modo, credo che al traguardo si arrivi con una comunione d’ intenti e strutturando il curriculum verticale in maniera collegiale tra i vari segmenti formativi.

Castelfranco Veneto, il Bar Borsa ospita la conferenza stampa di Droni by Art

CONFERENZA STAMPA BAR BORSA SABATO 3 SETTEMBRE ORE 11,00

Libretto 1Bar Borsa di Castelfranco Veneto: Sabato 3 settembre alle ore 11 è indetta una conferenza stampa di ‘Droni by Art’ sul programma del sei settembre all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, relativo alla proiezione di alcuni videoclip realizzati nell’ambito di progetti culturali ‘Scuola – Alternanza Lavoro’ con questi titoli:

– L’amor ga raixe fonde, video premiato al Quinto concorso Pro Loco UNPLI Veneto 2016, interamente prodotto dal Centro Atlantis con l’Isis Nightingale (artista principale: Francesco Marzaro, videomaker Tonetto, Rigon, Palermo, supervisione Trovato e Cecchetto)

– Droni by Art, il giornalismo tascabile, serie di interviste volanti alla 15.Biennale di Architettura di Venezia con il team Ipsia, diretto dal prof. D. Pauletto (stagisti: Raunig e Calzavara). Con un servizio speciale ed inedito su The Evidence Room (Negazionismo, architettura forense, prove inconfutabili) – The Waterloo University – Toronto Canada, ed un videoclip sul compendio Revedin Bolasco

Cover libretto 2Partecipano i dirigenti degli enti promotori dei videoclip: Centro sociale Atlantis, Isis F. Nightingale e Ipsia Galileo Galilei, fra cui la direttrice del Centro Atlantis (d.ssa Raffaella Munaretto), il DS dell’Isis Nightingale (prof. Felice Costanzo), il nuovo reggente prof. Franco De Vincenzis, il vicepreside Ipsia (prof. Nazzareno Bolzon), e il prof. Daniele Pauletto, il dottor Emilio Pontarolo, il prof. Vittorio Caracuta.

Hanno aderito all’iniziativa l’Assessorato alla cultura (arch. Mariagrazia Lizza), il Vicesindaco (sig. Gianfranco Giovine) del Comune di Castelfranco Veneto e il sindaco di Nervesa della Battaglia (ing. Fabio Vettori), e naturalmente l’Assessorato regionale alla cultura e identità veneta (avv. Cristiano Corazzari e d.ssa Cristina Greggio).

contributoAppuntamento dunque con la stampa al Bar Borsa di Castelfranco Veneto, per gentile ospitalità dei gestori dello storico locale sabato 3 settembre dalle ore 11,00 alle ore 12,00. 
Sarà consegnato alla stampa una copia dei due libretti (ISBN 978-88-88356-53-2) relativi ai videoclip realizzati
L’evento del sei settembre dell’Hotel Excelsior ha avuto il patrocinio del presidente della Regione del Veneto, dott. Luca Zaia e dei Comuni di Castelfranco Veneto e Nervesa della Battaglia.

“Droni by Art” e “Johnny Depp” i due argomenti del servizio Rai3 di venerdì

CIMG0048Il servizio curato dal giornalista Curzio Pettenò di Rai-3 che dà le notizie salienti della giornata (uno o due film e qualche flash) fa capire che c’è la star Johnny Depp come apertura e un altro momento “speciale” che si è svolto nella mattinata del giorno prima. E’ tutto dalla voce di Pettenò. Seguono le solite tappe: foto autografo con il pubblico giovanile stipato alle transenne (“venti minuti di autografi, le ragazze in delirio per Depp” – annota Pettenò. “L’attesa è spasmodica. In almeno quattro punti diversi del Lido si ritrovano gruppi di almeno duecento adolescenti con smartphone in una mano e Angelo e Luciano_jpgblock notes lillipuziano nell’altra” – scrive Davide Turrini de il Fatto Quotidiano), una o due piroette per la calca di fotografi e un altro mezzo minuto in conferenza stampa con una bottiglietta di birra (con etichetta verde come la sua giacca!), e subito dopo il servizio di Ivana Godnik sui Droni by Art allo Spazio della Regione del Veneto dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia.
Il vip del momento era Giovanni o Giò come a casa e in classe lo chiamano, dimostrandolo molto attento nella lettura del suo Dinosauri’s book, un po’ ansioso di poter rivedere il fratello che non arrivava mai…da Londra dove andò per imparare l’inglese.
Con Giacomo ha condiviso “La semplice intervista“, un video virale di 5,32 minuti, che nel giro di pochi mesi ha raggiunto 128mila/176mil follower (a seconda delle fonti). Giacomo l’aveva fatto “per i familiari e qualche amico”, invece ha preso la piega della notorietà estrema, quasi da chiedersi come mai alla gente piace tanto. La scena però che avrà convinto la regia della Rai di Palazzo Labia a mandare in onda il pezzo al TG delle 19,30 e mezzanotte è indubbiamente la corsa di Giovanni come un razzo volante che è saltato sulle braccia di Giacomo. Un’istantanea che rimarrà nella Federico con studentesse del liceo il vicesindaco Giovine e Daniele Pauletto.jpgstoria del cinema di Venezia, il primo attore con sindrome trisomia 21 che interpreta da solo un argomento tanto attuale – “alla ricerca di un posto di lavoro” (il tema è azzeccato!). La storia, nonostante l’innata dote artistica del piccolo e l’estrosità di Giacomo, condensa un po’ tutti i filoni: il sociale, il politico-giuridico (anche di diritto internazionale)e naturalmente l’ironico.
Droni by Art ha raccolto in un dvd, sotto forma di Journalisme de poche/Giornalismo tascabile “La semplice intervista” di Giacomo Mazzariol, il docu-film “Dove comincia il giorno” di Luciano Zaccaria con 42 convittori dell’Alberghiero Maffioli e una selezione di 52 interviste effettuate alla Biennale Arte e in altre occasioni da Daniele Pauletto e Angelo Miatello con la collaborazione di Rosanna Bortolon, Claudio Malvestio, Nazzareno Bolzon, Gianantonio Schiaffino e alcuni “selezionatissimi” studenti dell’IPSIA, come il bravissimo pilota-timoniere Federico Calzavara.
johnny-depp-venezia2015-1030x615Il primato di aver portato i droni dentro i musei è solo di questo team castellano, sebbene oggi si possano trovare su Youtube altrettanti video, solo come registrazione non come cronaca. Secondo aspetto: il progetto Droni by Art si articola in vari momenti dentro e fuori la Scuola. Quelli che si vedono in giro sono “azioni private” o “militari, di ricognizione”.
L’evento Droni by Art è stato diffuso dai canali interni alla 72.Mostra del Cinema (casellario elettronico, registrazioni videocam), da stampa on line (Schiaffino) e quella cartacea (Bellinelli, Nordio, Maragrazia Pellizzari). In precedenza un altro servizio era stato messo in onda da AntennaTre.
Una ciliegina sulla torta era prevista: la consegna di un attestato di merito alla Regione del Veneto “per aver prestato il 16 febbraio l’opera Minerva tra Geometria e Aritmetica di Paolo Caliari detto il Veronese, Giambattista Zelotti e Anselmo Canera, al Liceo Statale Giorgione, nell’ambito L’opera in classe”. Il Liceo Giorgione è la prima scuola d’Italia che abbia attuato il progetto del Ministro Abbraccio storicoFranceschini lanciato nel maggio 2014, senza però far ricadere oneri allo Stato!
La registrazione dello storico evento culturale del 16 febbraio – trasloco e lezioni in cattedra – con i droni pilotati dagli studenti dell’IPSIA Galilei è nel Dvd. Una pietra miliare.
Concludendo, i veri protagonisti sono stati i ragazzi (Maffioli, Giorgione, Ipsia), compreso Giovanni, che hanno rubato la scena virtuale a Johnny Depp.
Come nel 1932, quando nacque all’Hotel Excelsior la Prima Esposizione internazionale d’arte cinematografica con tanti giovani, anche oggi c’è stata una première con dei formidabili attori e registi per una volta. Qualcosa comunque è cambiato, se il digitale ha rotto gli schemi.

Più di cinque milioni di euro per il compendio Revedin-Bolasco di Castelfranco Veneto

Barlaffa Ludovico.Negrin.Accad.Nazio.sanLucaNon è una battuta scherzosa da temperature torride. Nessuno a Castelfranco l’aveva fatto notare nell’ultima campagna elettorale. Cinque milioni sono stati messi a disposizione per “risanare” e riconvertire l’enorme patrimonio che è dato da un immenso immobile nel centro di Castelfranco Veneto con dipendenze ed un parco storico di fine Ottocento. Dal settembre prossimo si dovrebbero aprire i cancelli per visitare uno dei parchi monumentali più ambiti del Veneto del grande architetto-giardiniere Negrin che solo gli esperti conoscono. Piante divenute secolari, un sottobosco che va curato e accarezzato, specie autoctone che convivono con altre esotiche (non ci sono permessi di soggiorno, anzi sono sottoposti a studi di ingegneria digitale computerizzata) un laghetto da poterci “remare”… e pescare qualche carpa, dei sentieri ombreggiati, una cavallerizza alla viennese con statue del vicentino Marinali (forse l’unica del Nord Italia) che potrebbe diventare un’arena festivaliera…
Più che villa è un palazzone a quattro piani, rigorosamente con infissi, maniglie (se non le hanno rubate), affreschi ottocenteschi…dell’artista Gaetano Casa, lo stesso del caffé Florian, Quadri e del Teatro La Fenice…. mentre l’architetto fu il veneziano G.B. Meduna, colui che progettò i Primi Bagni (1857) al Lido di Venezia e l’Ospizio al Mare per gli adolescenti colpiti dalla scrofola*.
Insomma basta scavare sui libri fuori di Castelfranco e ci accorgeremo che è una miniera. Il presidentissimo De Poli lanciò l’idea di comperare l’intero complesso immobiliare in comodato d’uso. “Io ci metto i soldi per il restauro e voi me lo donate per x anni”. Un furbacchione che abbiamo però visto dov’è andato a sbattere con il suo mega Sant’Artemio, con i Teatri e le varie spropositate spese di bilancio. Oggi la Fondazione Cassamarca è a corto di soldi, quasi da essere commissariata.

Casa.Villa Bolasco.saloneLa notizia apparsa per la prima volta sullo schermo durante una conferenza stampa di presentazione dei Centri per il restauro al Palazzo della Regione, ha preso di sprovvisto anche il vicesindaco Gianfranco Giovine. “Non lo sapevo che c’erano anche i progetti di restauro delle facciate della villa e di parte di essa per sistemare il nuovo centro di ricerca”.
Infatti, per quanto riguarda invece il Centro di villa Bolasco, il prorettore vicario dell’Università di Padova prof. Francesco Gnesotto ha annunciato che la villa restaurata ospiterà un laboratorio per attività di ricerca scientifica, divulgazione ed educazione ambientale in tre specifiche aree: 1. Rilievo, interpretazione e analisi del giardino storico e del paesaggio; 2. Salute e benessere delle piante ornamentali; 3. Biomeccanica dell’albero, per un costo di €2.694.800.
La riapertura di Villa Bolasco e del suo splendido giardino offre a Castelfranco un’eccellente opportunità di rilancio sia culturale che economico.
Il relativo contributo è pari a € 2.694.800 per il restauro della villa e la creazione del Centro di ricerca e a € 2.550.000 per il restauro del giardino storico, che costituisce il primo e privilegiato terreno di intervento del Centro stesso.

Ospizio marino.progetto Meduna*La scrofola era una piaga che si diffuse soprattutto nei giovanissimi delle famiglie disagiate, sfruttate al massimo dai latifondisti veneti. Vivere in ambienti malsani, stalle, porcillaie, letamai, e malnutriti, causava “la bubbola della pelle”. Non mancava il paternalismo borghese quello che s’impietosiva ma non modificava la tragica situazione. Anche i filò che si svolgevano nelle stalle non erano certo una garanzia per l’igiene.
Ci si inventò il soccorso socio-sanitario istituendo dei centri balneari per un loro recupero salutistico di due settimane. Il Lido di Venezia fu uno dei primi centri d’Italia con buoni risultati. Nel giro di pochi anni l’Ospizio Marino, sorto nel 1868, fu trasferito altrove perchè ormai era iniziata l’era dei bagni pubblici e popolari, del divertimento e del relax. In quell’esatto posto oggi ci sono le capanne delle 4 Fontane, vicino all’Hotel Excelsior.

Villa Revedin-Bolasco e Palazzo Badoer: sei milioni dall’Europa per nuovi centri di ricerca scientifica

CIMG1286(di A. M.)
Novità assoluta sia dal punto di vista politico che culturale. Sei milioni di euro dall’Europa, tramite la Regione Veneto sono messi a disposizione dello Iuav di Venezia e dell’Università di Padova per realizzare due Centri per il restauro, ambedue con ricadute economico-culturali sul territorio. Si tratta, ci spiega Clara Peranetti,  – del ‘Programma Operativo Regionale Obiettivo Competitività Regionale Bolascoe Occupazione parte Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013 (POR CRO parte FESR 2007-2013) che individua al suo interno la linea di intervento 3.2 ‘Valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e naturale’ che, a sua volta, prevede specifiche azioni a favore dell’innovazione e dell’economia della conoscenza nel settore della cultura (azione 3.2.1).
Uno degli scopi è il rafforzamento della competitività del sistema culturale regionale, qualificandolo e valorizzandolo, secondo principi di sostenibilità, rendendolo accessibile ai cittadini e ai turisti”.
Infatti, la dirigente regionale del settore progetti strategici e politiche comunitarie insiste nel ricordare la ricchezza del nostro patrimonio culturale che coinvolge un vasto panorama di piccole e medie imprese in tema di restauro, di cui però la presenza e la qualifica professionale sono essenziali. Un investimento di 6 milioni di euro ha consentito di realizzare il Centro per il restauro, il recupero e la valorizzazione dei parchi storici e degli alberi monumentali a Castelfranco Veneto da parte dell’Università degli studi di Padova e il Laboratorio scientifico applicato al restauro dei materiali da costruzione litici e litoidi (LABOMAC), a Palazzo Badoer a Venezia da parte dello IUAV.
L’investimento ha consentito il restauro di immobili di pregio storico, artistico e architettonico che saranno per il territorio luoghi di innovazione, ricerca e formazione relativi al patrimonio culturale regionale ma anche nazionale e internazionale. Fa notare il rettore dello IUAV prof. Amerigo Restucci che l’obiettivo sarà quello di stabilire un rapporto diretto con enti pubblici e associazioni di categoria affinché si realizzi un sistema integrato di ricerca finalizzata alla conoscenza, alla diagnosi, al restauro, alla conservazione programmata e alla valorizzazione dei beni culturali. Il LABOMAC di Palazzo Badoer avrà un laboratorio, un’aula per didattica specialistica e una per gli studi. Una sede dunque destinata nella ricerca scientifica, ad esempio di analisi dei materiali antichi, la caratterizzazione chimico fisica dei materiali lapidei (pietre e marmi) e litoidi (laterizi, malte, intonaci). Il relativo contributo è pari a €2.500.000.
Per quanto riguarda invece il Centro di villa Bolasco, il prorettore vicario dell’Università di Padova prof. Francesco Gnesotto ha annunciato che la villa restaurata ospiterà un laboratorio per attività di ricerca scientifica, divulgazione ed educazione ambientale in tre specifiche aree: 1. Rilievo, interpretazione e analisi del giardino storico e del paesaggio; 2. Salute e benessere delle piante ornamentali; 3. Biomeccanica dell’albero, per un costo di €2.694.800.
La riapertura di Villa Bolasco e del suo splendido giardino offre a Castelfranco un’eccellente opportunità di rilancio sia culturale che economico.
Il relativo contributo è pari a € 2.694.800 per il restauro della villa e la creazione del Centro di ricerca e a € 2.550.000 per il restauro del giardino storico, che costituisce il primo e privilegiato terreno di intervento del Centro stesso.

CIMG1296In conclusione se per Venezia si tratta di un importante palazzo (e luogo storico), già adibito ad uso didattico che viene ristrutturato e ampliato, per la città del Giorgione è il più importante intervento pubblico che sia stato realizzato negli ultimi quindici anni sia per l’ammontare, sia per il suo significato culturale, strategico ed economico. In totale sul compendio Bolasco vengono investiti più di cinque milioni di euro. Una cifra non da poco che nessuno in campagna elettorale l’aveva precisato. Segno questo di una cultura politica frazionale. Ma quante altre cose non sono state svelate dalle compagini politiche?
Culturale perché l’Università patavina dimostrerà ancora una volta al mondo intero, dopo aver realizzato il nuovo Giardino della Biodiversità all’Orto Botanico, che la sua vocazione non sono solo la ricerca e la didattica, ma anche uno stretto legame con il territorio.
Strategico ed economico perché il Comune dovrà farsi carico di modificare un’immagine da vecchia signora che pensa agli sporadici festival canori o alla miss città murata, a quella di una “nuova” città che sarà in grado di dialogare con enti prestigiosi sia italiani che stranieri al fine di agevolare questo super laboratorio per la salute delle piante storiche, unico in Italia.
Una nicchia che, in collaborazione con l’Orto Botanico di Padova (Lista Patrimonio Mondiale Unesco) e il Campus di Agripolis (Legnaro), potrà dare a Castelfranco una visibilità internazionale.
E di tutto questo è consapevole il vicesindaco Giancarlo Giovine che già sta pensando di programmare in stretto accordo con il sindaco e gli assessorati, istruzione, cultura, attività economiche, un evento eccezionale per l’apertura del parco.

 

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Foto: arch. Giorgio Galeazzo, il prorettore Francesco Gnesotto, due collaboratori dello studio arch. Galeazzo, il vicesindaco Gianfranco Giovine
Foto: Schede tecniche
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Uni Pd: Villa Bolasco a Castelfranco Veneto (Treviso): Centro per il restauro, il recupero e la valorizzazione dei parchi storici e degli alberi monumentali per una spesa ammessa di quasi 2,7 milioni di euro.
Iuav Venezia: Palazzo Badoer, Laboratorio scientifico applicato al restauro dei materiali da costruzione litici e litoidi, sia storici che moderni, a supporto della ricerca e della didattica per una spesa ammessa di 2,5 milioni.

OBIETTIVO GENERALE QSN 
Valorizzare le risorse naturali, culturali e paesaggistiche locali, trasformandole in vantaggio competitivo per aumentare l’attrattività , anche turistica, del territorio, migliorare la qualità  della vita dei residenti e promuovere nuove forme di sviluppo economico sostenibile
OBIETTIVO SPECIFICO QSN
Valorizzare i beni e le attività  culturali quale vantaggio comparato delle Regioni italiane per aumentarne l’attrattività  territoriale, per rafforzare la coesione sociale e migliorare la qualità  della vita dei residenti

FONDI EUROPEI
INFRASTRUTTURE – RECUPERO
CULTURA E TURISMO – TUTELA E CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE
NATURA: INFRASTRUTTURE
Realizzazione di opere pubbliche, tra cui nuove infrastrutture ma anche la manutenzione, il recupero, il restauro, l’ampliamento e il completamento, nonché la demolizione, di infrastrutture esistenti.
TEMA: CULTURA E TURISMO
Il tema include gli interventi anche di carattere infrastrutturale per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale. Comprende inoltre gli interventi rivolti alla protezione, alla promozione e alla valorizzazione delle risorse naturali e al miglioramento dei servizi turistici.