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Sgarbi: “Intanto mi complimento con i professori e gli studenti dell’Ipsia che hanno inteso usare il drone pacificamente, strumento assai complesso…

Tutto era iniziato dall’interesse per i droni. Quelle macchine volanti radiocomandate che hanno accompagnato gli studenti dell’Ipsia “Galileo Galilei” di Castelfranco, loro creatori, in numerosi eventi e fiere internazionali: da Roma, a Londra, a Berlino. Per rivelare al mondo come i droni possano trovare applicazione in diversi ambiti: dalla sicurezza all’arte. E proprio di arte si occupa una delle più fortunate iniziative dell’istituto castellano, che nella sua fucina tecnologia, il Maker Lab, ha dato vita a Droni by art, il progetto che intende avvicinare i giovani all’arte, portando i droni nei musei e pilotandoli nelle sale per effettuare esclusive riprese aeree.
È stato concepito come una tappa di tale percorso l’incontro con Vittorio Sgarbi che si è tenuto sabato 18 marzo presso il teatro Accademico di Castelfranco, organizzato dal Maker Lab dell’Ipsia Galilei, in collaborazione con la libreria Massaro.

“Intanto mi complimento con i professori e gli studenti che hanno inteso usare uno strumento assai complesso, e che abbiamo visto usare in situazioni tragiche e difficili, per un tentativo pacifistico” ha esordito il critico.
E così dicendo, è entrato nel vivo del discorso, contrapponendo la bellezza dell’arte all’orrore della guerra e del terrorismo: pura “violenza legittimata da un ideale”, visto che “i terroristi agiscono in nome di dio”. Un dio che invece i cristiani, secondo la sua convinta opinione, pregherebbero invano, invocandolo di fermare dolore e violenza. Ma “Dio non interviene nelle cose degli uomini”
(
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Sgarbi meteora o Sgarbi cometa? Il Teatro Accademico gremito lo applaude e ne condivide gli attacchi

A voi di giudicare: 1977/78 (prima grande mostra su Giorgione), 2002 (la Pala di Giorgione cade a pezzi), 2010 (seconda grande mostra di Giorgione, la Pala ritorna a casa), 2017 (Droni by Art filma Sgarbi in Teatro). C’è un legame affettivo con Castelfranco, non matrimoniale, ma di orgasmo intelletuale sì.
Palazzetto Preti deturpato dalla mano di un architetto ignobile. Un richiamo all’arte o un atto di vilipendio?
L’Ipsia Galilei si posiziona in alto e sa dirigere un appuntamento in un evento, con tutti gli ingredienti di attualità e cronaca: meriti e riconoscimenti a Daniele Pauletto, Nazzareno Bolzon, Fabiana Zanchetta, Antonio Ciccarese…e agli studenti bravissimi.
Lo abbiamo sentito in veste di critico d’arte, fustigatore, tutto al contrario di tutto. Un politico che supera D’Annunzio, almeno per l’aspetto comunicativo che quest’ultimo per diventare noto sorvolò Vienna! Si conquistò il popolo con i volantini. Pensate, volando. Partì da San Pelagio vicino Padova alle ore 5:30 del 9 agosto 1918. Divenne mito. Bastavano i titoloni dei giornali.
Vittorio Sgarbi non solo sorvola ma entra nei dettagli, sta con la gente, in giro per l’Italia. D’Annunzio se ne stava tra i palchi del teatro e le feste dell’alta società “bellicistica”. Per lui la guerra s’era da fare a tutti i costi. Per Sgarbi, no. Mai.
La storia dell’arte entra nelle case, i minori sono maggiori o pari ad essi, solo che non sono conosciuti: Sacchi, Franceschini, Cairo, Zalone, Cagnacci, Genovesino chi li conosce per i loro capolavori?
E’ riuscito a destreggiarsi bene stamattina di fronte ad una platea varia, nonostante non gli appartenga ancora la fiilosofia dell’uso dei droni nel giornalismo e nel racconto artistico. Il drone può essere una guida oppure far parte della creatività. Andare oltre ed abituare l’occhio a vedere più in là, nei particolari come ha dimostrato Sgarbi nei suoi libri di storia dell’arte. Vittorio ha un occhio “meccanico”, entra nell’opera, la sviscera e la trasforma in una cosa bella, curiosa, nuova. L’occhio di Vittorio non è meccanico è del suo “cuore”. Il drone non ha un cuore ma chi lo pilota sì.
“Un passo alla volta. Ora sono le immagini, le riprese teleguidate (da un unmanned vehicle aircraft). Domani ci sarà anche il racconto che si unirà alle riprese volanti”.
I nostri videoclip hanno interviste, foto e riprese aeree. Quello che abbiamo visto in Teatro Accademico è un’estetica “dronografica”. Il dronegiornalismo non è selfie ma scrutare, indagare, spiegare.
Sabato 18 marzo 2018: Vittorio Sgarbi è testimone di Droni by Art. Da qui partiamo con la Nave di Teseo. Nessuno fino ad ora l’aveva pensato: la Bellona caricata nella nave dei fratelli Sgarbi e portata in giro per l’Italia. 

Foto di Daniele Pauletto
Sgarbi in Teatro Accademico

Sgarbi al punto stampa
Sgarbi al capezzale della Pala di Giorgione (29 gennaio 2002)
Sgarbi rivede le orrende manipolazioni dell’arch. Scattolin su un palazzetto di fine ‘700: non è cambiato nulla!
Sgarbi dedica un ricordo al Liceo Giorgione nel libro nero della Biblioteca, iniziato dalla sorella Elisabetta Sgarbi il 5 dicembre 2015

 

 

 

 

 

Castelfranco Veneto, il Bar Borsa ospita la conferenza stampa di Droni by Art

CONFERENZA STAMPA BAR BORSA SABATO 3 SETTEMBRE ORE 11,00

Libretto 1Bar Borsa di Castelfranco Veneto: Sabato 3 settembre alle ore 11 è indetta una conferenza stampa di ‘Droni by Art’ sul programma del sei settembre all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, relativo alla proiezione di alcuni videoclip realizzati nell’ambito di progetti culturali ‘Scuola – Alternanza Lavoro’ con questi titoli:

– L’amor ga raixe fonde, video premiato al Quinto concorso Pro Loco UNPLI Veneto 2016, interamente prodotto dal Centro Atlantis con l’Isis Nightingale (artista principale: Francesco Marzaro, videomaker Tonetto, Rigon, Palermo, supervisione Trovato e Cecchetto)

– Droni by Art, il giornalismo tascabile, serie di interviste volanti alla 15.Biennale di Architettura di Venezia con il team Ipsia, diretto dal prof. D. Pauletto (stagisti: Raunig e Calzavara). Con un servizio speciale ed inedito su The Evidence Room (Negazionismo, architettura forense, prove inconfutabili) – The Waterloo University – Toronto Canada, ed un videoclip sul compendio Revedin Bolasco

Cover libretto 2Partecipano i dirigenti degli enti promotori dei videoclip: Centro sociale Atlantis, Isis F. Nightingale e Ipsia Galileo Galilei, fra cui la direttrice del Centro Atlantis (d.ssa Raffaella Munaretto), il DS dell’Isis Nightingale (prof. Felice Costanzo), il nuovo reggente prof. Franco De Vincenzis, il vicepreside Ipsia (prof. Nazzareno Bolzon), e il prof. Daniele Pauletto, il dottor Emilio Pontarolo, il prof. Vittorio Caracuta.

Hanno aderito all’iniziativa l’Assessorato alla cultura (arch. Mariagrazia Lizza), il Vicesindaco (sig. Gianfranco Giovine) del Comune di Castelfranco Veneto e il sindaco di Nervesa della Battaglia (ing. Fabio Vettori), e naturalmente l’Assessorato regionale alla cultura e identità veneta (avv. Cristiano Corazzari e d.ssa Cristina Greggio).

contributoAppuntamento dunque con la stampa al Bar Borsa di Castelfranco Veneto, per gentile ospitalità dei gestori dello storico locale sabato 3 settembre dalle ore 11,00 alle ore 12,00. 
Sarà consegnato alla stampa una copia dei due libretti (ISBN 978-88-88356-53-2) relativi ai videoclip realizzati
L’evento del sei settembre dell’Hotel Excelsior ha avuto il patrocinio del presidente della Regione del Veneto, dott. Luca Zaia e dei Comuni di Castelfranco Veneto e Nervesa della Battaglia.

Canadian Extraction, 9000 progetti minerari in tutto il mondo. Pauletto e Miatello incontrano Pierre Bélanger

ll ground zero (l’installazione canadese) si trova all’intersezione degli assi d’accesso dei padiglioni vicini, (Inghilterra e Francia), parafrasando le intenzioni della mostra che, con il titolo «Extraction», vuole esplorare la storia del compartimento minerario canadese, conteso con le suddette potenze internazionali (vedi nostra intervista al curatore Pierre Bélanger).

Eriel DerangerL’inaugurazione del 28 maggio scorso, di fronte ad un pubblico numeroso, si è presentata come un’autentica performance, con l’ambasciatore del Canada in Italia Peter McGovern, testimone delle “rimostranze d’indipendenza dalla Corona che questa esibizione scopertamente reclama”. Mentre a volte alta si ascoltavano i discorsi d’introduzione, tra cui quello di Pierre Bélanger, incisivo ed appassionato, l’esposizione restava segreta e coperta da un manto di pelli di castoro, richiamo alla merce di scambio più preziosa del Canada prima della comparsa dell’industria dell’oro. A seguire, naturalmente tra gli scatti di fotografi e spettatori, l’ostensione per mano del curatore del caposaldo aureo, principio di annullamento del potere della Corona sul sottosuolo canadese, che una volta terminata la Biennale sarà consegnato alla Regina d’Inghilterra come ironico ringraziamento e reso, per la dominazione del sottosuolo fino ad oggi. Ancora sull’installazione velata da pelli di castoro è intervenuta la performance dell’artista canadese Eriel Déranger (del Athabasca Chipewyan First Nation) con un atto unico sulla necessità di ricucire la frattura storica della colonizzazione. Quindi un coro di mani ha liberato la superficie circolare in corian (250 cm di diametro), epifenomeno di questa installazione interrata, al centro della quale è stato installato il caposaldo aureo sul cui oculo i visitatori sono costretti ad inchinarsi per sbirciare il video riassuntivo di questi ultimi 800 anni di dominio britannico in vista di una sua prossima, auspicata liberazione. Per vederlo si è inchinato prima CIMG0028l’ambasciatore canadese in Italia, poi un bambino, quindi la celebre Phyllis Lambert, fondatrice del Canadian Center for Architecture e la giovane artista Deranger e poi via via, uno alla volta dei presenti raccolti a cerchio.

CIMG0026Il progetto è una risposta alla cultura contemporanea del Canada e ad un’economia globale basata sull’estrazione di risorse. Multinazionali canadesi attualmente operano circa 9.000 progetti minerari in tutto il mondo, in quasi ogni paese e continente del pianeta. Come iniziativa multimediale, il progetto esplora l’eredità attuale e storica dei processi estrattivi minerari da una prospettiva canadese con due principali obbiettivi creativi: in primo luogo, un film sperimentale e documentario interattivo, e a seguire, un libro che presenta i pensieri di personalita` di influenza e rilievo, sia storiche che contemporanee, sull’impero di risorse globali canadese. A cura di Pierre Bélanger e Nina-Marie Lister, il libro offre una vasta gamma di testi di autori e studiosi di paesaggio, urbanistica, geografia, arte, ecologia, i media, la letteratura, l’architettura, l’ingegneria, la scienza, l’industria, il commercio e la cultura. Il progetto, lanciato alla Biennale di Architettura di Venezia il 27-28 maggio scorso, verrà in seguito diffuso in un tour attraverso diverse regioni minerarie in tutto il Canada per celebrare il 150 ° anniversario della Confederazione nel 2017.

Droni by ArtDroni by Art- Il giornalismo tascabile
FPA2000 – Agenzia di arti e cultura

Intervista televisiva di Daniele Pauletto
Coordinamento Nazzareno Bolzon
Stagisti Federico Calzavara e Raunig Dubrica
Testo critico di Angelo Miatello
Videomaker Daniele Pauletto

Olanda: L’Architettura delle Missioni di Pace dei Caschi Blu

_11M0051mBLUE: Architettura delle missioni di pace
Malkit Shoshan (curatrice)
Biennale Architettura 2016 – Padiglione Olanda
Giardini Venezia

Droni by Art – il Giornalismo tascabile
Reportage di: Angelo Miatello (script), Daniele Pauletto (videomaker), Nazzareno Bolzon (coordinator), Claudio Malvestio (photos), Federico Calzavara e Dubrica Raunig (dronemen)

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BLUE, come i Caschi Blu dell’ONU. è un’dea originale attorno all’emergenza migrazione che gli Olandesi hanno trasformato il loro padiglione per la 15.Biennale di Architettura, quasi come un’anticamera del Padiglione centrale in cui si sommano progetti e risposte su temi di carattere “universale” (vedi il caso di The Evidence Room). Droni by Art è stato il primo e forse l’ultimo a sviluppare un servizio giornalistico “tascabile” (journalisme de poche/pocket jounalism) mettendo in pratica l’integrazione tra l’uso dei droni ed uno smartphone, correlato dalla fotografia istantanea digitale. Il team Droni by Art è formato da Angelo Miatello (script), Daniele Pauletto (videomaker), Nazzareno Bolzon (coordinator), Claudio Malvestio (photographer), Federico Calzavara e Dubrica Raunig (dronemen) ed è alla sua seconda esperienza alla Biennale (l’anno scorso con Biannale Arte, passò in rassegna Canada, USA, Svizzera, Italia, Giappone, Corea, Paesi Nordici). Rimarrà nella storia dell’IPSIA Galilei di Castelfranco Veneto, l’unica scuola professionale che sia stata in grado di cogliere le sfide della comunicazione digitale, di cui il merito va _11M0028messenzialmente al prof. Daniele Pauletto e al vicepreside prof. Nazzareno Bolzon che hanno sostenuto questo progetto. L’anno scorso sono state effettuate ben 52 uscite usando smartphone e mini droni per sviluppare brevissimi videoclip di mostre, allestimenti, prese di posizione e anteprime attorno al pianeta arte. Raccolte le interviste (dai 1,80 ai 4,50 minuti) in un Dvd è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Il Veneto è la prima Regione d’Italia per il fatturato di turismo e viticoltura. Il tasso di disoccupazione giovanile, sembra un paradosso, è abbastanza elevato. E’ la terza o quarta regione per numero di “nuovi” migranti, di cui qualche migliaio sembra essere “sparito” (indagine Pagliaro di TV7). La politica, sebbene il governo dia continuamente segnali positivi, ha fallito la sua missione. Si assistono a lunghe discussioni che riguardano misure coercitive, di comodo, tanto per tamponare il fenomeno. Il prefetto che ordina di occupare una caserma dismessa (insalubre), una parte di un condominio, di casette a schiera (forse immobili sequestrati alla mafia?) o certi albergatori che danno ospitalità a pagamento. L’opposizione al governo centrale ma nel Veneto è dominante rifiuta qualsiasi accordo. Non ha un piano ragionevole e umanamente degno di essere un biglietto da visita del Veneto in Italia e in Europa. Si parla di mafie, muri, fili spinati, corruzioni, generici allarmismi ed i mesi passano. Il Veneto è sempre uguale: si ribella disordinatamente ma soccombe all’autorità oppure quando gli fa comodo tace e sopporta. Vorrebbe essere autonomo da Roma ma le sue banche cooperative hanno bruciato migliaia di miliardi di titoli spazzatura. Il Mose, la madre delle corruzioni si è consumata a all’ombra di San Marco.
“Pensavamo di trovare qualche idea dagli architetti progettisti italiani per l’emergenza migranti, invece ci accorgiamo che tutto tace, anche da parte del ministero che finanzia il padiglione Italia…”.

Gli Olandesi invece con coraggio e maturità politica lo fanno.  
CIMG0045Il case study di Camp Castor a Gao, in Mali (BLUE)
La proposta del Padiglione Olandese è costruita intorno al case study di Camp Castor a Gao, in Mali, dove le Nazioni Unite sono impegnate in una missione di pace. Il colore blu è inteso come metafora del conflitto, e unisce architettura e diritti umani. Le operazioni di pace si svolgono nella zona desertica dei Tuareg, chiamati anche “uomini blu” per le loro vesti color indaco, e vengono effettuate da caschi blu ONU.
tahoua-crossesIn questo territorio nomade i confini sono fluidi e si spostano a ogni stagione. A causa di guerra, cambiamenti climatici, malattie e fame, vi regna una crisi permanente.
Il confronto fra diversi sistemi – straniero e locale, militare e civile, base e deserto, caschi blu e uomini blu, la crisi e la risposta olandese – offre lo spunto per nuove condizioni spaziali. Collegando la ricerca culturale a quella architettonica.
E’ una sfida quella olandese che vuole comunque cogliere per dare nuove opportunità da questa complessa situazione. Milioni di persone sono oggi in un certo qual modo a diretto contatto con le “basi” dei caschi blu in aree di conflitto. Come si può migliorare la loro vita?
“Queste narrazioni nascono sulla base di conversazioni con ingegneri militari e architetti, antropologi ed economisti, attivisti e politici”.
_11M0068mL’obiettivo della curatrice Malkit Shoshan

Nella scelta della curatrice Malkit Shoshan vi è alla base una rappresentazione dal collegamento effettivo tra il tema della Biennale (Reporting from the Front) e le linee programmatiche di Het Nieuwe Instituut. L’opportunità durante la Biennale di far conoscere a un vasto pubblico internazionale le potenzialità dell’architettura, tanto critiche quanto innovative, è fondamentale ai fini di una politica di internazionalizzazione.

_11M0052mL’eredità delle missioni di pace ONU
Le missioni di pace ONU sono centinaia nel Mondo. Le basi militari sono delle enclavi autosufficienti, isolate dalle immediate vicinanze. Il design estremo di questi “compound” riflette strutture e sistemi di potere delle forze di pace, e non contribuisce a migliorare la vita degli abitanti di quelle zone. Gli Olandesi si pongono un problema sostanziale e formale, cioè di poter dare nuove soluzioni spaziali che possano avere un significato anche per le comunità locali. Un architettura rivolta al sociale, all’emergenza che diventa una costante di vita.
Malkit Shoshan si è focalizzata sulla modalità innovativa in cui i Paesi Bassi contribuiscono alle missioni di pace ONU. Le Nazioni Unite parlano addirittura in termini di “Linee guida per l’approccio integrato” e con ciò si riferiscono a difesa, diplomazia e sviluppo. Shoshan propone di aggiungere a questi un quarto criterio: il design. L’ambizione è quella di vedere le basi ONU non esclusivamente come fortezze chiuse, ma come catalizzatori per lo sviluppo locale.
Droni by Art

Droni by Art – Ipsia Galilei
Il giornalismo tascabile
15.Biennale Architettura Venezia
26 maggio 2016, Entrata principale Arsenale di Venezia della Grande potenza marittima
Dubrica Raunig, Federico Calzavara, Nazzareno Bolzon e Daniele Pauletto
(photo by Angelo Miatello)

Droni by Art. Il giornalismo integrato tascabile (conferenza a Salvatronda)

36pp_Droni_Arte_Cinema_Audiovi_Porte Aperte_Salvatronda_17 febb_2016
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VIDEOCLIP
http://www.rottentomatoes.com/m/drones_2013/
Two soldiers are tasked with deciding the fate of a terrorist with a single push of a button
. As the action plays out in real time, their window to use a deadly military drone on the target slowly closes. With time running out, the soldiers begin to question what the real motives are behind the ordered lethal attack.
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https://www.youtube.com/watch?v=5mBJj_o5wGU
Droni by Art
Avanguardia Russa – Interviste
Soprintendente Piero Colussi e Signora M. Costakis
a Villa Manin (Passariano di Codroipo)

Pubblicato il 06 mar 2015
INTERVISTE a cura di Angelo Miatello e Claudio Malvestio: Avanguardia Russa 1910-1930 (doc. Drone by Art – Castelfranco Veneto)
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https://www.youtube.com/watch?v=X8PJDylaHOc 
Droni By Art – Pocket Journalism –
Partecipa alla selezione del Festival di New York 2015-2016

Pubblicato il 28 dic 2015 (5 minuti)
2nd nycdronefilmfestival.com

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ver01
Salvatronda: Prima conferenza pubblica di Droni by Art. Cinema e Audiovisivo in un giornalismo integrato tascabile. 
Un titolo un po’ insolito questo che vede la tecnologia al servizio della comunicazione impiegata dal gruppo Droni by Art, nato quasi per caso. Una dimostrazione chiara e netta di sfida verso un’opinione pubblica che viene vilipesa da immagini atroci che provengono da luoghi così lontani e diversi che c’è sempre qualcuno che grida “andiamo a combattere e distruggiamoli”. Il prezzo della benzina non è mai stato così basso! Con uno smartphone puoi fare di tutto …comunicare, produrre, divertirti e domani certamente come qualsiasi altro arnese usarlo per secondi fini, come corpo di reato!. Inutile abbracciare il divieto perché il Parlamento è ingessato e non sa fare leggi nuove. Prima o dopo ti crollerà il mondo addosso e ti accorgerai che hai perso sempre molto tempo rispetto ad altre capitali…ieri come oggi.

Sviluppo tecnologico e massificazione del prodotto. Con l’avanzare dirompente delle tecnologie digitali ci si trova di fronte a nuovi traguardi che la Società, nelle sue svariate categorie, non può disinteressarsene. Da pochi anni la pratica dei nuovi mezzi di comunicazione sta rivoluzionando l’approccio con il quale eravamo abituati nel confrontarci, nel metterci in gioco e nella capacità di raggiungere nuovi traguardi. Da una parte sviluppo tecnologico e dall’altra massificazione del prodotto hanno rivoluzionato il mercato.
La sfida è integrare i nuovi linguaggi per realizzare un vero sistema Scuola-Società che permetta ai giovani di trasformare i loro flussi individuali in collettivi e di interagire.

Radioplane_takeoff_drone_L’automazione, in gergo il robot, è la punta dell’iceberg dell’industria italiana perché dà spazio per l’interazione sia con le imprese sia con il capitale di rischio, capitale che proviene in larga parte da finanziamenti europei.
Il drone è un robot volante che dal suo uso militare per difesa (ricognizione) o attacco (metodo indiscriminato) da appena una decina d’anni sta dilagando nell’uso comune civile, ludico, sociale, ambientale e artistico. Da oggetto teleguidato per gare amatoriali si è passati velocemente a complicati e (costosi) droni per la consegna di farmaci in luoghi impervi, per la ricognizione di eventuali persone disperse, il soccorso immediato di incidenti, il controllo a distanza del traffico, delle linee elettriche e ferroviarie, allo stato di salute di piante ad alto fusto e coltivazioni estese, al sorprendente misuratore di radiazioni e inquinanti a largo raggio (sostituendosi alle ormai obsolete centraline fisse).
L’industria dei droni civili si sta evolvendo in modo esponenziale.
“Il mercato italiano dei droni ha già sviluppato una cifra d’affari di 350 milioni di euro, con previsioni di crescita per il 2016 tra il 20 e il 30%. Sono 500 circa le aziende attive in questo settore con fatturato medio di 700mila euro ed una media di 7 dipendenti” (Studio Doxa Marketing Advice per la Fiera Dronitaly 2015).

Il drone è equipaggiato di sistemi computerizzati che trasmettono dati e segnali così precisi e nitidi che il pilota “con i piedi per terra” può vedere, dirigerlo e persino andare oltre. Più sofisticato è l’apparato cine-fotografico e maggiori sono i risultati eccezionali che si possono raggiungere.
Però due sono le condizioni: praticità e governance in un sistema che chiameremmo “integrato”, senza il quale l’uso potrebbe risultare sterile.
Siamo all’inizio di un’era che rivoluzionerà da una parte i tradizionali sistemi di ripresa fotografica e dall’altra evolverà il nostro modo di percepire un’immagine istantanea vista da altri punti focali. Entriamo in un altro campo molto sofisticato cioè delle “neuroscienze” che hanno ribaltato l’equazione  “orecchie=percezione del cervello” in “occhio=percezione del cervello”, (…) “il cervello si fida maggiormente di quello che vediamo – posta Elisabetta Intini in Focus.it del 4/09/2013 – , questo fenomeno, conosciuto come effetto McGurk (dal nome del suo scopritore) è noto da tempo. Ma ora è stato osservato per la prima volta come i segnali visivi influenzano la regione auditiva del cervello, cambiando la nostra percezione della realtà.”

_11M0209xLa tecnologia rivoluziona l’arte.
Immaginiamoci a metà dell’800 quando alcuni privilegiatissimi artisti poterono salire con dei palloni aerostatici, quali sensazioni avranno avuto?
“Le prime salite sul cielo di Roma e l’Agro pontino con un pallone aerostatico di fabbricazione francese avvennero attorno al 1850. Si usò una tombola per beneficienza, organizzata il 5 aprile del 1847 a piazza di Siena a villa Borghese in cui fu prevista l’ascensione di un pallone aerostatico effettuata dal famoso pilota lionese François Arban, alla quale dovevano partecipare, mostrando una non comune audacia, sia Ippolito Caffi (Belluno 1809) che Giacomo Caneva (Padova 1813), come fu pubblicizzato dai giganteschi cartelloni che tappezzavano le cantonate della città”. Due artisti veneti con formazione accademica e specialisti nel disegno prospettico. Le loro impressioni sono così descritte nei taccuini:”le inimmaginabili prospettive aeree, insoliti effetti di luci e di vivere l’eccezionale e mitica esperienza del volo”, in breve “sensazioni di estasi artistica sempre nuova!” (Caffi). “Siamo agli inizi della filosofia del sublime come sentimento suscitato dalla visione degli spazi infiniti…- spiega Federica Pirani – il concetto di orizzonte cambiava; non più linea ideale in cui convergono le semirette della piramide visiva della prospettiva euclidea, ma concetto astratto che evoca le infinite vastità del pensiero, confine con l’ignoto ma anche stimolo per l’immaginazione e metafora per nuove esplorazioni e sorprendenti visioni” (Caffi. Luci del Mediterraneo, 2005, pp.73 ss.)

Le nuove applicazioni digitali stanno trasformando la Settima Arte con ripercussioni che modificheranno la nostra percezione visiva e intellettuale. Lo confermano gli scienziati. D’altronde l’industria dell’advertising non bada a spese per sfruttare il massimo della percezione umana. Lo si vede nei recenti spot televisivi di 15/30 secondi che interrompono uno show forse noioso o avvincente o persino in una sequenza fotografica meno di un secondo in cui viene focalizzato l’occhio della donna che guarda il muso di un’auto che sfreccia.
L’arte dell’audiovisivo può farne uso? Certamente sì perché la tecnologia non ha frontiere, o almeno, così si crede. La creatività va oltre.

https://www.youtube.com/watch?v=hJXnU1Ur2vM
Pubblicato il 02 mag 2015
KATSU Drone Drawing 2015 on Kendall Jenner, Kim Kardashian sister.
Kendall Jenner is the latest victim of new technology this week after a New York graffiti artist used a drone to draw all over her Calvin Klein billboard in Manhattan

dronetag1-702x336Il contagio del drone nelle arti ormai è già iniziato e si propagherà come gli smartphone. Non sono dei maghi quelli che lo dicono. Miniaturizzazione, semplificazione, abbattimento dei costi per la “tiratura” (vedi industria cinese), sono i fattori che incidono in questo processo evolutivo del Terzo Millennio.
Discuterne e mostrarlo sono già dei passi in avanti. Ed è quello che abbiamo tentato di fare nel nostro “Giornalismo tascabile”, con veloci interviste e servizi a curatori, politici e artisti, incuriosendoli e provocandoli. Gli esempi si moltiplicano, passando inevitabilmente le frontiere politiche grazie alla comunicazione globale: il caso della sfilata di moda Fendi di Milano, quello dell’artista vandalo Katsu a Brooklyn o il minuzioso lavoro della coppia di artisti Ella a & Pitr a Saint-Etienne, ripreso dai droni, confermano la nascita di un nuovo racconto. Piaccia o non piaccia sarà la storia che ne decreterà un ruolo fecondo.
Per ultimo va però chiarito che una “deregulation” del loro uso dentro o fuori ambienti circoscritti si accompagnerà ad una sempre più versatilità e garanzia che non procuri danni alle persone e cose. È pur sempre un oggetto volante che, come tutti i robot, non sostituisce l’uomo ma lo asseconda per precise e puntuali realizzazioni.

Droni by Art 2015: Angelo Miatello (Giornalista FPA2000 – Droni by Art);
Daniele Pauletto (Videomaker – Giornalista); Claudio Malvestio (Designer – Reporter); Rosanna Bortolon (Coordinatrice Droni by Art)

Copia di porte aperte al cinema per stampa.jpgRingraziamenti a: Stefano Costa, Paul Zilio e agli amici di Porte Aperte
“Dentro il Film-Tecnologia e Cinema”: mercoledì 17 febbraio ore 20,30, Auditorium G. Graziotto di Salvatronda – Castelfranco Veneto
Organizzazione: Associazione culturale Porte Aperte [Paul, Stefano, Rosanna, Laura, Andrea, Matteo, Mariagrazia, Valeria … e tanti altri che si uniscono di volta in volta oppure decidono di contribuire stabilmente]
Sostenitori: Ubick, ISISS Carlo Rosselli, Comitato Frazionale Salvatronda, Arsenale Roseblu
Parocinio: Comune di Castelfranco Veneto

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https://www.youtube.com/watch?v=yP8X2BSGAv4

Pubblicato il 05 nov 2014
AWESOME Drone skyview!! DjerbaHood
Unique sky views of the lanes invaded by street-artists of the Djerbahood project.
Visit the village of Erriadh and discover for yourself the graffiti through our virtual tour of the village : http://youtu.be/xRqOiwdYwzw
Djerbahood is the open-air museum in the village of Erriadh Djerba (Tunisia) invaded by hundreds of street artists from around the world!
Djerbahood a draft Itinerrance Gallery: http://www.djerbahood.com/

links:

Site officiel


http://itinerrance.fr/hors-les-murs/d…
http://facebook.com/djerbahood
http://instagram.com/djerbahood

Music: Birdy Nam Nam – “Red Dawn Rising”
Directed by: Milan Poyet

Castelfranco Veneto: Droni by Art in conferenza stampa al Bar Borsa

Pubblicato il 29 ago 2015
Conferenza stampa Drony by Art
Bar Borsa Castelfranco Veneto
con regista Zaccaria, il vicepreside Bolzon, i politici Lizza, Galante e Azzolini, il prof Ramazzina e Giovannino l’attore

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Venezia: I droni by Art alla 72.Mostra internazionale d’arte cinematografica


Pubblicato il 28 ago 2015

CASTELFRANCO VENETO – I droni traghettatori di cultura grazie ad un video girato nei musei del nostro territorio attraverso questi piccoli strumenti assemblati e pilotati dai ragazzi dell’Ipsia Galilei di Castelfranco e rivolto agli studenti degli istituti superiori della castellana. E adesso il cortometraggio sarà proiettato alla mostra del cinema di Venezia nello spazio della regione veneto. VEdiamo – Intervistati: DANIELE PAULETTO (Docente Ipsia Galilei di Castelfranco), ROSANNA BORTOLON (Presidente Consiglio d’Istituto Liceo Ginnasio Giorgione), ANGELO MIATELLO (Giornalista), NAZZARENO BOLZON (Vice Preside Ipsia Galilei di Castelfranco) –

Servizio di Francesca Bozza, immagini Mirco Longhi, montaggio Andrea Benetti – Segui Antennatre anche sul digitale terrestre! Visita il sito http://www.antennatre.it per ulteriori informazioni.

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Notizie e politica
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“Droni by Art” e “Johnny Depp” i due argomenti del servizio Rai3 di venerdì

CIMG0048Il servizio curato dal giornalista Curzio Pettenò di Rai-3 che dà le notizie salienti della giornata (uno o due film e qualche flash) fa capire che c’è la star Johnny Depp come apertura e un altro momento “speciale” che si è svolto nella mattinata del giorno prima. E’ tutto dalla voce di Pettenò. Seguono le solite tappe: foto autografo con il pubblico giovanile stipato alle transenne (“venti minuti di autografi, le ragazze in delirio per Depp” – annota Pettenò. “L’attesa è spasmodica. In almeno quattro punti diversi del Lido si ritrovano gruppi di almeno duecento adolescenti con smartphone in una mano e Angelo e Luciano_jpgblock notes lillipuziano nell’altra” – scrive Davide Turrini de il Fatto Quotidiano), una o due piroette per la calca di fotografi e un altro mezzo minuto in conferenza stampa con una bottiglietta di birra (con etichetta verde come la sua giacca!), e subito dopo il servizio di Ivana Godnik sui Droni by Art allo Spazio della Regione del Veneto dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia.
Il vip del momento era Giovanni o Giò come a casa e in classe lo chiamano, dimostrandolo molto attento nella lettura del suo Dinosauri’s book, un po’ ansioso di poter rivedere il fratello che non arrivava mai…da Londra dove andò per imparare l’inglese.
Con Giacomo ha condiviso “La semplice intervista“, un video virale di 5,32 minuti, che nel giro di pochi mesi ha raggiunto 128mila/176mil follower (a seconda delle fonti). Giacomo l’aveva fatto “per i familiari e qualche amico”, invece ha preso la piega della notorietà estrema, quasi da chiedersi come mai alla gente piace tanto. La scena però che avrà convinto la regia della Rai di Palazzo Labia a mandare in onda il pezzo al TG delle 19,30 e mezzanotte è indubbiamente la corsa di Giovanni come un razzo volante che è saltato sulle braccia di Giacomo. Un’istantanea che rimarrà nella Federico con studentesse del liceo il vicesindaco Giovine e Daniele Pauletto.jpgstoria del cinema di Venezia, il primo attore con sindrome trisomia 21 che interpreta da solo un argomento tanto attuale – “alla ricerca di un posto di lavoro” (il tema è azzeccato!). La storia, nonostante l’innata dote artistica del piccolo e l’estrosità di Giacomo, condensa un po’ tutti i filoni: il sociale, il politico-giuridico (anche di diritto internazionale)e naturalmente l’ironico.
Droni by Art ha raccolto in un dvd, sotto forma di Journalisme de poche/Giornalismo tascabile “La semplice intervista” di Giacomo Mazzariol, il docu-film “Dove comincia il giorno” di Luciano Zaccaria con 42 convittori dell’Alberghiero Maffioli e una selezione di 52 interviste effettuate alla Biennale Arte e in altre occasioni da Daniele Pauletto e Angelo Miatello con la collaborazione di Rosanna Bortolon, Claudio Malvestio, Nazzareno Bolzon, Gianantonio Schiaffino e alcuni “selezionatissimi” studenti dell’IPSIA, come il bravissimo pilota-timoniere Federico Calzavara.
johnny-depp-venezia2015-1030x615Il primato di aver portato i droni dentro i musei è solo di questo team castellano, sebbene oggi si possano trovare su Youtube altrettanti video, solo come registrazione non come cronaca. Secondo aspetto: il progetto Droni by Art si articola in vari momenti dentro e fuori la Scuola. Quelli che si vedono in giro sono “azioni private” o “militari, di ricognizione”.
L’evento Droni by Art è stato diffuso dai canali interni alla 72.Mostra del Cinema (casellario elettronico, registrazioni videocam), da stampa on line (Schiaffino) e quella cartacea (Bellinelli, Nordio, Maragrazia Pellizzari). In precedenza un altro servizio era stato messo in onda da AntennaTre.
Una ciliegina sulla torta era prevista: la consegna di un attestato di merito alla Regione del Veneto “per aver prestato il 16 febbraio l’opera Minerva tra Geometria e Aritmetica di Paolo Caliari detto il Veronese, Giambattista Zelotti e Anselmo Canera, al Liceo Statale Giorgione, nell’ambito L’opera in classe”. Il Liceo Giorgione è la prima scuola d’Italia che abbia attuato il progetto del Ministro Abbraccio storicoFranceschini lanciato nel maggio 2014, senza però far ricadere oneri allo Stato!
La registrazione dello storico evento culturale del 16 febbraio – trasloco e lezioni in cattedra – con i droni pilotati dagli studenti dell’IPSIA Galilei è nel Dvd. Una pietra miliare.
Concludendo, i veri protagonisti sono stati i ragazzi (Maffioli, Giorgione, Ipsia), compreso Giovanni, che hanno rubato la scena virtuale a Johnny Depp.
Come nel 1932, quando nacque all’Hotel Excelsior la Prima Esposizione internazionale d’arte cinematografica con tanti giovani, anche oggi c’è stata una première con dei formidabili attori e registi per una volta. Qualcosa comunque è cambiato, se il digitale ha rotto gli schemi.

Drone by art al Padiglione Venezia per un’intervista al curatore Cibic

_11M0184Articolo cartaceo Pdf:
FPA_Cibic

Aldo Cibic racconta l’evoluzione dell’arte del fare. Il drone by art atterra sulle sue mani

Dalle parole ai fatti, conto alla rovescia di un’informazione confezionata su misura. Il sogno di creare notizie con poco, usando piccoli e grandi strumenti di comunicazione. Quando per grandi sono la rete, i new social media, e per piccoli s’intendono gli oggetti digitali, ormai alla portata di tutti. Non più come centocinquant’anni fa in cui il fotografo deteneva il know how dell’apparecchio e delle materie prime, procurandosele a Parigi (il caso di Carlo Ponti, o degli stéréo block-notes di L. Gaumont, in Collection M.+M. Aurer, Histoire de la photographie), trasportandoli in casse ingombranti, ma il saper lavorare in gruppo, con l’istantaneità del cronista e strumenti “de poche” (tascabili).
Non ci sono paragoni: FPA2000 è un collettivo iniziato con le riprese del trasloco della Bellona-Minerva di Paolo Caliari detto il Veronese e di Zelotti nella palestra del Liceo Statale Giorgione all’atterraggio morbido sulle mani dell’architetto Aldo Cibic, pilotato dal giovane Federico C. con i due pollici sul suo i-phone. Poi, ciascuno con un proprio ruolo ha contribuito al confezionamento sartoriale della news: virtuale, cartacea. Diventa virale nel momento in cui stuzzica la curiosità dell’oggetto giocattolo che vola e fotografa “il drone”. Un passaparola pacifico e beato, quasi a contraddire gli ingenti capitali che le superpotenze spendono per scopi militari. In Sicilia abbiamo il più grande aeroporto di droni del Mediterraneo, eppure i barconi giungono lo stesso ed i partiti litigano.
Il drone by art ha ancora molto da raccontare, come del resto il viaggio iniziato dall’arch. Aldo Cibic attorno ad un Veneto non sempre conoscuto.