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“La gioventù del fare”: il sapore dei mestieri e del lavoro. Filiere estive per giovani intraprendenti

GioventuCon il progetto “La gioventù del fare: il sapore dei mestieri e del lavoro”, finanziato dalla Regione del Veneto, la cooperativa sociale “Castelmonte” offre agli studenti delle superiori dei laboratori estivi in cui s’impara l’arte di alcuni mestieri. Sono stati chiamati “filiere” perchè sono inseriti in in circuiti per precisi dove il giovane assimilerà teoria alla pratica, cioè quel savoir faire che tanto si parla del Made in Italy. Mesteri dunque che comportano prima di tutto una passione di imparre e di cimentarsi per poi, se necessario, approfondire in ulteriori passaggi. L’iniziativa ha il sostegno della Regione Veneto, attraverso l’ULSS 8 che ha “condiviso” i piani di lavoro. “L’Impresa Sociale Castelmonte Onlus si impegna da anni a favore dei giovani adolescenti allo scopo di proporre degli stimoli mirati e positivi alla loro crescita” – ci spiega la direttrice dott.ssa Simioni.
Uno dei tanti programmi che vengono lanciati nella provincia di Treviso ma che da anni non c’è una modalità di comunicazione che sia sfruttata da tutti in tempo debito per programmarsi e non rimanere “esclusi”.
“Il problema – ci riferisce un dirigente regionale – è di tutto il Veneto che non sa fare sistema, essendo una Regione che ha troppe capitali d’arte, in cui ognuna fa quello che le pare e piace. Come per la scuola, dovrebbe essere il MIUR veneto ad offrire al pianeta Scuola tutte le iniziative di carattere culturale, sociale e sportivo cosicché tutti possano sapere che cosa come e dove”. I campi estivi, i laboratori estivi, le filiere estive, a volte anche inseriti in festival come “College” (Vedi Mostra del Cinema, Biennale Venezia Danza) sono molto importanti per l’aggregazione e per lo svago.
Ebbene anche il progetto della Onlus Castelmonte di Castelfranco dà l’opportunità ai giovani, dai 14 ai 18 anni, ancora in fase scolastica, di apprendere il significato della cultura al lavoro e dei mestieri. “Infatti, aggiunge la dott.ssa Simioni – mediante un percorso interpretativo delle loro predisposizioni, inclusivo e socializzante in un momento della vita in cui si studia, ma nello stesso tempo in un momento dove c’è sempre di più la necessità di conoscere quale sarà la propria predisposizione professionale e assaporarla con esperienze ed azioni significative”.
Tecnico, fisico e accademico sono le tre aree in cui ci si cimenterà con impegno “della faticosa gratificazione che fa parte del lavoro, 40 ore di attività pratiche ed esperienze dirette sul territorio, tra il mese di giugno e luglio 2015“.
Un programma che vede vecchi e nuovi mestieri dal mondo digitale a quello delle piccole imprese artigianali del nostro territorio. Ma per avvicinarvi concretamente alla cultura del lavoro e sollecitare un’imprenditorialità individuale, successivamente i più attivi e capaci tra, avranno la possibilità di sviluppare le proprie idee imprenditoriali poiché queste verranno selezionate e finanziate.
Le filiere sono rivolte a quanti desiderano esplorare le proprie capacità creative, la propria inventiva ed il proprio pensiero innovativo. Tutti sono ammessi in qualunque filiera poiché non vengono richiesti prerequisiti, ma solo voglia di fare. Chi invece avesse già qualche esperienza potrà approfondire o sviluppare progetti più personali, complessi o innovativi…
Sono stati contattati gli 16 istituti scolastici facenti parte del territorio dell’Azienda Ulss 8 zona Castelfranco Veneto, Montebelluna e zona della Pedemontana e il Liceo artistico di Treviso.

FILIERA DELLA STAMPA D’ARTE
La proposta si rivolge ai giovani che desiderano sviluppare la loro ricerca nell’ambito della grafica d’arte, comprendendone il significato anche dal punto di vista culturale e sociale, nonché sul piano commerciale, nel panorama più generale dell’arte, e scoprendone anche la valenza in termini di linguaggio espressivo, capace di comunicare contenuti e valori. Un percorso che esplora le tecniche più antiche, dalla tradizione alla sperimentazione e fra l’arte e l’artigianato. Sono previste uscite presso botteghe artigianali ed atelier della città di Venezia. Si parlerà anche di promozione culturale e commerciale, mostre e manifestazioni.
FILIERA DELLA SCRITTURA E DELL’EDITORIA
Scrivere per sé, scrivere per educare, scrivere per il lavoro, scrivere su commissione. Produrre un libro, pubblicare ed infine costruire un libro. La filiera propone un viaggio dall’ideazione del libro alla sua realizzazione, compresa la legatoria artigianale. E’ pensata per i ragazzi e le ragazze che desiderano conoscere il magnifico e ampio mondo del libro. Ogni partecipante avrà modo di imparare tecniche e conoscere potenziali mezzi necessari alla costruzione di un libro. Sarà accennata la tecnica tipografica come mezzo antico per la composizione di testi brevi o titoli. Sono previste uscite presso una tipografia per conoscere i sistemi di ieri e di oggi; incontreremo l’Autore.
FILIERA DEL FARE
Il mondo del lavoro nel sociale – stimolo all’appartenenza e alla cittadinanza attiva. Cosa significa progettare e realizzare un progetto con finalità sociali. Ragazzi e ragazze dotati di creatività e voglia di fare potranno fare esperienza nella trasformazione di un’area agricola in centro aggregativo che potrà, in futuro, essere sfruttato dagli stessi protagonisti dell’esperienza e/o dalle realtà territoriali e associative del territorio. Il gruppo si cimenterà in attività artigianali e pittoriche. Insieme “per fare” qualcosa a servizio della nostra comunità.
LA FILIERA AGROALIMENTARE
Viaggio tra le aziende agricole, le malghe e i caseifici della zona Pedemontana, per assistere e collaborare alla trasformazione del latte in formaggio. Per conoscere, studiare, preparare e degustare piatti tipici, seguendo la sapiente esperienza di un’Accademia Internazionale presente nel nostro territorio.
LA FILIERA DEL TURISMO, AMBIENTE E CULTURA
L’offerta è proposta a tutti i ragazzi e le ragazze che amano o vorrebbero conoscere il ciclo-turismo. Infatti faremo un viaggio tra storia, arte e creatività della bicicletta, anche attraverso laboratori ed attività pratiche. maestri di bottega e guide del turismo tratteranno il tema turismo, maggior ricchezza del nostro paese. Il turismo sostenibile (in bicicletta) sarà una importante opportunità di lavoro nella nostra regione. Studio e progettazione itinerari turistici ed escursioni. Creazione di una bici. Ascolteremo maestri di mestiere esperti del settore e responsabili di aziende della filiera turistica per comprendere quali potrebbero essere le opportunità di lavoro nel territorio.
LA FILIERA DELL’ARTE IN SCENA
Il corso si realizza in una serie di incontri durante i quali ci sono momenti didattici alternati al dia-logo e confronto con i partecipanti, poi momenti pratici di realizzazione. Lo scopo è quello di imparare a comunicare con immagini in movimento (film), conoscendo così il mestiere del filmaker (o realizzatore di video), passando da cenni della sua componente teorica ed artistica per arrivare alla pratica realizzazione di cortometraggi. Durante gli incontri si proiettano spezzoni di film su cui discutere, ad esemplificazione dei temi trattati. Il corso è aperto sia ai futuri realizzatori, che alle possibili figure di supporto, quali musicisti, operatori, attori, scrittori, produttori, supporter & C. In pratica il corso è per tutti, e tutti possono trovare una collocazione attiva nella produzione, senza limiti di età sesso od occupazione. L’iniziativa ha una valenza non solo creativa, ma anche di fermento culturale diretto ed indiretto. Come esercitazione pratica, durante il corso si realizzerà un filmato che racconti le filiere/esperienze del fare e che sarà poi presentato a fine luglio con la conclusione delle lezioni. Altre prove/filmati possono essere progettati durante il corso e realizzati autonomamente dai partecipanti a loro piacimento.
LA FILIERA DELLO SPETTACOLO
I ragazzi conosceranno cosa succede dietro le quinte di uno spettacolo. Affiancheranno tecnici di palcoscenico: macchinisti, attrezzisti, elettricisti e molti altri professionisti verso il successo finale. Impareranno a lavorare per un obiettivo e in squadra, vivendo importanti momenti di apprendimento in un ambiente completamente nuovo.

Info: Segreteria Progetto “La gioventù del fare: il sapore dei mestieri e del lavoro”
Mail:segreteria@lagioventudelfare.com
Tel. 335/5998979

3 Milioni a 24 progetti di riqualificazione di contesti locali

 

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Asolo (TV), veduta del Castello

Asolo (TV), veduta del Castello

Sono 24 gli interventi a cui la giunta regionale ha assegnato quasi tre milioni di euro per progetti di recupero e di riqualificazione di contesti locali (aree ed edifici) significativi sotto il profilo paesaggistico, legati agli usi tradizionali o a funzioni collettive, che per varie ragioni versano in condizioni di degrado e pertanto necessitano di essere recuperati e valorizzati. Lo stabilisce il provvedimento, adottato su proposta del vicepresidente e assessore al territorio Marino Zorzato, con il quale è stata approvata la graduatoria dei progetti che sono pervenuti in Regione dopo la pubblicazione di un avviso destinato ad enti pubblici, enti strumentali regionali, associazioni e fondazioni che operano per la tutela del paesaggio per presentare richiesta di contributo, accompagnata da una relazione con l’illustrazione degli interventi da realizzare.
“Il recupero e la riqualificazione dei paesaggi degradati – sottolinea Zorzato – possono rappresentare un elemento di benessere e di nuove opportunità, oltre che svolgere una funzione di volano del turismo culturale. Inoltre, questa tipologia d’azione risponde ai principi di uso consapevole del territorio, di salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche e di realizzazione di nuovi valori paesaggistici rispondenti a criteri di qualità e sostenibilità che la Regione sta perseguendo con le sue politiche”.
Zorzato ricorda in particolare che per il biennio 2012-2013 la giunta veneta ha approvato quattro progetti di riqualificazione e valorizzazione paesaggistica: Le Grandi Rogazioni dell’Altopiano di Asiago, La Via dei Papi, Il Cammino di Sant’Antonio, Itinerari della fede in Valpolicella. “Per il biennio 2014-2015 – aggiunge – abbiamo ritenuto di proseguire con il programma di valorizzazione e riqualificazione dei paesaggi del Veneto, dando l’opportunità al territorio di presentare altre proposte progettuali concrete per la riqualificazione, il risanamento e la valorizzazione di particolari realtà locali in condizioni di degrado paesaggistico”.
Le richieste pervenute sono state circa un settantina ordinate in una graduatoria in base al punteggio ottenuto al termine della valutazione tecnica. Il contributo erogabile per ogni intervento è di 10.000 euro per la progettazione e di 100.000 euro per la realizzazione delle opere. Se l’ente attuatore finanzia almeno il 20% del costo dell’intervento, il contributo regionale omnicomprensivo arriva all’importo massimo di 150.000 euro.

Un’opera d’arte in classe: il Liceo Giorgione si offre per primo. Appuntamento a lunedì 16 febbraio!

Abbaco in mano a Aritmetica
L’Abbaco, ovvero tavoletta per i calcoli aritmetici, particolare della Minerva tra Geometria e Aritmetica

Rosanna Bortolon, Tiziano Rizzi, Filippo Bellin e Angelo Miatello sono i promotori di questo progetto “Un’opera d’arte in classe”, prendendo spunto dall’appello lanciato alcuni mesi fa dal ministro Dario Franceschini.
Leggendo attentamente le formalità per avere il patrocinio ministeriale ci si è accorti che – ci spiega Miatello, uno dei promotori – i tempi e le modalità non lo avrebbero permesso, presentare la documentazione quattro mesi prima…, l’oggetto deve rivestire un’importanza nazionale, ed avere delle buone ragioni per un’iniziativa del genere…”.
Per scavalcare l’ostacolo si è pensato di inoltrare una richiesta scritta all’Assessorato alla cultura della Regione Veneto, ing. Marino Zorzato, affinché concedesse il patrocinio per un’analoga iniziativa al Liceo Giorgione, specificando che l’opera in questione ‘nacque’ a viila Soranza di Castelfranco nel 1550 ma emigrò nel 1826 a Londra, per poi riapparire sul mercato antiquariale nel 1980. Fu acquisita dalla Regione Veneto nel 2002, facendo valere il diritto di prelazione, da poco in vigore. Un’opera dal forte contenuto storico, culturale e antropologico, con chiare ripercussioni sul modo di comunicare. Infatti <il palazzo della Soranza>, <gli affreschi di Veronese>, <Castelfranco Veneto e Veronese> hanno raggiunto notorietà all’estro (“internazionalizzati”) grazie al contributo mediatico della stampa inglese tra il 1826 e il 1832, quando appunto sulle colonne del Literary Gazette and Journal of Belles Lettres of London, settimanale che si occupava di Scienze, Scoperte, Letteratura, Spettacoli, Arti, Musica con corrispondenti da tutte le ambasciate europee ed extra-europee,  si perorò l’acquisto di “importanti e straordinari affreschi di Veronese….mai posseduti prima, superiori ai Cartoni del Raffaello….” che avrebbero certamente migliorato l’insegnamento dell’Accademia e dei mestieri d’arte…. Il contributo di tanti, come quello particolare di Villaggio Globale, ha permesso la realizzazione del progetto: “lunedì 16 febbraio 2015 il Liceo sarà aperto per una giornata di “spettacolo e di studio attorno alla Bellona”.  

Ma la novità oggi che rivoluziona il modo di fare storia dell’arte o di fare giornalismo è esattamente quella di poter consultare intere biblioteche pubbliche o universitarie e scaricare libri, saggi, articoli, annate di giornali anche di duecento anni fa. Il Ministero dovrebbe investire un po’ di più su questo versante, cioè di trasformare la lettura universale o non solo per pochi che possono recarsi nelle grandi biblioteche…

Cosa significa “iniziativa che parte dal basso”?
L’iniziativa di Castelfranco Veneto, a differenza di Napoli, è originale ed unica.
Si legge in un dispaccio: “La scuola che ospiterà il capolavoro di uno dei massimi esponenti del barocco italiano sarà napoletana e scelta da una napoletana, Mirella Barracco, presidente della Fondazione Napoli Novantanove, da 30 anni impegnata per la valorizzazione dei beni culturali e da 20 anni negli istituti italiani ed europei con ”La scuola adotta un monumento”.
Nel caso del Liceo Statale Giorgione, l’iniziativa è partita da un gruppo di cittadini, di cui alcuni membri del CdI del Liceo, in accordo con il Dirigente Scolastico dr. Giuseppe Ceccon e il segretario dr. Francesco Verduci che hanno programmato l’evento eccezionale.

La Regione ha concesso il patrocinio?
Il patrocinio della Regione Veneto al Liceo Statale Giorgione.
Il primato di questo straordinario prestito sta appunto nell’aver accolto favorevolmente la richiesta di patrocinio al Liceo Giorgione, rilasciato dalla Regione Veneto per “la nobile iniziativa di cittadini e per il riverbero positivo che si avrà nell’ambito scolastico e urbano. Il Liceo come si sa è sparpagliato in cinque sedi diverse ed attende da anni una nuova struttura per colmare i disagi e le differenze tra le varie classi (spazi esigui, mancanza di auditorium per il musicale…). Portare “la Minerva del Balbi” al Liceo significa sensibilizzare l’opinione pubblica anche su questo fragile fronte.

Di chi è la Minerva della Soranza?
La Minerva appartiene al demanio regionale veneto ed è la prima ad essere stata acquisita nel 2002, facendo valere il “diritto di prelazione” da poco in vigore con il nuovo codice Urbani. Fu un primato su scala nazionale, dunque già simbolo di primati.
Il fatto che la Regione Veneto nella sua autorità conceda la temporanea esposizione per motivi didattici in un Liceo dovrebbe aprire una nuova stagione di politica culturale rivolto soprattutto al mondo scuola che a Castelfranco significa circa diecimila anime, in un indotto che supera la Castellana (Crocetta del Montello, Camposampiero, Mogliano, Cittadella…).

Gli affreschi della Soranza sono delle reliquie del passato? 
Il travagliato percorso di “Minerva della Soranza” viene per la prima volta reso pubblico con la mostra in Casa Giorgione che ha stimolato studiosi e giornalisti ad occuparsene. Minerva fa parte del ciclo di affreschi del Palazzo detto la Soranza di metà Cinquecento, raso a terra nel 1817 per volontà del proprietario erede Francesco Maria Barbaro. L’esecutore materiale è l’impresario Giovanni Ongarato, la tecnica suggerita è un know how di Filippo Balbi che strappa dai muri interni del palazzo più di centosessanta lacerti (162 circa), riportandoli su appositi telati e “restaurandoli” a Venezia.

Ci par di capire che il merito di aver internazionalizzato gli affreschi della Soranza  spetta indiscutibilmente a Giovanni Vendramini. Come ha fatto?
“Scienza ed Arti” (così fu intitolata per la prima volta in un elenco di 112 brani, pubblicato senza commenti, in una specie di rivista del Seminario di Padova nel 1818-19) passa di mano in mano, assieme ad altri sessanta lacerti che saranno venduti sul mercato di Londra nel 1826. Il merito va a Giovanni Vendramini nativo di Bassano del Grappa ma residente e sposato a Londra da parecchi anni. Sarà Vendramini, noto litografo e mercante, che promuoverà con l’aiuto della stampa londinese “la straordinaria e unica al mondo opportunità di acquistare uno dei tanti lacerti della Soranza”.
Il lacerto viene esposto per la prima volta dalla Galleria Maddox che nel catalogo del 1926 (consultabile in Internet!) con questo titolo: “Minerva between Mensuration adn Calculation”. Contemporaneamente la stampa mette in risalto “l’audacia e la straordinaria opportunità che Mister Vendramini offre agli Amateurs e collezionisti inglesi”, anzi invocando l’intervento da parte del mnistero del Tesoro per un’acquisizione pubblica per gli studi accademici”. La novità di avere degli affreschi di Veronese è considerata strabiliante.
Sarà ancora Vendramini che darà un titolo più internazionale all’opera: “The Bellona between Mensuration and Calculation; Fresco Painting by Paul Veronese”, riprodotta in una stampa del 1827 (una copia della stampa si trova al Museo di Bassano del Grappa).

La consultazione gratuita in Rete a che cosa è servita?
Incrociando fatti, racconti, date e personaggi, Miatello ha pubblicato di recente un libro su questa straordinaria vicenda di storia dell’arte ma anche di ‘antropologia comunicativa’ (origini del giornalismo moderno) dal titolo “The Bellona. Minerva tra Geometria e Aritmetica”, riprendendo il titolo dato dal litografo Giovanni Vendramini che portò circa sessanta frammenti a Londra nel 1825-26. L’A. espone per la prima volta la storia rocambolesca di un frammento della Soranza che ritorna dopo due secoli nel Veneto per una serie di eventi fortuiti che possono essere valutati secondo le proprie convinzioni personali, reperendo con facilità giornali e pubblicazioni messi in rete da enti stranieri. “La Bellona” nel 2002 è stata acquisita in un’asta pubblica Christie’s (o da un gallerista veronese?) per 420milioni di vecchie lire dalla Regione Veneto, facendo valere per la prima volta in Italia il diritto di prelazione. Primato.

Regione Veneto, "Minerva tra la Geometria e l'Aritmetica", attrib di Paolo spezapreda, Giambattist Zelotti e Anselmo Canera Villa la Soranza demolita. Regione Veneto
Regione Veneto, “Minerva tra la Geometria e l’Aritmetica”, affresco strappato, attribuito a: Paolo spezapreda, Giambattista Zelotti e Anselmo Canera. (Ex affreschi palazzo della Soranza 1550)

Storia: Il brano “Minerva” è uscito dal Veneto asburgico nel 1825-26, assieme ad altri brani (<20+46>), quasi nove anni dopo lo strappo del 1817. Destinazione: Londra. Autore dell’export: Giovanni Vendramini, litografo e mercante con passaporto inglese. Il palazzo La Soranza fu del conte Francesco Maria Barbaro che lo ereditò dai nobili Morosini. La tecnica dello strappo fu attuata dal conte Filippo Balbi nel 1817 (vedi testimonianza del frate Barbisan).
La Sacrestia del Duomo conserva ben otto lacerti della Soranza donati dal Barbaro.
Info: “The Bellona. Minerva tra Geometria e Aritmetica”, ed. B+M e Aida, 2014, pp. 168 (nelle librerie: Ubick e Massaro, e biblioteca di Castelfranco)

‘procul, o procul este, profani

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Sala dei Baccanali, Villa Contarini di Piazzola sul Brenta (Pd)

Libro 6, vv. 236-263
Traduzione della Versione “Libro 6, vv. 236-263” di Virgilio

Testo Originale Latino

His actis propere exsequitur praecepta Sibyllae. spelunca alta fuit vastoque immanis hiatu, scrupea, tuta lacu nigro nemorumque tenebris, quam super haud ullae poterant impune volantes tendere iter pennis: talis sese halitus atris faucibus effundens supera ad convexa ferebat. [unde locum Grai dixerunt nomine Aornum.] quattuor hic primum nigrantis terga iuvencos constituit frontique invergit vina sacerdos, et summas carpens media inter cornua saetas ignibus imponit sacris, libamina prima, voce vocans Hecaten caeloque Ereboque potentem. supponunt alii cultros tepidumque cruorem succipiunt pateris. ipse atri velleris agnam Aeneas matri Eumenidum magnaeque sorori ense ferit, sterilemque tibi, Proserpina, vaccam; tum Stygio regi nocturnas incohat aras et solida imponit taurorum viscera flammis, pingue super oleum fundens ardentibus extis. ecce autem primi sub limina solis et ortus sub pedibus mugire solum et iuga coepta moveri silvarum, visaeque canes ululare per umbram adventante dea. ‘procul, o procul este, profani,’ conclamat vates, ‘totoque absistite luco; tuque invade viam vaginaque eripe ferrum: nunc animis opus, Aenea, nunc pectore firmo.’ tantum effata furens antro se immisit aperto; ille ducem haud timidis vadentem passibus aequat.

Traduzione Italiana

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La sala dei Baccanali in villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Pd)

Compiuti questi riti, presto esegue comandi della Sibilla. Vi fu una profonda spelonca ed enorme per il vasto abisso, rocciosa, protetta da una nera palude e da ombre di boschi, sopra la quale nessun volatile poteva impunemente volgere il volo con l’ali: tale alito, esalando da nere bocche, si portava alla volta celeste. (Da ciò i Greci chiamarono il luogo col nome di A(v)orno!) Qui la sacerdotessa anzitutto pose quattro giovenchi, neri sul dorso, e versò vini sulla fronte e prendendo, in mezzo alle corna, un ciuffo di peli li pone sui sacri fuochi, come prime offerte, chiamando a voce Ecate potente nel cielo e nell’Erebo. Altri affondano i coltelli e raccolgono con tazze il tiepido sangue: Lo stesso Enea sgozza con la spada un agnello di nero mantello, per la madre delle Eumenidi, alla grande sorella e per te, Proserpina, una vacca sterile. Poi abbozza per il re Stigio altari notturni e pone sulle fiamme intere viscere di tori versando olio grasso, mentre le offerte ardono. Ecco dunque, alla soglia del primo sole e sul sorgere, il suolo muggire sotto i pedi, i gioghi delle selve cominciarono a muoversi e sembrò che cagne ululassero nell’ombra, all’arrivo della dea. “Lontano, oh, lontano state, profani, grida la profetessa, allontanatevi da tutto il bosco: tu affronta la via e dal fodero sguaina la spada: adesso è necessario il coraggio, Enea, un cuore saldo, adesso”. Detto solo questo, furente si gettò nell’aperta spelonca. Egli con passi non timidi eguaglia la guida che avanza.

Gli affreschi della Soranza sono di Veronese? Tutto quello che non si sapeva attorno alla Bellona

Cover libroAngelo Miatello, Minerva tra la Geometria e l’Aritmetica – La Bellona. Fresco Painting by P. Veronese, B+M Edition, 2014, p. 186, €10,00, ISBN 978-88-88356-51-8
[cover by Claudio Malvestio]

Per ricevere informazioni sull’acquisto del volume scrivere a:
Edizioni Aida – Castelfranco Veneto
E-mail: edizioniaida@gmail.com

Dopo vari passaggi ereditari alternati ad abbandoni, il palazzo de’ Soranzi fu atterrato tra maggio e luglio del 1817. Il ventunenne Giuseppe Maria Barbaro vendette la demolizione dell’immobile all’impresario Ongarato, mentre una gran parte degli affreschi “strappati dalle muraglie” fu spedita a Londra.