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Israele-Italia: Due popoli uniti sotto l’egida della portaerei americana?

(di A. Miatello, 05/05/2017)
Dopo il primo incontro sulla storia  dell’Ebraismo e sulla nascita dello Stato di Israele svoltosi a Riese Pio X in villa Eger il 2 maggio scorso, il dr. Ilan Brauner, presidente dell’Associazione Italia-Israele (Treviso), terrà giovedì 18 maggio una seconda conferenza presso la Biblioteca Villa Priuli di Godego dal titolo “Israele – una nazione che accoglie tutti i suoi figli. L’espansionismo e i rapporti con il vicinato e le potenze mondiali”.

Questi due appuntamenti sono organizzati dall’Università Popolare dei Comuni dell’Alta Castellana in collaborazione con le rispettive istituzioni locali.
Il dr. Brauner, che si guadagna la vita con la professione di medico legale, è molto noto anche per il suo impegno nella promozione culturale italo-israeliana nella Marca Trevigiana.

Una voce fuori dal coro che gli permette di essere, per sua indole e conoscenza, un osservatore “laico” che sa mettersi in gioco come pochi se ne vedono in giro. Fuori dagli schemi, forse radicale di destra liberale, ma con un senso dell’umorismo , autoironia, distacco, cinismo (fase suprema dell’onestà intellettuale) sono il vestito elegante della sua passione politica e professionale. Quasi ne goda poter risolvere problemi ingarbugliati che altri non vogliono affrontare nel campo strettamente professionale. Più volte il suo nome sale alla ribalta stuzzicando l’opinione pubblica nel ripensare “scelte scontate”.
Viaggiatore instancabile e “guida” sicura per gli amici, vive tra due realtà quasi all’opposto, quella veneta tranquilla, adottiva per scelta e quella palestinese ribollente, sua terra d’origine. Un continuo via vai tra Venezia e Haifa, tra il Nordest e il Medio Oriente, una rotta marittima che ha visto nei secoli migliaia di fedeli e soldati arruolati che stazionavano al Lido per imbarcarsi con le galee verso la Terra Santa e difendere Gerusalemme dall’infedele. Troppo importante per controllare i traffici con il Medio Oriente, al di là dell’autonomia religiosa che potrebbe essere spiegata come una fede che giustificava le guerre sante, le “guerre giuste”.
La prima serata, svoltasi a Riese, città natale di Giuseppe Sarto, Papa Pio X, l’esimio relatore ha riportato fatti di storia millenaria e contemporanea, incrociando “credenze” più o meno popolari, confuse da interpretazioni blande e luoghi comuni stereotipati (“il popolo eletto”). È un paese “strano” dove c’è di tutto e la convivenza di intere comunità che provengono da varie parti del mondo viene messa al centro. Nelle zone rurali è meno sentito il quotidiano perenne stato di guerra delle aree a rischio, dentro le città o negli aeroporti o ai confini. Nonostante ciò gli Israeliani sono un popolo sorridente, generoso ed accogliente che non perde la speranza nella pace e ama vivere la vita. Palestinesi ebrei, ebrei occidentali, ebrei africani, ebrei del Medio Oriente, figli di deportati, una società ibrida unica al mondo per storia e testimonianze.
Un cenno alla strana politica del governo italiano ondivago (rischio di attentati a San Pietro?) che non ha saputo o voluto difendere la posizione estrema dell’Unesco che vorrebbe separare Gerusalemme da Israele ed ebrei, astenendosi. Posizione però modificata di recente con il voto contrario. Il popolo ebraico è nato nella Terra d’Israele, che è la sua legittima patria, e tutti gli argomenti storici, giuridici e di sicurezza non fanno che confermare e rafforzare questo legame. Quanto prima i paesi della regione accetteranno questa realtà incontestabile, tanto meglio sarà per tutti.

Per inciso riportiamo questa nota (Israele.net): Commentando l’incontro fra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto giovedì di sperare che l’incontro dia adito a “un cambiamento che permetta a israeliani e palestinesi di perseguire una vera pace, un obiettivo per cui Israele è sempre pronto”. Netanyahu ha tuttavia criticato ancora una volta il presidente palestinese, dicendo: “Ho sentito che il presidente Abu Mazen ha detto che i palestinesi insegnano ai loro figli la pace. Purtroppo non è vero: intitolano le loro scuole in onore di stragisti e pagano stipendi ai terroristi”.
Sullo Stato di Israele poco si sa della sua “normale vita quotidiana” ma dei numerosi conflitti e delle incessanti crisi medio-orientali che lo vedono in prima linea, la cronaca ci riempie di fatti che sono raccontati, a seconda del proprio credo politico e della testata giornalistica, “di destra o di sinistra”.
Da quando si è costituito lo Stato di Israele, cioè dalla proclamazione di David Ben Gurion del 14 maggio 1948 che reiterava la risoluzione n. 181 delle Nazioni Unite del novembre 1947 che prevedeva due stati indipendenti in Palestina, uno stato arabo e uno ebraico, il popolo di Israele si è talmente “emancipato” e “coeso” che non sono pochi gli Stati confinanti e lontani che lo temono o lo invidiano. Un Eldorado, se si guardano i videoclip propagandistici del ministero del turismo, un paradiso terrestre come la Bibbia l’ha immaginato, in cui ricerca e tecnologia sono all’avanguardia nell’ambito agro-alimentare e non solo. Un esempio vicino a casa nostra.
Degno di grande interesse si è dimostrato il padiglione Israele alla 15.Biennale di Architettura con LifeObject, in cui architetti, ingenieri e scienziati hanno unito le loro forze su “biologia e architettura”, sulla “capacità di recupero”, cioè quell’elemento essenziale dei sistemi biologici che fa riferimento alla loro capacità di affrontare uno shock o un trauma. Un concetto, come ci spiegava l’arch. Bnaya Bauer, uno dei cinque curatori, che comporta un valore tanto maggiore per Israele e il suo contesto geo-politico, in quanto qui si verificano di continuo stati di crisi, influenzando grandemente la qualità della vita e del disegno spaziale”. E’ un approccio alla materia di ricerca sperimentale, che unisce materiali  composti, smart e biologici a formare una “struttura vivente” che risponda al suo ambiente. Una vera sfida che ribalta la distinzione binaria fra natura e cultura, collocando la costruzione architettonica come parte di un ecosistema più vasto….dalla misura nano di cellule individuali fino a fenomeni ambientali globali più grandi, e da materiali fino alle strutture risultanti e agli spazi urbani che creano fra gli esseri umani e il loro ambiente.
https://fpa2000.wordpress.com/2016/06/02/padiglione-israele-alla-biennale-quando-larchitettura-prende-spunto-dalla-biologia/

Che abbiano “il pallino della matematica, dell’algoritmo, delle app e sono poliglotti”, è uno stereotipo assai diffuso, tuttavia il rovescio della medaglia fa apparire una società che vive con il terrore, con la paura perenne di essere attaccati, distrutti, disintegrati (da continue minacce non solo verbali da Teheran e altri). Ecco che, dopo la Svizzera, è il paese più armato al mondo, nuclearizzato, con una professionalità di intelligence e capacità di risposta militare da far spavento. Ma tutto questo costa e gli israeliani ne sono coscienti, hanno dalla loro parte “la storia” e “gli Stati Uniti d’America” (così come l’Italia). Uno Stato che si difende con le armi non semina pace perché alla base della sua difesa troppo spesso c’è strategia militare, costi quel che costi. E come paradosso anche “Israele corre sul filo del rasoio per la violazione dei diritti umani” – secondo gli analisti bipartisan. Un cono d’ombra rimane purtroppo il rispetto delle Convenzioni di Ginevra sul diritto umanitario (on. Eleonora Cimbro).
“Sullo sfondo restano i rapporti sempre difficili tra l’autorità palestinese e Hamas (che controlla Gaza), nonché le tensioni legate allo sciopero della fame (da metà aprile) di centinaia di prigionieri in Israele, sostenuti oggi da una imponente manifestazione di solidarietà palestinese. Ma Abu Mazen si è detto fiducioso anche sulla possibilità che le parti saranno in grado di risolvere il problema dei rifugiati e dei prigionieri. Secondo alcune fonti, Trump potrebbe ricambiare la visita di Netanyahu a Gerusalemme e forse anche quella di Abu Mazen nei Territori palestinesi, probabilmente il 22-23 maggio. Ma le autorità Usa e israeliane non hanno confermato”.
Resta il fatto però che primum vivere porta alla morte certa. La verità è che non si può vivere senza affrontare il rischio di morire.
Lo Stato con tutte le sue contraddizioni e problematiche si fonda su strutture istituzionali solide e democratiche che nessun altro paese limitrofo dimostra di possedere. E questa è la principale differenza. Merito della religione o della capacità di adattarsi a nuovi scenari e di conseguenza trarne profitto? Forse l’esempio di LifeObject ne dà una riposta plausibile.

Castelfranco Veneto: Lorenzo Capellini si svela ai liceali del Giorgione

copia-di-cappellini image3 africa capellini_liceo-giorgioneUna carrellata di duecento foto hanno accompagnato il racconto autobiografico di Lorenzo Capellini di fronte agli studenti del Liceo statale Giorgione, sabato 4 febbraio, educatamente seduti nella palestra interna, luogo ormai storico in cui si svolgono i più importanti appuntamenti letterari e culturali. Un’emozione unica di vedere il noto fotografo genovese che ha collezionato nel suo lungo percorso di vita una cinquantina di libri, centinaia di reportage e servizi giornalistici in giro per il mondo. Dall’Africa al Polo Nord, da cacciatore professionista ad “attivista” contro il massacro delle foche, dai Teatri alle Piazze, dalle Biennali agli studi di artisti famosi, dalle foto istantanee, irripetibili, uniche, ai dettagli che un corpo può diventare scultura vera, poesia, “immagine sacra”. Ma Lorenzo ha una propria verve, sa comunicare. E’ sincero con i ragazzi. Non fa drammi, anzi si svela e dimostra che la fotografia è la sua vita: altro non potevo fare….iniziai da adolescente quando fui costretto a stare a letto per una nefrite…mi prepararono un altarino sul mio letto sul quale appoggiavano tutti gli oggetti di valore che c’erano in casa. Eravamo pieni di soprammobili, quadri, sculture. Così iniziai. Poi dopo il liceo mio padre acconsentì che continuassi nella fotografia. Andai a Londra: era il 1958 e vi rimasi fino al 1964.
Lorenzo Capellini è anche questo: un uomo dall’apparenza bonaria, ricco di ricordi come fossero di ieri, con tante mogli o compagne, tantissimi amici, di cui Hemingway, Parise, Moravia, La Capria, Perrella, Girolamo Bruno Guerri, Dacia Maraini, Sandra Pivano, Vittorio Sgarbi, l’architetto Portoghesi, il poeta Ungaretti. L’incontro scivola via, qualche domanda pertinente, qualche curiosità alla quale risponde pacatamente, contento per la grande attenzione dei liceali che sono lì riuniti nell’ambito della “cogestione” (uno stacco del normale programma con attività parallele)* anzi lanciando una proposta allettante “ho un archivio di migliaia di foto da catalogare…forse mi potreste aiutare, chissà!”.
Lo storico incontro è stato promosso dalla Biblioteca del Liceo in collaborazione con l’Associazione degli studenti, patrocinato dalla Direzione. Il preside prof. Franco De Vincenzis, l’arch. Mariagrazia Lizza, assessore alla cultura del Comune di Castelfranco, la prof.ssa Emanuela Negro, responsabile della Biblioteca, Rosanna Bortolon, presidente del CdI e Angelo Miatello, vicepresidente hanno fatto gli onori di casa con brevi cenni introduttivi, assieme agli studenti Giovanni Vian e Lorenzo Fornaseri che hanno letto alcuni passaggi, tratti dal libro di Goffredo Parise: “Veneto Barbaro di Muschi e Nebbie”, con le foto di Lorenzo Capellini, attualmente in mostra in Casa Giorgione. Con la prassi solenne della dedica sul Black book della Biblioteca, il momento è stato “storicizzato” dallo scatto dello smartphone di Alessandro Tantille.

Le Colline del Prosecco patrimonio dell’Umanità

cimg0011Le Terre delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene (terra del Prosecco Superiore) stanno mettendo a punto la loro candidatura a Patrimonio Universale dell’Umanità, riconoscimento assegnato dall’UNESCO.
Esso vuole essere un riconoscimento solenne alla capacità dell’uomo di saper cogliere l’essenza di un territorio e alla caparbietà di aiutarlo ad esprimere prodotti di straordinaria eccellenza, agendo anche in situazioni estreme, all’apparenza impossibili, pur di liberare le potenzialità nascoste, e quindi inespresse, dei luoghi.
E’ un riconoscimento all’amore quotidiano per una terra e un ambiente unici per storia, tradizione e bellezza. Valori insiti in queste colline ma che l’intuizione ed il lavoro di generazioni di uomini hanno fatto emergere, svelandole.
Un luogo che ha dato il nome ad uno dei più popolari vini al mondo, il Prosecco, un bianco diffuso nei 5 continenti e esportato in oltre 80 Paesi.
ang-miatelloLa Regione del Veneto – e con essa le Amministrazioni Comunali dei 15 Comuni di territorio, la Provincia e la Camera di Commercio di Treviso, i produttori, oltre alle migliaia di residenti che hanno voluto sottoscrivere una petizione popolare – ha deciso di avviare le procedure per richiedere il riconoscimento UNESCO. Un team di esperti, presieduto dal prof. Pietro Laureano, è al lavoro per la compilazione del Dossier tecnico attraverso il quale la Candidatura sarà proposta innanzitutto al vaglio nazionale. A coordinare il Progetto Candidatura è Associazione temporanea di scopo “Colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità”, attraverso l’Ipa “Terre Alte della Marca Trevigiana”.
Saranno i Ministeri per i Beni Culturali e agli Affari Esteri ad ufficializzare all’UNESCO la proposta. A Parigi, sede dell’Organizzazione, la Candidatura delle Terre del Prosecco Superiore sarà sottoposta al vaglio tecnico. E’ tra l’altro, previsto un sopralluogo di una equipe di esperti che giudicheranno la congruità della richiesta. La conclusione dell’iter, nel migliore dei casi, richiederà almeno tre anni, un tempo indubbiamente notevole ma necessario per giungere alla valutazione richiesta dall’importante provvedimento.
am-cincin-prosecco-unesco“Questo non vuole e non può essere un riconoscimento al Prosecco”, chiarisce il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, che della Candidatura è un convinto sostenitore. “Quel riconoscimento, da tempo, lo hanno già assegnato i consumatori di tutto il pianeta. Vuole essere il riconoscimento alla bellezza, davvero unica di un paesaggio che ha pochi pari al mondo, lo stesso che affascinò Giorgione, Tiziano, Cima da Conegliano e gli altri maestri del grande Rinascimento veneto – riprende Zaia – Un paesaggio straordinariamente bello
proprio perché plasmato, giorno dopo giorno, secolo dopo secolo, da uomini di ingegno e di impegno, capaci di entrare in simbiosi con una terra bellissima, aspra e difficile, riuscendo a domarla nel rispetto. Come accade per i purosangue selvaggi, una volta che si è stabilita una perfetta simbiosi, le molte attenzioni vengono meravigliosamente corrisposte”.
In queste colline, tra Valdobbiadene e Conegliano, il vino è sovrano da un paio di secoli. Prima qui con le viti si piantava il gelso, da cui trarre le foglie per i bachi, produttore della seta. E prima ancora, la piccola agricoltura di sussistenza e la pastorizia. In un terra in cui le poche zolle erbose si incuneavano stentatamente tra gli affioramenti dell’hogback, le formazioni rocciose che affiorano ovunque su questi ripidi pendii. Il mosaico dei piccoli appezzamenti strappati alle rocce si è andato ingrandendo. Sassi e frammenti di roccia sono stati asportati a mano nuda e spesso reimpiegati per innalzare i muri delle fattorie e delle case del posto.
Già dal 1606 qui era attiva la “Accademia degli Aspiranti”, primo esempio della futura Scuola Agraria voluta dai nobili del luogo per ragionare tra loro e con gli esperti su come poter trasformare questo territorio fragile e difficile in un ambiente che offrisse cibo per chi ci lavorava. Poi la scoperta che i forti sbalzi di temperatura potevano essere un bene: stimolando e fissando i profumi del vino.
Così, metro dopo metro, sempre più terra è stata “creata” dagli uomini, strappata ai rovi, alle ortiche e a una boscaglia di nessun pregio. Le ripide prode, in cui nulla poteva crescere o essere raccolto sono state vinte da una viticultura “eroica”, dove, per potare, seguire la crescita dell’uva o raccoglierla, si ricorreva – e lo si fa anche oggi – a legature e a piccole teleferiche. “Nulla è impossibile per l’uomo determinato”, si insegnava nelle vecchie Scuole Agrarie. Così una terra “ingrata” è stata ri-creata a luogo di delizie.
ang-miatelloSu queste colline, difese dai venti del nord dalle prime propaggini delle Dolomiti e rivolta, a sud, verso il Mare Adriatico, l’uomo si è insediato da millenni. Ovunque, tra i vigneti e i prati fioriti, le testimonianze della sua antica presenza: castelli, monasteri, abbazie, pievi con i curiosi campanili (ve ne sono con cuspidi diversissime e del tutto originali), piccoli borghi o illustri piccole città affrescate, di impronta rinascimentale. E poi le ville della tradizione veneta e le grandi e piccole case di sasso, patrimonio di una architettura solo apparentemente “minore”, qui attentamente amato e ben conservato.
Con una storia così, non stupisce che qui si respiri l’orgoglio per la propria terra. Non c’è un centimetro che, generazione dopo generazione, non sia stato liberato da sassi e rocce.
Una terra che è madre e sorella, mai serva. Onorata e rispettata, mai violentata. Non è un caso se qui i viticoltori si siano auto imposti, tra i primi al mondo, un preciso Disciplinare di Autodisciplina, riconosciuto tra i più avanzati della viticoltura internazionale. Perché sono loro i primi a volere che questo
meraviglioso patrimonio, frutto di millenni di sudore dei loro avi, continui a passare per infinite altre generazioni e per la gioia del mondo

Salvatronda: Droni by Art in conferenza. Cinema e Audiovisivo in un giornalismo integrato tascabile

8pp.Droni_Cinema_Audiovisivo_Salvatronda_Miatello_Pauletto

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VIDEOCLIP
https://www.youtube.com/watch?v=u1LRnucI6jE
Zerinol vox gola drone spot 2015
Tutti i marchi riportati appartengono ai legittimi proprietari
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http://www.rottentomatoes.com/m/drones_2013/
Two soldiers are tasked with deciding the fate of a terrorist with a single push of a button (…)
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https://www.youtube.com/watch?v=5mBJj_o5wGU
Droni by Art
Avanguardia Russa – Interviste
Soprintendente Piero Colussi e Signora M. Costakis a Villa Manin (Passariano di Codroipo)
Pubblicato il 06 mar 2015
INTERVISTE a cura di Angelo Miatello e Claudio Malvestio: Avanguardia Russa 1910-1930 (doc. Drone by Art – Castelfranco Veneto)
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https://www.youtube.com/watch?v=X8PJDylaHOc
Droni By Art
Partecipa alla selezione del Festival di New York 2015-2016
Droni by Art – Pocket Journalism
Pubblicato il 28 dic 2015 (5 minuti)
2nd nycdronefilmfestival.com
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CIMG0105SALVATRONDA: PRIMA CONFERENZA PUBBLICA DI DRONI BY ART. CINEMA E AUDIOVISIVO IN UN GIORNALISMO INTEGRATO TASCABILE. Un titolo un po’ insolito questo che vede la tecnologia al servizio della comunicazione, impiegata dal gruppo Droni by Art, nato quasi per caso. Una dimostrazione chiara e netta di sfida verso un’opinione pubblica che viene vilipesa da immagini atroci che provengono da luoghi così lontani e diversi che c’è sempre qualcuno che grida “andiamo a combattere e distruggiamoli”. Il prezzo della benzina non è mai stato così basso! Con uno smartphone puoi fare di tutto …comunicare, produrre, divertirti e domani certamente come qualsiasi altro arnese usarlo per secondi fini, come corpo di reato!. Inutile abbracciare il divieto perché il Parlamento è ingessato e non sa fare leggi nuove. Prima o dopo ti crollerà il mondo addosso e ti accorgerai che hai perso sempre molto tempo rispetto ad altre capitali…ieri come oggi.

L’AUTOMAZIONE, IN GERGO IL ROBOT, È LA PUNTA DELL’ICEBERG DELL’INDUSTRIA ITALIANA perché dà spazio per l’interazione sia con le imprese sia con il capitale di rischio, capitale che proviene in larga parte da finanziamenti europei.

IL DRONE È UN ROBOT VOLANTE CHE DAL SUO USO MILITARE PER DIFESA (RICOGNIZIONE) O ATTACCO (METODO INDISCRIMINATO) DA APPENA UNA DECINA D’ANNI STA DILAGANDO NELL’USO COMUNE CIVILE, LUDICO, SOCIALE, AMBIENTALE E ARTISTICO.
“Il mercato italiano dei droni ha già sviluppato una cifra d’affari di 350 milioni di euro, con previsioni di crescita per il 2016 tra il 20 e il 30%. Sono 500 circa le aziende attive in questo settore con fatturato medio di 700mila euro ed una media di 7 dipendenti” (Studio Doxa Marketing Advice per la Fiera Dronitaly 2015).
IL DRONE È EQUIPAGGIATO DI SISTEMI COMPUTERIZZATI CHE TRASMETTONO DATI E SEGNALI COSÌ PRECISI E NITIDI CHE IL PILOTA “CON I PIEDI PER TERRA” PUÒ VEDERE, DIRIGERLO E PERSINO ANDARE OLTRE.

IMMAGINIAMOCI A METÀ DELL’800 QUANDO ALCUNI PRIVILEGIATISSIMI ARTISTI POTERONO SALIRE CON DEI PALLONI AEROSTATICI, QUALI SENSAZIONI AVRANNO AVUTO?

Caffi_1.Panorama_Roma da Mongolfiera_1857_Museo Roma 2.Caffi_Ascensione in mongo nella_Campagna_Romana_Treviso Musei CiviciLe prime salite sul cielo di Roma e l’Agro pontino con un pallone aerostatico di fabbricazione francese avvennero attorno al 1850. Si usò una tombola per beneficienza, organizzata il 5 aprile del 1847 a piazza di Siena a villa Borghese in cui fu prevista l’ascensione di un pallone aerostatico effettuata dal famoso pilota lionese François Arban, alla quale dovevano partecipare, mostrando una non comune audacia, sia Ippolito Caffi (Belluno 1809) che Giacomo Caneva (Padova 1813), come fu pubblicizzato dai giganteschi cartelloni che tappezzavano le cantonate della città”. Due artisti veneti con formazione accademica e specialisti nel disegno prospettico. Le loro impressioni sono così descritte nei taccuini:”le inimmaginabili prospettive aeree, insoliti effetti di luci e di vivere l’eccezionale e mitica esperienza del volo”, in breve “sensazioni di estasi artistica sempre nuova!” (Caffi). “Siamo agli inizi della filosofia del sublime come sentimento suscitato dalla visione degli spazi infiniti…- spiega Federica Pirani – il concetto di orizzonte cambiava; non più linea ideale in cui convergono le semirette della piramide visiva della prospettiva euclidea, ma concetto astratto che evoca le infinite vastità del pensiero, confine con l’ignoto ma anche stimolo per l’immaginazione e metafora per nuove esplorazioni e sorprendenti visioni” (Caffi. Luci del Mediterraneo, 2005, pp.73 ss.) 

LE NUOVE APPLICAZIONI DIGITALI STANNO TRASFORMANDO LA SETTIMA ARTE CON RIPERCUSSIONI CHE MODIFICHERANNO LA NOSTRA PERCEZIONE VISIVA E INTELLETTUALE.
L’arte dell’audiovisivo può farne uso? Certamente sì perché la tecnologia non ha frontiere, o almeno, così si crede. La creatività va oltre.
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https://www.youtube.com/watch?v=hJXnU1Ur2vM
Pubblicato il 02 mag 2015
KATSU Drone Drawing 2015 on Kendall Jenner, Kim Kardashian sister.
Kendall Jenner is the latest victim of new technology this week after a New York graffiti artist used a drone to draw all over her Calvin Klein billboard in Manhattan 

IL CONTAGIO DEL DRONE NELLE ARTI ORMAI È GIÀ INIZIATO E SI PROPAGHERÀ COME GLI SMARTPHONE.
Per ultimo va però chiarito che una “deregulation” del loro uso dentro o fuori ambienti circoscritti si accompagnerà ad una sempre più versatilità e garanzia che non procuri danni alle persone e cose. È pur sempre un oggetto volante che, come tutti i robot, non sostituisce l’uomo ma lo asseconda per precise e puntuali realizzazioni. (Angelo Miatello) 

Copia di porte aperte al cinema per stampa.jpgRINGRAZIAMENTI A: STEFANO COSTA, PAUL ZILIO E AGLI AMICI DI PORTE APERTE

“Dentro il Film-Tecnologia e Cinema”: mercoledì 17 febbraio ore 20,30, Auditorium G. Graziotto di Salvatronda – Castelfranco Veneto
Organizzazione: Associazione culturale Porte Aperte [Paul, Stefano, Rosanna, Laura, Andrea, Matteo, Mariagrazia, Valeria … e tanti altri che si uniscono di volta in volta oppure decidono di contribuire stabilmente]
Sostenitori: Ubick, ISISS Carlo Rosselli, Comitato Frazionale Salvatronda, Arsenale Roseblu // Parocinio: Comune di Castelfranco Veneto

Droni by Art. Il giornalismo integrato tascabile (conferenza a Salvatronda)

36pp_Droni_Arte_Cinema_Audiovi_Porte Aperte_Salvatronda_17 febb_2016
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VIDEOCLIP
http://www.rottentomatoes.com/m/drones_2013/
Two soldiers are tasked with deciding the fate of a terrorist with a single push of a button
. As the action plays out in real time, their window to use a deadly military drone on the target slowly closes. With time running out, the soldiers begin to question what the real motives are behind the ordered lethal attack.
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https://www.youtube.com/watch?v=5mBJj_o5wGU
Droni by Art
Avanguardia Russa – Interviste
Soprintendente Piero Colussi e Signora M. Costakis
a Villa Manin (Passariano di Codroipo)

Pubblicato il 06 mar 2015
INTERVISTE a cura di Angelo Miatello e Claudio Malvestio: Avanguardia Russa 1910-1930 (doc. Drone by Art – Castelfranco Veneto)
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https://www.youtube.com/watch?v=X8PJDylaHOc 
Droni By Art – Pocket Journalism –
Partecipa alla selezione del Festival di New York 2015-2016

Pubblicato il 28 dic 2015 (5 minuti)
2nd nycdronefilmfestival.com

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Salvatronda: Prima conferenza pubblica di Droni by Art. Cinema e Audiovisivo in un giornalismo integrato tascabile. 
Un titolo un po’ insolito questo che vede la tecnologia al servizio della comunicazione impiegata dal gruppo Droni by Art, nato quasi per caso. Una dimostrazione chiara e netta di sfida verso un’opinione pubblica che viene vilipesa da immagini atroci che provengono da luoghi così lontani e diversi che c’è sempre qualcuno che grida “andiamo a combattere e distruggiamoli”. Il prezzo della benzina non è mai stato così basso! Con uno smartphone puoi fare di tutto …comunicare, produrre, divertirti e domani certamente come qualsiasi altro arnese usarlo per secondi fini, come corpo di reato!. Inutile abbracciare il divieto perché il Parlamento è ingessato e non sa fare leggi nuove. Prima o dopo ti crollerà il mondo addosso e ti accorgerai che hai perso sempre molto tempo rispetto ad altre capitali…ieri come oggi.

Sviluppo tecnologico e massificazione del prodotto. Con l’avanzare dirompente delle tecnologie digitali ci si trova di fronte a nuovi traguardi che la Società, nelle sue svariate categorie, non può disinteressarsene. Da pochi anni la pratica dei nuovi mezzi di comunicazione sta rivoluzionando l’approccio con il quale eravamo abituati nel confrontarci, nel metterci in gioco e nella capacità di raggiungere nuovi traguardi. Da una parte sviluppo tecnologico e dall’altra massificazione del prodotto hanno rivoluzionato il mercato.
La sfida è integrare i nuovi linguaggi per realizzare un vero sistema Scuola-Società che permetta ai giovani di trasformare i loro flussi individuali in collettivi e di interagire.

Radioplane_takeoff_drone_L’automazione, in gergo il robot, è la punta dell’iceberg dell’industria italiana perché dà spazio per l’interazione sia con le imprese sia con il capitale di rischio, capitale che proviene in larga parte da finanziamenti europei.
Il drone è un robot volante che dal suo uso militare per difesa (ricognizione) o attacco (metodo indiscriminato) da appena una decina d’anni sta dilagando nell’uso comune civile, ludico, sociale, ambientale e artistico. Da oggetto teleguidato per gare amatoriali si è passati velocemente a complicati e (costosi) droni per la consegna di farmaci in luoghi impervi, per la ricognizione di eventuali persone disperse, il soccorso immediato di incidenti, il controllo a distanza del traffico, delle linee elettriche e ferroviarie, allo stato di salute di piante ad alto fusto e coltivazioni estese, al sorprendente misuratore di radiazioni e inquinanti a largo raggio (sostituendosi alle ormai obsolete centraline fisse).
L’industria dei droni civili si sta evolvendo in modo esponenziale.
“Il mercato italiano dei droni ha già sviluppato una cifra d’affari di 350 milioni di euro, con previsioni di crescita per il 2016 tra il 20 e il 30%. Sono 500 circa le aziende attive in questo settore con fatturato medio di 700mila euro ed una media di 7 dipendenti” (Studio Doxa Marketing Advice per la Fiera Dronitaly 2015).

Il drone è equipaggiato di sistemi computerizzati che trasmettono dati e segnali così precisi e nitidi che il pilota “con i piedi per terra” può vedere, dirigerlo e persino andare oltre. Più sofisticato è l’apparato cine-fotografico e maggiori sono i risultati eccezionali che si possono raggiungere.
Però due sono le condizioni: praticità e governance in un sistema che chiameremmo “integrato”, senza il quale l’uso potrebbe risultare sterile.
Siamo all’inizio di un’era che rivoluzionerà da una parte i tradizionali sistemi di ripresa fotografica e dall’altra evolverà il nostro modo di percepire un’immagine istantanea vista da altri punti focali. Entriamo in un altro campo molto sofisticato cioè delle “neuroscienze” che hanno ribaltato l’equazione  “orecchie=percezione del cervello” in “occhio=percezione del cervello”, (…) “il cervello si fida maggiormente di quello che vediamo – posta Elisabetta Intini in Focus.it del 4/09/2013 – , questo fenomeno, conosciuto come effetto McGurk (dal nome del suo scopritore) è noto da tempo. Ma ora è stato osservato per la prima volta come i segnali visivi influenzano la regione auditiva del cervello, cambiando la nostra percezione della realtà.”

_11M0209xLa tecnologia rivoluziona l’arte.
Immaginiamoci a metà dell’800 quando alcuni privilegiatissimi artisti poterono salire con dei palloni aerostatici, quali sensazioni avranno avuto?
“Le prime salite sul cielo di Roma e l’Agro pontino con un pallone aerostatico di fabbricazione francese avvennero attorno al 1850. Si usò una tombola per beneficienza, organizzata il 5 aprile del 1847 a piazza di Siena a villa Borghese in cui fu prevista l’ascensione di un pallone aerostatico effettuata dal famoso pilota lionese François Arban, alla quale dovevano partecipare, mostrando una non comune audacia, sia Ippolito Caffi (Belluno 1809) che Giacomo Caneva (Padova 1813), come fu pubblicizzato dai giganteschi cartelloni che tappezzavano le cantonate della città”. Due artisti veneti con formazione accademica e specialisti nel disegno prospettico. Le loro impressioni sono così descritte nei taccuini:”le inimmaginabili prospettive aeree, insoliti effetti di luci e di vivere l’eccezionale e mitica esperienza del volo”, in breve “sensazioni di estasi artistica sempre nuova!” (Caffi). “Siamo agli inizi della filosofia del sublime come sentimento suscitato dalla visione degli spazi infiniti…- spiega Federica Pirani – il concetto di orizzonte cambiava; non più linea ideale in cui convergono le semirette della piramide visiva della prospettiva euclidea, ma concetto astratto che evoca le infinite vastità del pensiero, confine con l’ignoto ma anche stimolo per l’immaginazione e metafora per nuove esplorazioni e sorprendenti visioni” (Caffi. Luci del Mediterraneo, 2005, pp.73 ss.)

Le nuove applicazioni digitali stanno trasformando la Settima Arte con ripercussioni che modificheranno la nostra percezione visiva e intellettuale. Lo confermano gli scienziati. D’altronde l’industria dell’advertising non bada a spese per sfruttare il massimo della percezione umana. Lo si vede nei recenti spot televisivi di 15/30 secondi che interrompono uno show forse noioso o avvincente o persino in una sequenza fotografica meno di un secondo in cui viene focalizzato l’occhio della donna che guarda il muso di un’auto che sfreccia.
L’arte dell’audiovisivo può farne uso? Certamente sì perché la tecnologia non ha frontiere, o almeno, così si crede. La creatività va oltre.

https://www.youtube.com/watch?v=hJXnU1Ur2vM
Pubblicato il 02 mag 2015
KATSU Drone Drawing 2015 on Kendall Jenner, Kim Kardashian sister.
Kendall Jenner is the latest victim of new technology this week after a New York graffiti artist used a drone to draw all over her Calvin Klein billboard in Manhattan

dronetag1-702x336Il contagio del drone nelle arti ormai è già iniziato e si propagherà come gli smartphone. Non sono dei maghi quelli che lo dicono. Miniaturizzazione, semplificazione, abbattimento dei costi per la “tiratura” (vedi industria cinese), sono i fattori che incidono in questo processo evolutivo del Terzo Millennio.
Discuterne e mostrarlo sono già dei passi in avanti. Ed è quello che abbiamo tentato di fare nel nostro “Giornalismo tascabile”, con veloci interviste e servizi a curatori, politici e artisti, incuriosendoli e provocandoli. Gli esempi si moltiplicano, passando inevitabilmente le frontiere politiche grazie alla comunicazione globale: il caso della sfilata di moda Fendi di Milano, quello dell’artista vandalo Katsu a Brooklyn o il minuzioso lavoro della coppia di artisti Ella a & Pitr a Saint-Etienne, ripreso dai droni, confermano la nascita di un nuovo racconto. Piaccia o non piaccia sarà la storia che ne decreterà un ruolo fecondo.
Per ultimo va però chiarito che una “deregulation” del loro uso dentro o fuori ambienti circoscritti si accompagnerà ad una sempre più versatilità e garanzia che non procuri danni alle persone e cose. È pur sempre un oggetto volante che, come tutti i robot, non sostituisce l’uomo ma lo asseconda per precise e puntuali realizzazioni.

Droni by Art 2015: Angelo Miatello (Giornalista FPA2000 – Droni by Art);
Daniele Pauletto (Videomaker – Giornalista); Claudio Malvestio (Designer – Reporter); Rosanna Bortolon (Coordinatrice Droni by Art)

Copia di porte aperte al cinema per stampa.jpgRingraziamenti a: Stefano Costa, Paul Zilio e agli amici di Porte Aperte
“Dentro il Film-Tecnologia e Cinema”: mercoledì 17 febbraio ore 20,30, Auditorium G. Graziotto di Salvatronda – Castelfranco Veneto
Organizzazione: Associazione culturale Porte Aperte [Paul, Stefano, Rosanna, Laura, Andrea, Matteo, Mariagrazia, Valeria … e tanti altri che si uniscono di volta in volta oppure decidono di contribuire stabilmente]
Sostenitori: Ubick, ISISS Carlo Rosselli, Comitato Frazionale Salvatronda, Arsenale Roseblu
Parocinio: Comune di Castelfranco Veneto

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https://www.youtube.com/watch?v=yP8X2BSGAv4

Pubblicato il 05 nov 2014
AWESOME Drone skyview!! DjerbaHood
Unique sky views of the lanes invaded by street-artists of the Djerbahood project.
Visit the village of Erriadh and discover for yourself the graffiti through our virtual tour of the village : http://youtu.be/xRqOiwdYwzw
Djerbahood is the open-air museum in the village of Erriadh Djerba (Tunisia) invaded by hundreds of street artists from around the world!
Djerbahood a draft Itinerrance Gallery: http://www.djerbahood.com/

links:

Site officiel


http://itinerrance.fr/hors-les-murs/d…
http://facebook.com/djerbahood
http://instagram.com/djerbahood

Music: Birdy Nam Nam – “Red Dawn Rising”
Directed by: Milan Poyet

Castelfranco Veneto: La nave di Teseo ha approdato al Liceo Giorgione

ph A Boaretto (16)Al Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto, Elisabetta Sgarbi e il suo compagno timoniere Eugenio Lio sono approdati il cinque dicembre, in una giornata abbastanza soleggiata. Venivano da Ro Ferrarese.
Li aspettavano una marea di studenti e docenti, bramosi di ascoltarli della nuova avventura editoriale intrapresa, anche se lo scopo era da tempo programmato per vedere con lei una sintesi della Trilogia del Delta del Po (docu-film). Siccome ci fu la nota scissione dalla Bompiani-Rcs a causa dell’acquisto societario di Rcs-Rizzoli Libri da parte della Mondadori Spa (ndr. Marina Berlusconi), l’occasione di sentire la fonte diretta dei retroscena fu molto gradita.  ph A Boaretto (34)“E’ la prima volta che entro in un liceo per confrontarmi” – esordì Elisabetta, con un pizzico di emozione e forse un atteggiamento che sembrava volesse quasi, quasi andarsene. Ci furono ben sette interventi prima di darle la parola, tanto era il sentimento comune di averla “tra noi”. Accolta come una star per via della campagna pubblicitaria messa in atto dal team di FPA2000 (è mancato all’appello Daniele Pauletto che, senza ragione, non ha mantenuto la promessa dell’intervista volante con lo smartphone e con l’azione dei droni), il clima sembrava quello di una assemblea studentesca che da lì a poco avrebbe occupato la scuola. File di ragazzi in piedi a vederla, anche per una sola ora.
Una grande giornata che rimarrà nella storia di questo Liceo che esiste come classi ginnasiali dai primi anni dell’800 sotto gli Austriaci, quando non esistevano le Medie ma dopo le elementari i più bravi potevano continuare con “le classi ginnasiali” per poi trasferirsi a Treviso (in Seminario), a Venezia (Collegio navale) o a Padova (Barbarigo).
La novità assoluta di iniziare da Castelfranco, patria di Giorgione, porterà fortuna alla nave di Teseo, ne siamo convinti, dato che dagli studi ginnasiali uscì un giovane che divenne Papa Pio X nel 1903. 
ph A Boaretto (4)Una casa editrice non si fonda contro qualcuno. Se non altro perché le energie da investire sono tali, che ogni dispersione è bandita.
La nave di Teseo non sarà la Bompiani, perché una Bompiani c’è già.
La nave di Teseo non sarà una Bompiani 2. Perché non sarà seconda e perché sarà unica.
La nave di Teseo non è una cooperativa di autori. La loro presenza nella costruzione del capitale è solo (ed è moltissimo) il segno tangibile che le case editrici vivono degli e per gli autori.
La nave di Teseo non è una casa editrice di sinistra e di destra. E’ una casa editrice.
ph A Boaretto (98)La nave di Teseo non è la casa editrice di Umberto Eco e “della Sgarbi”. Essa è amministrata da un consiglio di amministrazione in cui siedono, tra gli altri, illustri rappresentanti dell’imprenditoria e della società civile, rappresentanti degli autori e degli editori. Che guarderanno alla bontà delle proposte e alla salute economica della casa editrice.
La nave di Teseo non è guidata da un consiglio di amministrazione. E’ guidata da un Publisher.
La nave di Teseo non è primariamente una azienda. O meglio, lo è, ma continuerà a chiamarsi e a pensarsi come casa editrice. E a definirsi tale.
ph A Boaretto (8)La nave di Teseo non avrà preclusioni di generi letterari, né di forme letterarie.
La nave di Teseo non è una casa editrice radical chic. Saprà essere radical, però.
La nave di Teseo non si occuperà solo di libri. Parteciperà, idealmente, a “La Milenesiana Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia Teatro”.
La nave di Teseo non è una follia. La follia è di pochi, i soggetti coinvolti in questa impresa sono molti e tutti, sinora, hanno dato segno di grande lucidità. Alcuni di essi, come Messaggerie e Feltrinelli, che offrono i servizi di distribuzione e promozione, includono centinaia di persone, tutte in pieno possesso delle loro facoltà mentali. ph A Boaretto (98)La nave di Teseo, benché ancora tale mi sembri, non è un sogno: è una realtà concreta, che inizierà le sue pubblicazioni nel mese di aprile 2016. E ho un po’ di nostalgia, già della Bompiani. Ma in fondo la nostalgia c’era già prima. Quindi la addebito al mio carattere.

Editore
La nave di teseo
@lanavediteseoed
Elisabetta.Sagrbi@lanavediteseo.eu

Castelfranco Veneto: Droni by Art in conferenza stampa al Bar Borsa

Pubblicato il 29 ago 2015
Conferenza stampa Drony by Art
Bar Borsa Castelfranco Veneto
con regista Zaccaria, il vicepreside Bolzon, i politici Lizza, Galante e Azzolini, il prof Ramazzina e Giovannino l’attore

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Venezia: I droni by Art alla 72.Mostra internazionale d’arte cinematografica


Pubblicato il 28 ago 2015

CASTELFRANCO VENETO – I droni traghettatori di cultura grazie ad un video girato nei musei del nostro territorio attraverso questi piccoli strumenti assemblati e pilotati dai ragazzi dell’Ipsia Galilei di Castelfranco e rivolto agli studenti degli istituti superiori della castellana. E adesso il cortometraggio sarà proiettato alla mostra del cinema di Venezia nello spazio della regione veneto. VEdiamo – Intervistati: DANIELE PAULETTO (Docente Ipsia Galilei di Castelfranco), ROSANNA BORTOLON (Presidente Consiglio d’Istituto Liceo Ginnasio Giorgione), ANGELO MIATELLO (Giornalista), NAZZARENO BOLZON (Vice Preside Ipsia Galilei di Castelfranco) –

Servizio di Francesca Bozza, immagini Mirco Longhi, montaggio Andrea Benetti – Segui Antennatre anche sul digitale terrestre! Visita il sito http://www.antennatre.it per ulteriori informazioni.

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DRONIFESTIVAL, rassegna cinematografica di corti e cortissimi a Castelfranco V.to

DSCN7476Sabato scorso (12 settembre 2015), presso lo Spazio della Regione del Veneto – Hotel Excelsior-Lido di Venezia, alla 72.Mostra internazionale d’arte cinematografica, è stato pubblicizzato in un preview stampa la nascita del primo “DroniFestival” di cortometraggi che si svolgerà nella Primavera 2016, con il patrocinio del Comune di Castelfranco Veneto (TV).
DroniFestival è una rassegna di “cortometraggi da 2 a 10 minuti” realizzati dentro e fuori la Scuola (laboratorio didattico-formativo) o per motu proprio. L’evento si svolgerà nell’arco di dieci giorni della prossima Primavera 2016. La partecipazione è libera, pur seguendo i dettami del regolamento che limita la durata e i contenuti, quali l’ironico, il sociale, l’artistico e lo storico. Per ‘storico’ s’intende una storia o memoria dimenticata, tratta da ricordi personali o materiali d’archivio. Verrà inoltre dato spazio alla filmografia della Grande Guerra, portando nelle Scuole con l’accordo del corpo docente proiezioni, incontri e dibattiti con esperti e storici.
Il format potrà essere usato anche da altri Comuni in partenariato e disponibili a creare una Rete. DroniFestival prende il nome dal successo riscontrato in questi mesi da FPA2000 (agenzia stampa e cultura) che ha usufruito delle registrazioni aeree mediante minidroni, assemblati dall’IPSIA Galilei di Castelfranco, per fare del ‘giornalismo tascabile’.
Il festival ha come scopo la promozione audiovisiva di singoli autori o di gruppo, lo sviluppo di accordi di partenariato per scambi culturali europei e soprattutto offrire una piattaforma di confronto con la Scuola.
La Scuola è il primo interlocutore del DroniFestival, intesa come laboratorio di affinamento, cioè “un’alchemia di diverse componenti materiali e immateriali” da cui si plasmano le menti.

Bianco e NeroCARATTERISTICHE
– Grafico Claudio Malvestio
Droni+Festival, neologismo che riporta alle origini dei primi droni usati da FPA2000 per filmare il trasloco della Bellona Minerva di Paolo Veronese dal Museo al Liceo, e via via usati nelle interviste aeree. Il marchio è caricato di una pellicola e una mano che sparge polvere di stelle. Il sottotitolo delinea il camp d’azione: cortometraggi.
– Target: Scuola, Società, video singoli e di gruppo
– Contenuto: Ironico, Sociale, Artistico e Storico
– Durata: max 2 minuti (cortissimo); max 10 minuti (corto)
– Tecnica: Digitale, sonoro o muto, figurativo, cartoons
– Periodo: Primavera 2016, 10 GG con due domeniche / Inizio maggio
– Deadline: 1° step 21/03/2016 ; 2° step 21/04/2016 (Valutazione dei dossier e candidature)
– Dvd su richiesta
– Pubblicazione di tutti i lavori sui siti FPA2000 e “DroniFestival”
– I selezionati saranno raccolti in un Dvd da presentare alla Mostra del Cinema
image.8PROGRAMMA CULTURALE
– Proiezione video in diverse sedi pubbliche
– Rassegna di filmati della Grande Guerra (prestiti da Videoteche Gorizia, Torino, Fondazione Cini, Istresco)
Info: edizioniaida@gmail.com

Nella foto: Federico C. pilota un minidrone durante la lezione in Classe al Liceo Giorgone del 16 febbraio 2015.

“Droni by Art” e “Johnny Depp” i due argomenti del servizio Rai3 di venerdì

CIMG0048Il servizio curato dal giornalista Curzio Pettenò di Rai-3 che dà le notizie salienti della giornata (uno o due film e qualche flash) fa capire che c’è la star Johnny Depp come apertura e un altro momento “speciale” che si è svolto nella mattinata del giorno prima. E’ tutto dalla voce di Pettenò. Seguono le solite tappe: foto autografo con il pubblico giovanile stipato alle transenne (“venti minuti di autografi, le ragazze in delirio per Depp” – annota Pettenò. “L’attesa è spasmodica. In almeno quattro punti diversi del Lido si ritrovano gruppi di almeno duecento adolescenti con smartphone in una mano e Angelo e Luciano_jpgblock notes lillipuziano nell’altra” – scrive Davide Turrini de il Fatto Quotidiano), una o due piroette per la calca di fotografi e un altro mezzo minuto in conferenza stampa con una bottiglietta di birra (con etichetta verde come la sua giacca!), e subito dopo il servizio di Ivana Godnik sui Droni by Art allo Spazio della Regione del Veneto dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia.
Il vip del momento era Giovanni o Giò come a casa e in classe lo chiamano, dimostrandolo molto attento nella lettura del suo Dinosauri’s book, un po’ ansioso di poter rivedere il fratello che non arrivava mai…da Londra dove andò per imparare l’inglese.
Con Giacomo ha condiviso “La semplice intervista“, un video virale di 5,32 minuti, che nel giro di pochi mesi ha raggiunto 128mila/176mil follower (a seconda delle fonti). Giacomo l’aveva fatto “per i familiari e qualche amico”, invece ha preso la piega della notorietà estrema, quasi da chiedersi come mai alla gente piace tanto. La scena però che avrà convinto la regia della Rai di Palazzo Labia a mandare in onda il pezzo al TG delle 19,30 e mezzanotte è indubbiamente la corsa di Giovanni come un razzo volante che è saltato sulle braccia di Giacomo. Un’istantanea che rimarrà nella Federico con studentesse del liceo il vicesindaco Giovine e Daniele Pauletto.jpgstoria del cinema di Venezia, il primo attore con sindrome trisomia 21 che interpreta da solo un argomento tanto attuale – “alla ricerca di un posto di lavoro” (il tema è azzeccato!). La storia, nonostante l’innata dote artistica del piccolo e l’estrosità di Giacomo, condensa un po’ tutti i filoni: il sociale, il politico-giuridico (anche di diritto internazionale)e naturalmente l’ironico.
Droni by Art ha raccolto in un dvd, sotto forma di Journalisme de poche/Giornalismo tascabile “La semplice intervista” di Giacomo Mazzariol, il docu-film “Dove comincia il giorno” di Luciano Zaccaria con 42 convittori dell’Alberghiero Maffioli e una selezione di 52 interviste effettuate alla Biennale Arte e in altre occasioni da Daniele Pauletto e Angelo Miatello con la collaborazione di Rosanna Bortolon, Claudio Malvestio, Nazzareno Bolzon, Gianantonio Schiaffino e alcuni “selezionatissimi” studenti dell’IPSIA, come il bravissimo pilota-timoniere Federico Calzavara.
johnny-depp-venezia2015-1030x615Il primato di aver portato i droni dentro i musei è solo di questo team castellano, sebbene oggi si possano trovare su Youtube altrettanti video, solo come registrazione non come cronaca. Secondo aspetto: il progetto Droni by Art si articola in vari momenti dentro e fuori la Scuola. Quelli che si vedono in giro sono “azioni private” o “militari, di ricognizione”.
L’evento Droni by Art è stato diffuso dai canali interni alla 72.Mostra del Cinema (casellario elettronico, registrazioni videocam), da stampa on line (Schiaffino) e quella cartacea (Bellinelli, Nordio, Maragrazia Pellizzari). In precedenza un altro servizio era stato messo in onda da AntennaTre.
Una ciliegina sulla torta era prevista: la consegna di un attestato di merito alla Regione del Veneto “per aver prestato il 16 febbraio l’opera Minerva tra Geometria e Aritmetica di Paolo Caliari detto il Veronese, Giambattista Zelotti e Anselmo Canera, al Liceo Statale Giorgione, nell’ambito L’opera in classe”. Il Liceo Giorgione è la prima scuola d’Italia che abbia attuato il progetto del Ministro Abbraccio storicoFranceschini lanciato nel maggio 2014, senza però far ricadere oneri allo Stato!
La registrazione dello storico evento culturale del 16 febbraio – trasloco e lezioni in cattedra – con i droni pilotati dagli studenti dell’IPSIA Galilei è nel Dvd. Una pietra miliare.
Concludendo, i veri protagonisti sono stati i ragazzi (Maffioli, Giorgione, Ipsia), compreso Giovanni, che hanno rubato la scena virtuale a Johnny Depp.
Come nel 1932, quando nacque all’Hotel Excelsior la Prima Esposizione internazionale d’arte cinematografica con tanti giovani, anche oggi c’è stata una première con dei formidabili attori e registi per una volta. Qualcosa comunque è cambiato, se il digitale ha rotto gli schemi.