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E’ MANCATO GUIDO FIGLIO DEL GRANDE PITTORE UBALDO OPPI. UN BEL RICORDO DA VICENZA

DI Marica Rossi
Tre giorni fa è morto a Milano, dov’era nato 92 anni fa, Guido Oppi figlio del pittore al quale la città di Vicenza e il comune di Bolzano Vicentino hanno dedicato da fine 2019 al marzo di quest’anno memorabili mostre ed eventi.

Una rivisitazione importante (seppur ridotta nei tempi per colpa del coronavirus), perché s’è potuto riscoprire appieno la grandezza di Ubaldo Oppi la cui vicenda artistica, specchio di un’intera epoca, resta più straordinariamente rappresentativa negli anni ‘20.
Guido non seguì le orme paterne, ma fu sempre fan dei dipinti del padre. Pure da ragazzo. Anche a distanza. Infatti a partire dalla fanciullezza visse a Milano solo con la madre Adele Leone (Dehly), raggiungendo di tanto in tanto il genitore in terra berica essendo che Ubaldo, dopo la separazione dalla consorte per incompatibilità di carattere, vi si era stabilito per nuove committenze e perché, pur nato a Bologna, aveva eletto la terra di Palladio a sua stabile dimora. Vicenza del resto è stata la sua città fin dall’infanzia grazie alla famiglia d’origine che vi aveva trasferito attività e negozio di calzature.

Dai primi vagiti, il rapporto tra padre e figlio è sempre stato comunque idilliaco. Lo si sa dalle interviste nel periodo della mostra in Basilica Palladiana a cura di Stefania Portinari “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi” (video) e particolarmente il 6 dicembre durante l’inaugurazione con la presenza sua e quella della consorte Monica Liverani. Quel bellissimo rapporto, aveva ribadito in quei giorni, non era solo d’affetto ma di ammirazione reciproca anche per merito della signora Dehly che aveva sempre parlato bene del padre, a sua volta orgoglioso della prestanza fisica del figlio, della sua intelligenza e dei suoi successi scolastici. L’aveva ritratto in alcune tele e pure inserito nell’affresco dell’arco trionfale della Chiesa Arcipretale di Bolzano Vicentino con la scena della presentazione di Gesù al Tempio dove Guido fanciullo è con un agnellino tra le braccia.

Guido Oppi (cui si aggiunge il cognome di Forcesi secondo marito di Dhely) ha sempre abitato nel capoluogo lombardo. Laureatosi in ingegneria, è stato imprenditore, amministratore della Sfeat, presidente del gruppo Vallardi impegnandosi anche in politica nelle file dei Liberali. Sposato, ha avuto due figlie che si accompagnavano alla sua seconda moglie Monica in occasione del vernissage.
Per Bolzano Vicentino ci sarebbe stata un’altra occasione per riaverlo tra quei lidi assieme ai famigliari per il sopraggiungere di un’altra novità. E cioè il ritrovamento in casa Oppi un mese fa di una cartella di 19 disegni e un acquerello riconducibili ai bozzetti bolzanesi eseguiti dall’artista in preparazione degli affreschi che poi furono portati a compimento nella Chiesa Arcipretale. Il Comune di Bolzano Vicentino nella figura del sindaco Daniele Galvan e del vicesindaco Giovanni Calgaro li ha acquisiti non solo per il valore d’arte in sé, ma anche perché si affiancano ai maestosi 13 cartoni raffiguranti gli Apostoli (quelli degli affreschi della già citata Chiesa Arcipretale) che fanno bella mostra di sé in  permanenza nella Sala Consiliare del Comune.
Quando anche queste inedite creazioni troveranno adeguata collocazione, verrà spontaneo constatare che se Ubaldo Oppi (Bologna 1889-Vicenza 1942) ha lasciato eredità d’affetti e d’arte, suo figlio Guido, come Ugo Foscolo insegna, ancor più avrà gioia dell’urna”.

Vicenza, Galla Caffé: Saul Costa con “Auree luminescenze

Saul“Auree luminescenze” la personale del vicentino Saul Costa al Galla Caffè aperta da mercoledì 22 aprile alle 18 colla presentazione di Marica Rossi curatrice della mostra, rimane fin al 24 maggio con i venti dipinti più rappresentativi del nuovo percorso dell’autore. Vi emerge infatti una sapienza compositiva potenziata da una gestualità in grado di assecondare l’ispirazione lirica che è sempre stata peculiare dell’artista ma che ora è da lui vissuta più consapevolmente.
V’è approdato grazie ad un periodo fervido di attività e di felici intuizioni a partire dalla antologica di questo autunno in San Silvestro dove, tra le altre creazioni anche in ceramica, presentò quelle enormi icone maestose d’antiche cattedrali. Per tali esiti l’artista ha eletto il suo studio tra i declivi di Lisiera, a tappeto volante con cui esplorare gli universi dell’arte e della conoscenza alla luce delle vestigia del passato decriptandone i messaggi e ancorandone le immagini al colore di tradizione veneta.
In primo piano stanno le architetture secolari col senso del sacro e l’aura di cupole, absidi, bibliche torri e litorali con suggestioni d’infinito come l’azzurra distesa del mare col suo mito dell’eterno ritorno speculare al suono del  dell’onda evidenziate dai blu e da cromie prodighe di luminescenze lunari. Una spazialità enfatizzata dai riferimenti iconici delle moschee e di chiese millenarie rivelatrici della sua vocazione verso l’Assoluto e per quella Cultura senza pregiudizi ch’egli ritiene,con molte buone ragioni, salvifica.
In contemporanea dal 24 al 26 di aprile il talentuoso Costa espone presso l’antico Maglio di Breganze per la mostra ”Arti al maglio nel centenario della grande guerra” (venerdì 24 aprile alle 20,30 l’inaugurazione) un dipinto dello stesso ciclo ma di grandi dimensioni. Saul Costa classe 1974, diplomato all’Accademia di Venezia e all’Istituto Statale d’Arte “Michele Fanoli” di Cittadella, ha al suo attivo un curriculm espositivo di rilievo, riconoscimenti come al concorso nazionale vedeoarte Rai “Supergiovani Arte del 1997”, ed è docente per l’insegnamento artistico in varie scuole.