Una lezione del dr. Claudio Beltramello: significato e uso della mascherina chirurgica. Propaganda live contro il governatore Zaia

Il dr. Claudio Beltramello, dopo mesi che assistiamo al valzer delle mascherine riprese dalle televisioni mondiali, nazionali, regionali e video privati (dalla Cina al Veneto), finalmente ci dà una lezione sull’uso della mascherina cosiddetta “chirurgica”, quella che lui conosce meglio nell’ambito ospedaliero. Il video postato su youtube è di ieri, 22 marzo 2020. A Castelfranco siamo in campagna elettorale, sospesa ma sotto traccia.

Il dr. Claudio Beltramello è medico igienista (ULSS 2) con un corposo curriculum formativo e professionale. Non sappiamo come mai ci siano voluti mesi per informarci con chiarezza in che cosa consistesse “La mascherina” e perché si chiamasse “chirurgica” e quali fossero le altre, da lui velocemente indicate nel video di 9:15 m., con sigle “FFP2” e “FFP3” che hanno speciali filtri di entrata con carboni, ed una presa “diretta tra il naso e la bocca”.  Già i giornali, circa dieci giorni fa, quando scoppiò, lo scandalo del totale esaurimento di scorte presso le farmacie, come altri prodotti per l’igiene (amuchina, alcol, guanti in lattice) iniziarono a dare qualche informazione con immagini o schede tecniche. Naturalmente erano mascherine di marche ben scelte. Da qui in poi, ci fu un fai da te scandaloso ed un tiro al bersaglio mobile contro questo o quel politico (“il più stupido” fino ad ora, si sarebbe manifestato il ministro Boccia che, in conferenza stampa nella sede romana della Protezione civile nazionale, si presentò con una specie di mascherina (?) che gli penzolava dall’orecchio destro. Forse alludeva alle mascherine “Made in Veneto?” La blogger Selvaggia Lucarelli ne fece una caricatura della coppia “Boccia-De Girolamo” piuttosto tragica o comica alla Totò. Un ministro può prendere per i fondelli i Veneti?) [ndr: vedi http://www.Tpi.it ]

La burocrazia sanitaria ha i suoi tempi e i suoi protocolli. Non è roba per tutti. Nel frattempo, con un’escalation tale dal 21 febbraio scorso, la confusione si è talmente espansa che ha superato l’algoritmo del coronavirus: si vedono in giro indossare mille tipi di mascherine, azzurrine pieghettate (tipo Miyachi), bianche, nere, poche rosse, tante verdi, di plastica per marmisti (sic), alcune molto elaborate con la marca 3M, altre con un tappo rosso o blu, quelle fai da te della nonna, di tessuto riciclato oppure di carta assorbente, come quella per le mani da cucina o da stazione di servizio. Persino fatte con salviette per bambini o quelle in stile “arabo” (senza nessuna offesa). Poi ci sono persone che si mettono una sciarpa con il Sole cocente e chi ancora non mette nulla perché respira con la bocca! (i più contagiosi). Altri che ti dicono: non le ho trovate. Dappertutto esaurite. E qui l’igienista di Castelfranco avrebbe potuto postare un video di protesta e appello: “santo buon governo, procuraci le mascherine. Ti prego, a nome dei miei compagni e amici.

Il governo spinto dall’emergenza e dai numeri che crescono, morti, ricoverati, servizi insufficienti, strutture inadeguate (contagiati molto vicini ad altri reparti, pronto soccorso fragili, personale sanitario molto a rischio), un via vai di ambulanze e camion militari non per l’ordine pubblico ma per il crematorio più vicino, insiste sulle misure “drastiche” per il bene del Paese, o meglio mettendo in primo piano la nostra salute. Il motto è “resta a casa” la mascherina non serve. Al massimo cammina per duecento metri da casa tua.
E fin qui sembrerebbe comprensibile la politica del governo che fa di tutto per arginare i danni della peste incoronata ed arrestare il numero delle vittime. Governo che è consapevole di una macchina che non ha né la benzina né gli uomini a sufficienza. Tutto il Meridione lo sta dimostrando ed il Nord tra poco andrà in default. Trasmissione “Non è l’Arena” di Giletti (ieri sera).

La lezione del dr. Beltramello è chiara, anzi siamo convinti che nemmeno il Ministro Speranza sia in grado di superarlo per chiarezza nella comunicazione che non è mai stata effettuata e ripetuta su scala nazionale, preferendo, il politicamente corretto degli “spot di testimonial e influencer” nel raccomandare “resta a casa”.  Nella sua veste di medico igienista dell’ULSS 2 e dopo aver consultato prima i suoi diretti superiori, poi quelli a livello politico (è iscritto al Pd, già candidato sindaco alle comunali di cinque anni fa), ha deciso di dedicare un pomeriggio per la sua lezione di sanità pubblica con video postato su Youtube.

E’ giusto informare, siamo in democrazia e non in una dittatura.

Tra governo centrale e regione Veneto non circola buon sangue. Ma non è la sola, suvvia: Lazio, Emilia Romagna, Toscana… Troppi miliardi il settore brucia ad ogni semestre. Le Ulss sono roccaforti inviolabili di tante specie e serie, lo sanno tutti. La sanità calabrese è commissariata da un bel po’.
La sua opinione sulla qualità della “mascherina Made in Veneto” presuppone comunque un test personale prima di dare il voto e se nel caso fosse nociva, dovrebbe a posteriori denunciarla non con youtube ma con una carta bollata. Oppure, sarebbe stato auspicabile offrire la sua preparazione per migliorarla. Non è un prodotto commestibile, nemmeno per le tarme e sicuramente più igienica dei milioni di fazzolettini e rotoli di carta igienica che nessuno sa quanto cloro e altre “buone sostanze” contegono…. La mascherina di Grafica Veneta è la risposta come i fazzolettini per il naso. Non ha nessuna velleità di combattere il covid-19.

La mascherina distribuita dalla Protezione civile contiene queste due scritte: “NON E’ UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE INDIVIDUALE” e sotto “ARTICOLO MONOUSO” e che il prodotto usato è del tipo “TESSUTO NON TESSUTO”.

CARATTERISTICHE
Si tratta di una mascherina dall’aspetto inedito, realizzata con un “tessuto non tessuto”, consistente, morbida, resistente all’umidità, a elevata capacità di barriera, facile da indossare anche per gli anziani, utilissima per la protezione delle persone (circa l’80% del totale) nell’ambito della vita quotidiana che ora, ha annunciato Zaia, sarà distribuita da Protezione Civile e Volontari in confezioni da 10 a 20 pezzi in punti particolarmente adatti a creare un’osmosi di diffusione su tutto il territorio, per esempio fuori dagli ospedali ai visitatori che vi arrivano privi di protezione, nei supermercati e nella rete commerciale ancora aperta.
LA PRODUZIONE
La potenzialità produttiva della mascherina presentata oggi è di 500-700 mila pezzi al giorno (800 mila ne sono già state prodotte) ma, “in circa dieci giorni – ha detto Franceschi – siamo in grado di arrivare a 1,5 milioni al giorno”. Franceschi ha anche annunciato che due milioni di pezzi saranno regalati alla Regione Veneto per gli usi più opportuni.

P.S. Catelfranco Veneto, 21 febbraio 2020: Qui si vivacchia e le giostre sono prontissime a partire per la sfilata dei carri della provincia di Padova di domani ecc. ecc. Albert Farchadi da Ginevra mi manda un post per chiedermi che sta succedendo in Italia? Anche Juli dal Belgio pone una domanda simile. Boh? Alla sera andammo ad una conferenza del dr. Cecchetto tenutasi in una sala stipata di gente, molte le persone anziane.  Giorno, dopo giorno, i matematici avevano ragione.

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