Zaia “Boccia” il neoministro: l’autonomia del Veneto è un diritto costituzionale, non un proclama da primarie piddi!

Questa in sostanza: AUTONOMIA. ZAIA A MINISTRO BOCCIA, “COME SI FA A CHIAMARE PROPAGANDA UN TESTO SCRITTO DA EMINENTI GIURISTI E COSTITUZIONALISTI?”

Sempre in salita la richiesta del Veneto a trovare un governo disposto a trattare sull’autonomia. La sinistra in Italia gioca col fuoco, sebbene ormai siano finiti gli estintori. Se una Regione non fosse all’altezza di potersi regolare le 23 materie non spenderebbe denari e tempo prezioso. Starebbe come molte altre quiete (per modo di dire) e farebbe lobbismo di sottobanco. Quest’ultima passione, una cancrena dell’Italia, dall’Unità ad oggi. Parliamoci chiaro, il referendum di annessione del 1866 fu una truffa. Facile il gioco di far votare i pochi (640mila, meno di un terzo della popolazione) che ne avevano diritto senza nessun controllo da parte di uno Stato terzo, con i carabinieri del Re sull’uscio, due scatole-urne una del si e una del no, manifesti del comune e prefettura pro “Si”, minacce e ricatti per i contrari e, ciliegina sulla torta, il “voltagabbana del notabilato” che dopo appena trenta giorni sarebbe stato eletto come “sindaco, consigliere e deputato!” Questa è Storia Patria che il prof. Boccia (nativo della splendida Bisceglie, 1968) non conoscerà come quest’altra notizia che a Bari si svolse la cerimonia religiosa di abiura alla fede ortodossa di Yela Petrovich, imminente consorte del rampollo di Casa Savoia (20 ottobre 1896, Chiesa di San Nicola). 
Facile terreno quello veneto, bastonato e mortificato dai “piemontesi”, i primi mafiosi della storia monarchica italiana, che da qualche anno organizzavano una rete di cospiratori e faccendieri, promettendo seggi e posti chiave in caso di annessione: l’asilo politico ai giovani (rampolli) disertori che non se la sentivano di essere inviati al fronte in Polonia o altrove per difendere i confini austro-ungarici. Bastava iscriversi in una università del Regno, poi ad una seconda laurea ed arruolarsi come volontari garibaldini. Rimanere nelle retrovie, non morire e voilà che il gioco valeva la candela (es. l’avv. Caniglia).
Poi sappiamo come andò a finire e come la storia fu spalmata come una mediocre Nutella su tutti i libri scolastici e sull’Enciclopedia Treccani (fascista). Le abbiamo pagate tutte le cambiali, onorandole e sacrificandoci. Il colonialismo africano si è generato con quell’arroganza meridionale sovranista (Napoli, Messina, Palermo, Taranto), la Prima Guerra Mondiale si è consumata nel NordEst con quale riconoscimento? Cimiteri e monumenti. Persino una montagna intera.
Al Veneto spettava l’autonomia come al Friuli e al Trentino Alto Adige, non con uno statuto speciale ma, cosa bene diversa, di poter gestire al meglio per sé e per l’Italia, le risorse economiche. Rispettando naturalmente i principi cardine: solidarietà e sussidiarietà. E’ una trattativa seria con persone competenti non facili slogan da strada. A che servono gli accademici ingaggiati dalla Regione Veneto?
Durante la guerra fredda il Veneto ha pagato le scorribande dei terroristi, le basi atomiche, la paura imminente di essere invasi dall’esercito jugoslavo, dai carri sovietici con il PCI che faceva melina. Una regione militarizzata. I comunisti sempre sconfitti.
Il ministro di turno (guarda caso post comunista, meridionale lobbista, docente (dove trova il tempo?) è “critico” e “fermo nella sua dottrina nazionalista unitaria”. L’Autonomia arrecherebbe un danno al Sud. I ricchi contro i poveri.
Ebbene, facciamo quattro conti. L’alta burocrazia nazionale è in mano per due terzi a gente con origini meridionali, così pure per altre stimabili classi sociali: NOTAI, MEDICI, PROFESSORI e RETTORI, GIORNALISTI TV, OPINION LEADER, … dunque perchè preoccuparsi tanto che il Sud soffrirebbe se il Veneto volesse autoregolamentarsi nel rispetto del Titolo V della Costituzione? Aizzate il popolo “meridionale” contro quello “veneto”? Siete razzisti o invidiosi o timorosi di non vincere più i concorsi?
Vengono a galla strani fatti accaduti che la stampa non ha lesinato “scandalismo” sulla coppia “Boccia-De Girolamo”.
Una ministra meridionale con la licenza di terza media che si autocertifica perchè figlia di bracciante e “selfwoman”. Ma come c’è riuscita se, per entrare in un ufficio ministeriale o europeo, ci vogliono perfette conoscenze di almeno due lingue, una doppia laurea, ecc. ecc.? Un altro ministro meridionale che ha appena iniziato il primo anno di legge e riceve “come premio il posto di capo della Farnesina, dove appunto per far carriera di console, ambasciatore, funzionario ONU ci vogliono minimo tre lingue straniere, 107 di laurea magistrale…approfondimenti, ecc. ecc.?
Cos’è questa “superiorità dell’homo sapiens meridionalis”? Ma quanto sgomitano questi donne e uomini del Sud per trovare le scorciatoie e sorpassare chi si fa un mazzo?  

Da wikipedia
Francesco Boccia (Bisceglie, 18 marzo 1968) è un politico e accademico italiano, dal 5 settembre 2019 Ministro per gli affari regionali e le autonomie del Governo Conte II.

Caso di presunto plagio

Nel 2016 ha partecipato a un concorso relativo a una procedura selettiva di chiamata per un professore universitario di seconda fascia bandito dall’Università del Molise e, secondo quanto riportato dalla stampa, ha presentato una pubblicazione plagiata. (1)
La pubblicazione è stata successivamente ritirata dalla università di Castellanza. (2) Secondo l’interessato si trattava solo di una lettura consigliata (3) inviata per errore tra le 12 pubblicazioni inviate. Ma la pubblicazione compare come sua sia in una versione ufficiale del suo curriculum (4) sia come citazione di una sua pubblicazione. (5)
In una lettera la commissione giudicatrice ha comunicato al Rettore dell’Università di aver dato riscontro di tale pubblicazione, ma di essersi concentrata su altri scritti.
I professori Lucio Picci e Alberto Vannucci hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Campobasso evidenziando 2 articoli presentati al suddetto concorso. (6)
Ritenendo la notizia del plagio falsa e lesiva della reputazione, Francesco Boccia ha dichiarato di aver presentato un esposto alla procura di Trani e, per conoscenza, a quella di Campobasso. L’informazione apparsa sulla stampa non chiarisce da chi Francesco Boccia si sia sentito diffamato. (7)

1.^ Università, l’onorevole Boccia vince il posto da docente all’Università del Molise. Ma spaccia per sua una pubblicazione plagiata – Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 18 settembre 2017.
2.^ Biblioteca Rostoni-Università Cattaneo, Liuc – Biblioteca Rostoni – The regulation of local public services between authority and market: United States and tax increment financing. The case of Chicago, su http://www.biblio.liuc.it. URL consultato il 5 aprile 2019.
3. ^ “Ma quale scandalo, lista inviata d’ufficio” – Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 22 settembre 2017.
4. ^ Francesco Boccia, su Riparte il Futuro. URL consultato il 1º aprile 2019.
5. ^ Il ruolo dell’azienda pubblica nel nuovo sistema europeo di programmazione delle politiche di sviluppo – di Franscesco Boccia – Francesco Boccia – Maggioli Editore – Articolo Azienda Pubblica. URL consultato il 1º aprile 2019.
6. ^ Francesco Boccia, esposto in procura per la pubblicazione plagiata dall’onorevole. E spunta un altro caso controverso del 2005 – Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 17 novembre 2017. URL consultato il 18 novembre 2017.
7. ^ Presunto plagio, Boccia al contrattacco – Primo piano, in Primo piano. URL consultato il 13 dicembre 2017.

Questa in sostanza: AUTONOMIA. ZAIA A MINISTRO BOCCIA, “COME SI FA A CHIAMARE PROPAGANDA UN TESTO SCRITTO DA EMINENTI GIURISTI E COSTITUZIONALISTI?” 

“Come si può chiamare propaganda un testo scritto da eminenti giuristi e costituzionalisti come i professori Mario Bertolissi, ordinario di diritto costituzionale dell’università di Padova; Andrea Ambrosi, ordinario di diritto costituzionale regionale di Padova; Giancarlo Pola, ordinario nonché preside della facoltà di economia dell’università di Ferrara; Dario Stevanato, ordinario di diritto tributario all’università di Trieste; Andrea Giovanardi, ordinario di diritto tributario all’università di Trento; Ludovico Mazzarolli, ordinario di diritto pubblico all’università di Udine; fino ad arrivare al professor Luca Antonini, oggi giudice costituzionale?”.Se lo chiede il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commentando le dichiarazioni rilasciate oggi sull’autonomia dal Ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia.
“Mi dispiace sinceramente – prosegue Zaia – che Boccia, che incontrerò il 23 settembre prossimo, parli ancora di ‘propaganda’, con palese riferimento alla proposta del Veneto, citando come modello quella dell’Emilia Romagna. Niente da dire sulle scelte emiliano-romagnole – aggiunge Zaia – ma Boccia dovrebbe ben sapere che si parla di ‘autonomia differenziata’: se la lingua italiana ha un senso significa che ogni Regione ha diritto a costruirsi un abito su misura per le esigenze dei suoi territori”.
“Con serenità e altrettanto dispiacere – prosegue il Governatore veneto – ricordo a Boccia che questi discorsi li abbiamo sentiti quando si discuteva del nostro referendum; quando i suoi colleghi dicevano le stesse cose: che era propaganda e che non si sarebbe mai fatto. Era il giugno del 2014. Gli ricordo che l’allora premier Renzi lo impugnò di fronte alla Corte Costituzionale e che, nel luglio 2015, la Consulta accolse le ragioni del Veneto e autorizzò l’effettuazione della consultazione popolare”.
“Le dichiarazioni del Ministro – conclude Zaia – richiamano purtroppo il contesto nel quale si vietò ai veneti di votare utilizzando la tessera elettorale ufficiale, tessera che ancora si usa nelle primarie del suo partito politico”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...