Grande Guerra: Liquidazioni dei danni per requisizioni, occupazioni, lavori od altro effettuati dall’esercito nella zona di guerra della provincia di Vicenza. Un nulla di fatto

Alla fine delle ostilità, con il decreto n. 1711 del 15 novembre del 1918, il Presidente del Consiglio, Vittorio Emanuele Orlando decise di istituire una commissione di inchiesta incaricata di constatare le violazioni commesse dalle truppe austro-tedesche durante l’invasione del Veneto e del Friuli orientale nel corso del 1917-1918. La commissione, presieduta dal senatore Lodovico Mortara, presidente della Corte di cassazione di Roma, aveva il compito di documentare il trattamento riservato ai prigionieri di guerra e alla popolazione civile, stabilire le responsabilità
individuali ed accertare l’entità dei danni arrecati dall’occupante.
La documentazione raccolta avrebbe dovuto servire a dimostrare l’asprezza del regime di occupazione austro-tedesco alla conferenza di pace di Versailles. Il lavoro di inchiesta procedette rapidamente; sin dalle settimane successive alla fine del conflitto, ufficiali delle armate liberatrici e commissari governativi si fecero rilasciare deposizioni giurate da parte di sindaci, consiglieri, parroci, donne, che avevano sofferto le privazioni materiali e le violenze commesse dalle truppe austro-tedesche nel corso della dominazione straniera. I lavori della Commissione, che si
protrassero sino al luglio del 1919, si tradussero in circa 5.000 “relazioni orali” e
più di un migliaio di relazioni scritte. L’indagine sfociò nella redazione di 7 volumi,
pubblicati tra il 1920 e il 1921. La documentazione originale della Commissione di inchiesta – costituita da materiali preparatori, questionari, relazioni, interviste – è conservata presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma. Pur con forti limiti dovuti alla celerità dell’inchiesta, degli intenti che questa si prefiggeva e del clima in cui questa venne condotta, i documenti raccolti rappresentano una fonte preziosa e quantitativamente rilevante per ricostruire le condizioni di vita delle popolazioni occupate e le modalità del regime di occupazione austro-tedesco.

Molti confondono retrovie come fossero state zone di serie B, ma la risposta ce l’abbiamo da come risponde il Commissario generale per le armi e munizioni:
Commissioni revisione affitti e requisizioni», il compito, ira l’altro, di risolvere e liquidare le occupazioni irregolari, continuative e transitorie, nonché i danni ai terreni e ai fabbricati causati da occupazioni irregolari, sia nel territorio invaso dal nemico, sia entro la zona attualmente dichiarata in istato di guerra.

La libertà di ritornare nel suo paese è limitata per ovvie ragioni, fra le quali quella dell’ordine pubblico, cioè sospetti che molti di loro fossero dei sovversivi o cagionassero guai?
Tuttavia limiti a questi trasferimenti sono posti necessariamente da difficoltà materiali di vario ordine, di spesa, di servizio ferroviario, di alloggio, di approvvigionamento e anche di ordine pubblico.

LEGISLATURA XXIV – Ia SESSIONE – DISCUSSIONI – TORNATA DEL 21 NOVEMBRE 1918
Deputato Roi. — Al commissario generale per le armi e munizioni. — « Per conoscere come intenda di provvedere più sollecitamente alle liquidazioni dei danni per requisizioni, occupazioni, lavori od altro effettuati dall’esercito nella zona di guerra della provincia di Vicenza, dove i reclami e gli accertamenti non liquidati si vanno accumulando inevasi in modo impressionante, procurando lamenti gravissimi da parte dei danneggiati che aspettano anche da oltre tre anni il Pagamento del loro avere ».
RISPOSTA. — «In ordine alle liquidazioni, occupazioni, lavori ed altro effettuati dall’esercito in provincia di Vicenza, come 111 genere in tutta la zona di guerra, occorre distinguere fra danno di guerra, requisizioni regolari e requisizioni irregolari. « Circa i danni di guerra veri e propri, dei quali con decreto luogotenenziale 8 giugno 1°18, n. 780, è stato riconosciuto in massima per le Provincie invase il diritto a risarcimento nei limiti e con le modalità dà stabilirsi con legge speciale, è da osservare che, non essendo ancora’ promulgata siffatta legge, non è per ora ammessa una regolare procedura di accertamento e di liquidazione, ma soltanto è data facoltà al Governo di ricevere e di esaminare le denuncie dei danni di guerra anche per l’eventuale conservazione delle prove: denuncie della cui raccolta e coordinazione è “incaricato l’Alto Commissariato dei profughi di guerra.
«Riguardo alle requisizioni regolari, effettuate cioè con l’osservanza delle norme regolatrici della materia in zona di guerra, non constano al Ministero né al Comando Supremo inconvenienti nel servizio di liquidazione delle corrispondenti indennità e può assicurarsi che gli. eventuali reclami degli interessati vengono esaminati sollecitamente.
« Relativamente, infine, alle requisizioni irregolari – a quelle, cioè, eseguite senza regolare ordine e precetto di requisizione, o senza regolare presa di possesso, o verso rilascio di buoni difettosi – s i deve far presente che per disciplinare questa importante materia è stata di recente emanata dal Comando Supremo (Segretariato generale per gli affari civili) apposita circolare, portante la data del 22 agosto prossimo passato e il numero 228624, con la quale viene demandato ad apposite Commissioni già esistenti presso le Intendenze d’armata, e che sono venute ad assumere la denominazione di « Commissioni revisione affitti e requisizioni», il compito, ira l’altro, di risolvere e liquidare le occupazioni irregolari, continuative e transitorie, nonché i danni ai terreni e ai fabbricati causati da occupazioni irregolari, sia nel territorio invaso dal nemico, sia entro la zona attualmente dichiarata in istato di guerra. In conseguenza alle liquidazioni delle indennità dovute per requisizioni irregolari si ha ora affidamento che sarà proceduto con la maggiore sollecitudine.
« Qualora, tuttavia, fossero segnalati casi specifici di ritardata liquidazione, non si mancherebbe di prendere di volta involta gli opportuni provvedimenti.
« Il commissario generale « ÑAVA » .

LEGISLATURA XXIV – Ia SESSIONE – DISCUSSIONI – TORNATA DEL 21 NOVEMBRE 1918
Deputato Rota ed altri, — Al presidente del Consiglio dei ministri. — « Per sapere per quali motivi la massima parte dei prefetti del regno si oppongono sistematicamente alle prescrizioni chiaramente date dall’ Alto Commissariato per i profughi di guerra relative al trasferimento da una provincia all’altra dei medesimi per ragioni di salute, di famiglia e di lavoro, ragioni imposte dai più elementari doveri di umanità e dal più evidente interesse nazionale e per sapere in quale modo intenda di por rimedio a questo stato di cose, poiché gl’inconvenienti che ne derivano sono dopo otto mesi arrivati ad un punto tale da non poter più essere giustamente tollerati né dai profughi, è dai loro rappresentanti ».

RISPOSTA. — « Nei limiti del possibile il Commissariato, dei profughi ha disposto, e gli uffici governativi provinciali hanno eseguito, i trasferimenti di profughi da provincia a provincia richiesti in base a motivi di salute, di famiglia, di lavoro.
«Tuttavia limiti a questi trasferimenti sono posti necessariamente da difficoltà materiali di vario ordine, di spesa, di servizio ferroviario, di alloggio, di approvvigionamento e anche di ordine pubblico. 
«Devesi poi aggiungere che le richieste di trasferimento fatte direttamente dai profughi o da loro intercessori e rappresentanti, così come le indicazioni di impiego assicurato, con cui i richiesti trasferimenti sono motivati, sono t molto spesso fallaci. Per modo che le persone citate come quelle che avrebbero offerto ai profughi protezione e lavoro, dichiarano poi di non aver nulla promesso; e spesso i profughi trasferiti secondo la loro domanda, dichiarano di non volere più muoversi o di volere sede diversa da quello prima richiesta.
«Tuttavia, nonostante queste numerose difficoltà, subbiettive ed obbiettive, l’Alto Commissariato e gli uffici esecutivi procurano di compiere tutti i possibili aggruppamenti di famiglie profughe, precisamente richiesti ed utili.
« Il sottosegretario di Stato : per Vinterno»
« B O N I C E L L I »

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